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Paolini fa le carte al Latina

«Contro Latina servirà maggiore attenzione difensiva», dichiara il coach della Pasta Cellino Dinamo academy Cagliari, in vista del match valido per il campionato di serie A2 di pallacanestro maschile contro la Benacquista Assicurazioni

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CAGLIARI - Il coach della Pasta Cellino Dinamo academy Cagliari Riccardo Paolini ha incontrato la stampa alla vigilia della trasferta della sua formazione sul campo della Benacquista Assicurazioni Latina: «Il pericolo pubblico numero uno di Latina è Franco Gramenzi, un allenatore bravissimo di cui ho una grande stima e che considero uno dei migliori tattici a livello italiano, compresa la Serie A1. Conosce la pallacanestro ed è bravo a dare la sua impronta alla squadra».

«La Benacquista – ha continuato il tecnico cagliaritano - non è solo Raymond, un giocatore eccellente che ho allenato a Ferentino e che può ricoprire diversi ruoli, ma conta su italiani di alto livello come Saccaggi, Laganà o Tavernelli che nel sistema di Gramenzi hanno spazio e fanno emergere le loro qualità. I laziali corrono bene per cui sarà importante coprire il contropiede e non subire canestri in transizione. Dovremo essere comunque sempre concentrati in difesa, perchè i nostri avversari sono in perenne movimento. Latina può schierare inoltre quintetti con quattro piccoli e un lungo o uno pseudo lungo come Raymond e per noi sarà importante tenere l’1c1 difensivo senza snaturare quello che abbiamo fatto finora, ma con un’attenzione e un’aggressività superiori. E’ vero che alla Benacquista mancherà uno straniero, ma siamo i primi a sapere che quando un elemento non c’è gli altri moltiplicano le forze e quindi l’assenza di un giocatore per una o due giornate non incide moltissimo».

«Il nostro lavoro – ha concluso Paolini - è prevalentemente sulla difesa. Giocando male sono convinto che questa squadra possa segnare 70, 75 o magari pure 80punti. Il nostro problema è che quando non riusciamo ad essere efficaci in attacco dobbiamo stringere le maglie in difesa per conquistare le partite che finiscono intorno ai 70punti. Sono convinto che tutto nasca da un allenamento sulla tecnica e di ripetizione. Per me il concetto chiave è sempre guardare palla e uomo ed è una cosa che spesso noi non facciamo».

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