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Consiglio unito nella battaglia dei lavoratori Geosar

Unanimità del consiglio Comunale per sostenere una battaglia portata avanti dai 25 operai che da diversi giorni presidiano con le tende il palazzo comunale

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PORTO TORRES - Nessun consigliere ha esitato a votare a favore della proposta di ordine del giorno presentata dal capogruppo 5 Stelle Gavino Bigella affinchè si solleciti il consiglio regionale a reimpiegare i lavoratori Geosar. Unanimità del consiglio Comunale per sostenere una battaglia portata avanti dai 25 operai che da diversi giorni presidiano con le tende il palazzo comunale.

Da gennaio 2017 percepiscono meno di 800 euro al mese per sostenere le loro famiglie, un indennità di disoccupazione che non è certamente sufficiente per affrontare le spese ordinarie e ancor meno straordinarie tra figli a scuola e tasse da pagare. Ormai escluso dalla Regione dal Parco Geominerario, per mancanza di requisiti di ammissibilità, Porto Torres dovrà affrontare l’ennesimo dramma della disoccupazione.

«Per non fermare i cantieri del parco Geominerario della Sardegna e garantire la continuità lavorativa degli addetti ex Ati-Ifras - si legge nel dispositivo – si impegna il sindaco a portare all’attenzione dell’assemblea della Rete Metropolitana del Nord Sardegna affinchè come Ente unitario si porti in evidenza presso il consiglio e la giunta regionale l’urgenza di una positiva soluzione della vertenza che coinvolge 60 unità lavorative di tutto il territorio di Porto Torres con il parco dell’Asinara, Sassari e la Nurra, Alghero con parco di Porto Conte». Il consigliere Pd Massimiliano Ledda propone una lotta unita «senza guardare il colore politico» afferma «ma solo l’emergenza di ritornare al lavoro anche con l’inserimento dei 25 operai Geosar in uno dei 4 progetti presentati dal comune di Sassari».

Una priorità condivisa dal consigliere sardista Costantino Ligas che sollecita sindaco e giunta a «darsi una mossa» dice «per fare sì che questi lavoratori possano riprendere a lavorare nel nostro comune e a svolgere tutte quelle mansioni di cui questo Comune ha bisogno».

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