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È stata realizzata grazie all´iniziativa del gruppo “Donne libere in lotta per il diritto alla salute”. Aprirà venerdì, nei locali della struttura al terzo piano di Malattie infettive e metterà a disposizione oltre ottocento volumi

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SASSARI – Una biblioteca con oltre ottocento volumi che potrà essere utilizzata da tutti gli utenti che accedono al day hospital Oncologico dell'Aou di Sassari. L'hanno chiamata “Biblioteca Janas” e sarà aperta ufficialmente venerdì 16 novembre, alle 10.30, proprio nel nuovo Dh Oncologico, situato al terzo piano dell'edificio di Malattie infettive, in Viale San Pietro 35b. La realizzazione della biblioteca rappresenta la fase conclusiva dell'iniziativa “Un libro in dono al Day hospital Oncologico di Sassari”, che il gruppo “Donne libere in lotta per il diritto alla salute” ha portato avanti tra febbraio e marzo.

Tanti i libri raccolti, che rappresentano una variegata scelta: si va dai romanzi ai racconti brevi, dalle raccolte di poesie ai fumetti ed ai brevi saggi, in italiano ed in sardo. «Vogliamo ringraziare tutte le persone che così numerose hanno aderito all'iniziativa non solo da Sassari, ma da tutta la Sardegna – affermano le rappresentanti del gruppo – e che, generosamente, hanno donato tantissimi libri». In prima fila ci sono le librerie di Sassari sostenitrici ufficiali dell'iniziativa: Azuni, Dessì, Koinè, Max88, Messaggerie Sarde, Giunti Sassari e librerie Giumar e Cose di carta di Siniscola, che hanno collaborato attivamente. «Con il loro supporto – aggiungono – hanno effettuato uno sconto speciale sull'acquisto dei libri destinati all'iniziativa e hanno dato la disponibilità come punto di raccolta dei libri, non solo nuovi ma anche donati da privati e in ottimo stato». All'appello hanno risposto anche il Comune di Tissi e la biblioteca del Comune di Ploaghe, che hanno contribuito con proprie donazioni di libri e come centri di raccolta. «Siamo lieti che questa iniziativa abbia ottenuto questa grande risposta da parte della cittadinanza – afferma la Direzione aziendale dell'Aou di Sassari – Abbiamo deciso di sostenerla sin da subito, perché siamo convinti che dall'ascolto delle associazioni e dei volontari, spesso vicini agli utenti e in grado di percepire le loro esigenze, possano nascere sinergie in grado di raggiungere obiettivi comuni: come quello di rendere migliore l'esperienza dei pazienti in ospedale».

L'Aou ha acquistato le librerie e ha messo a disposizione gli operai che hanno trasportato e sistemato i libri nella sala appositamente dedicata del Dh Oncologico. Dalle organizzatrici, intanto, arriva un nuovo invito: «Chiunque desiderasse può contribuire a incrementare il fondo della Biblioteca Janas donando un libro direttamente al Dh Oncologico». Si può spaziare tra gli argomenti più vari, come romanzi brevi, racconti, raccolta di racconti brevi, classici della letteratura sarda, storia sarda, poesie, fumetti, biografie, hobbistica, piccoli saggi di argomenti vari, in lingua italiana, sarda o altre lingue. All'apertura della biblioteca, in programma venerdì, con le rappresentanti del gruppo Donne libere in lotta per il diritto alla salute, saranno presenti il direttore generale dell'Aou Antonio D'Urso, il direttore sanitario aziendale Nicolò Orrù ed il direttore dell'Oncologia dell'Aou di Sassari Antonio Pazzola. All'incontro, sono stati invitati anche i primi cittadini e gli assessori competenti dei Comuni di Ploaghe e Tissi. L'invito è stato esteso anche alle librerie cittadine e di Siniscola che hanno contribuito fattivamente all'iniziativa.

Nella foto: il palazzo Aou Malattie infettive

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Fonte: Alguer

Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, l´assessore regionale della Sanità Luigi Arru ed i rappresentanti dell´unità di progetto hanno incontrato quarantotto allevatori emersi dall´irregolarità

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URZULEI - I modelli virtuosi da imitare nella lotta alla peste suina africana e nel contrasto agli allevamenti abusivi ed irregolari non vengono più e solo da terre lontane, come la penisola Iberica, dove oltre vent'anni fa è stata sconfitta la malattia, ma dal cuore dell’Isola, dall’Ogliastra. Parte da Urzulei una storia tutta locale e che sarà certamente da esempio per l’intero territorio regionale: quarantotto allevatori irregolari hanno deciso di emergere e avviare le nuove attività nel rispetto delle norme registrando, in questa prima fase, circa cinquecento maiali. Il progetto, nato dal basso con uno spirito di collaborazione attiva che ha coinvolto cittadini, Amministrazione comunale e Regione autonoma della Sardegna, è stato ufficializzato venerdì, nella sala consiliare del centro ogliastrino, dal presidente Francesco Pigliaru, e dall’assessore della Sanità Luigi Arru, che hanno incontrato il sindaco Ennio Arba, la sua Giunta ed i nuovi allevatori regolari. Inoltre, all’iniziativa hanno partecipato i vertici dell’Unità di progetto per l’eradicazione della Psa: dal responsabile Alessandro De Martini ai direttori generali dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna Alberto Laddomanda e dell’Agenzia Laore Maria Ibba, passando per il commissario unico dell’Agenzia Forestas Giuseppe Pulina. E poi Sergio Masala, rappresentante del mondo veterinario dell’Ats, ha portato i saluti di Franco Sgarangella, responsabile unico Ats per la Psa, assente per altri impegni istituzionali. Masala ha poi annunciato che i circa 400euro pagati dagli allevatori per la regolarizzazione rimarranno alla comunità di Urzulei. Infatti, saranno utilizzati dall’Ats per l’apertura, in paese, di un ufficio di anagrafe zootecnica che possa assistere i tanti allevatori, non solo di suini, del territorio. Sul piano della salvaguardia del suino di razza sarda ha seguito i lavori l’esperto delle strutture regionali Sebastiano Porcu. Concluso l’incontro in paese, ci si è poi spostati nel Supramonte di Urzulei, in località su Nuragi, per visitare un allevamento in semi brado di 5ettari, con doppie recinzioni e ricoveri per gli animali, seguito da un 25enne allevatore.

Con le quarantotto nuove regolarizzazioni il piccolo centro di appena 1260 residenti raggiunge quota 102 allevamenti ufficiali: uno ogni dodici abitanti. Roba da fare invidia ai distretti più attivi della suinicoltura nazionale presenti nella Pianura padana. Parlare di maiali, di trasformazione delle carni e di prosciutti ad Urzulei significa confrontarsi con le sue più antiche tradizioni agroalimentari, economiche e sociali che riassumono l’identità dell’intera comunità. Fra i nuovi allevatori ci sono giovani diplomati, mamme laureate, pensionati ed imprenditori agricoli che già svolgono queste attività e che operano nei circa 13mila ettari, quasi esclusivamente di proprietà comunale. Le loro storie raccontano una battaglia contro lo spopolamento, una voglia di rimanere nei luoghi dove sono nati e dove hanno deciso di far crescere la propria famiglia lavorando nel rispetto delle regole. «Si tratta di un grandissimo risultato, perché c'è una malattia, la peste suina africana, che sta bloccando da quarant'anni lo sviluppo di questi territori. Va combattuta e va sconfitta. Il grande risultato, qui a Urzulei, è che questa comunità ha accettato la sfida. Ha avuto fiducia anche nella nostra proposta e oggi parliamo di decine di imprese che hanno deciso di regolarizzarsi, quindi di uscire da quella situazione che in realtà non faceva altro che riprodurre una malattia, non solo sanitaria ma per l'intero territorio». Così Pigliaru, che ha aggiunto: «Oggi ci sono le condizioni perché la popolazione di Urzulei possa guardare con molta più fiducia al futuro. Si tratta di un fantastico esempio per tutta la Sardegna e in particolare per quei territori che fanno ancora fatica a vedere che la strada giusta è quella adottata con successo in questo paese. Urzulei ha dimostrato di essere altruista, pensando all’interesse non dei singoli ma dell’intera comunità. Senza fiducia non si fa niente. Speriamo che questa esperienza sia di grande contagio per tutta la Sardegna».

«Siamo noi che dobbiamo dire grazie a voi, alla comunità di Urzulei per quello che ha fatto - ha detto Arru, rivolgendosi ai numerosi presenti in sala - La nostra non è e non è stata una battaglia contro qualcuno o qualche comunità, contro la cultura e le tradizioni di Nuorese o Ogliastra, ma contro una malattia che da quaranta ha danneggiato pesantemente il settore suinicolo isolano. Va dato merito al presidente Pigliaru per aver creato l’Unità di progetto, una vera rivoluzione sul piano organizzativo e di gestione della Psa, con un vertice decisionale seguito, in modo impeccabile, da Alessandro De Martini che ha coordinato una squadra composta da tanti attori istituzionali che si sono confrontati costantemente con i territori». «I principali obiettivi messi sul piatto dalla nostra amministrazione e dai neoimprenditori zootecnici, nel breve e medio periodo – ha osservato Arba – puntano innanzitutto a sostenere con maggior forza la battaglia contro il virus della peste suina africana. Di seguito intendiamo promuovere un’attività di tutela e valorizzazione del maiale autoctono di razza sarda, l’organizzazione di una filiera suinicola e la nascita di un marchio locale che valorizzi le peculiarità della nostra antica tradizione nella produzione dei prosciutti. Tutti questi passaggi – ha concluso il primo cittadino – non devono prescindere dal superamento, che auspichiamo si raggiunga il prima possibile, dell’embargo posto dall’Unione europea alla vendita delle nostre carni e salumi oltre i confini della Sardegna».

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Fonte: Alguer

Lavori di ripristino del manto stradale dall´accesso sulla ex SS 131 fino all´altezza di piazza Umberto I. gli interventi cominciano nel tratto compreso tra l´incrocio con via dei Corbezzoli e via Cellini

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PORTO TORRES - Si parte da via Sassari per aprire il grande cantiere per il rifacimento dell'asfalto e si prosegue fino all'altezza di Piazza Umberto I. Dopo i rinvii a causa delle condizioni meteo avverse, sono state avviate le opere del cantiere per il rifacimento integrale dell'asfalto in via Sassari. I mezzi dell'azienda aggiudicataria hanno raggiunto l'accesso alla città, nel tratto compreso tra l'incrocio con via dei Corbezzoli e via Cellini: da lì sono iniziati i lavori che interesseranno la principale strada di Porto Torres e su cui si concentra la maggior parte del traffico in entrata e in uscita da e verso il centro, il porto e l'area produttiva turritana.

La ditta aggiudicataria dell'appalto assegnato tramite procedura pubblica è la Putzu appalti costruzioni srl di Pattada, mentre i lavori saranno svolti in subappalto da una ditta locale, la Angius Costruzioni.
«Da tanti anni la principale arteria cittadina si presentava in condizioni non adatte a sostenere un traffico di una portata così elevata. L'amministrazione comunale – sottolinea l'Assessore ai Lavori Pubblici, Alessandro Derudas – ha scelto di cofinanziare con la Regione il rifacimento dei 2,5 chilometri, in entrambi i sensi di marcia, di via Sassari e del corso Vittorio Emanuele, risolvendo, quindi, anche i problemi in termini di sicurezza derivanti dai gravi dissesti presenti in più punti, come nell'incrocio con via Antonelli, davanti al Parco San Gavino e su tutto il Corso».

I lavori messi a bando sono stati quantificati in 500mila euro. L'appalto è stato aggiudicato con circa il 28% di ribasso. «Cercheremo di impegnare anche le somme del ribasso della gara in ulteriori interventi per il rifacimento di altre vie che versano in particolari condizioni di criticità. Nel frattempo ho sollecitato gli uffici ad impegnare i 17mila euro già disponibili per ulteriori lavori di fresatura e bitumatura nelle vie dove le emergenze sono più evidenti, compatibilmente con il cronoprogramma di un altro cantiere nevralgico per la città, quello della rete del gas», aggiunge l'assessore.

I lavori per l'asfalto in via Sassari prevedono il posizionamento di un tappeto d'usura a caldo con bitume modificato, in grado di sopportare i carichi indotti dal traffico dei mezzi. L'azienda subappaltante, come previsto da un'apposita ordinanza della Polizia Locale, dovrà provvedere alla messa in opera della segnaletica di cantiere, dei segnali di prescrizione e di quelli necessari per le varie deviazioni. «Chiediamo a tutti un po' di pazienza – conclude Alessandro Derudas – per i disagi che potrebbero verificarsi in queste settimane sulla viabilità cittadina durante lo svolgimento dei lavori».

Fonte: Alguer

Movida, aree sportive e parcheggi. Tutto al Poetto nella zona tra l’ippodromo e l’ex pineta ai confini con Quartu. E sul lungomare torneranno i chioschetti per la degustazione dei ricci.

È nero su bianco negli indirizzi del nuovo puc che presto arriverà in consiglio comunale per il via libera. Nel piano vengono prese in esame due zone in particolare del lungomare Poetto che vengono ridisegnate per quella che sarà la spiaggia del futuro. Una è quella dell’ippodromo, delle parti retrostanti l’ospedale Marino e la fascia del canale dell’idrovora, collegato con Molentargius.

E l’altra è quella della ex pineta confinante con Quartu. Entrambe aree sensibili sotto l’aspetto paesaggistico (entro 300 metri dal mare) e a rischio di degrado: l’area dell’ex pineta è un parcheggio non attrezzato e l’ippodromo è largamente sottoutilizzato.

La zona dell’ippodromo per l’amministrazione è strategica per realizzare attrezzature e servizi oggi non presenti sul lungomare. Saranno realizzati quindi servizi a turistico ricreativi, per lo sport e il tempo libero. Verranno poi sistemate zone da adibire a parcheggio, sia nell’area dell’ippodromo  che nell’area dell’ex pineta (che verrà attrezzata e arredata con nuovo verde) e sul lungomare tornerà il mercatino dei ricci, gemello di quello che oggi si trova a Su Siccu. La porta d’accesso al parco di Molentargius in corrispondenza del canale dell’idrovora verrà valorizzata.

L'articolo Cagliari, il Poetto del futuro: movida, ricciai e nuovi parcheggi all’ippodromo e all’ex pineta proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

Ritorna al Teatro Verdi la nuova edizione della rassegna teatrale dedicata alle scuole per “educare” le nuove generazioni alla cultura del teatro

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SASSARI - Prende il via al Teatro Verdi di Sassari la nuova edizione della rassegna teatrale-musicale dedicata alle scuole ed organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica, che gestisce stabilmente lo storico teatro cittadino. Otto appuntamenti complessivi, da novembre a maggio 2019, per una stagione studiata appositamente per gli studenti con un target che va dai tre ai sedici anni d'età.

“L'ottimo riscontro avuto nelle passate edizioni ci porta a confermare un cartellone che spazia dal teatro alla musica - dichiara il direttore artistico Stefano Mancini - nella convinzione che queste discipline possano essere veicolo di apprendimento per gli studenti insieme a quelle insegnate nel tradizionale percorso didattico. Presenteremo spettacoli pensati per il pubblico dei più giovani consapevoli che lo sforzo di “educare alla cultura” le nuove generazioni sia un compito fondamentale per chi opera nel campo dello spettacolo”. In questa prospettiva e grazie al riconoscimento del Ministero per i Beni e le attività culturali, della Regione autonoma della Sardegna, del Comune di Sassari, oltre che dalla Fondazione di Sardegna, il costo dei biglietti per gli studenti sarà di 4euro, mentre accompagnatori ed insegnanti avranno l'ingresso libero.

Il cartellone propone come di consueto produzioni realizzate da compagnie sarde ed artisti che operano in ambito nazionale. Si parte domani, martedì 13 e mercoledì 14 novembre, alle 10, con la Fiaba musicale “Pollicino” strutturata come un musical ed ispirata al celeberrimo capolavoro di Charles Perrault. Protagonisti dello spettacolo saranno i giovani musicisti della scuola media n.5, che suonano dal vivo, e le comparse della scuola elementare del Decimo circolo di Via De Carolis. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'Istituto comprensivo Pertini-Biasi e l'Istituto comprensivo Brigata Sassari, ha come interpreti Emanuele Floris, Margherita Nurra, Claudio Dionisi ed Eliana Carboni. Le luci sono di Marcello Cubeddu, mentre la regia è di Alfredo Ruscitto,

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Fonte: Alguer

Vandali in azione a Settimo San Pietro. A denunciare quanto accaduto è proprio l’amministrazione comunale che rende pubbliche le foto di quanto accaduto in piazza della Musica domenica notte. Rami sradicati e lanciati un po’ ovunque, cestini per la raccolta dell’immondizia presi visibilmente a calci. E ancora: mattoni distrutti, aiuole calpestate e profondamente segnate da questo che si mostra essere un raid vandalico a tutti gli effetti. Numerosi i commenti da parte dei cittadini che condannano i danni causati al parco. L’amministrazione comunale però rassicura che “i responsabili, se individuati, saranno segnalati a chi di dovere”.

L'articolo Raid vandalico a Settimo: devastata piazza della Musica proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

Denutrito, chiuso in una cuccia rivolta contro il muro e quotidianamente bastonato. Tanto che i lamenti sono avvertiti da tutto il vicinato. I proprietari sono alcuni stranieri che abitano in una zona di Quartu. Per loro è scattata una denuncia da parte di una donna che è arrivata a conoscenza dell’episodio sui social.

La denuncia è di oggi.  Parla di quanto accade in un’abitazione di Quartu, zona Capitana, dove vive un gruppo di persone “di nazionalità straniera”, che “quasi quotidianamente e soprattutto nelle ore serali maltrattano un cane che detengono nella loro abitazione, bastonandolo e costringendolo a stare dentro la cuccia con l’uscita rivolta contro la parete impedendogli di liberarsi”. L’animale, un cane nero di taglia piccola, secondo la denunciante, sarebbe anche denutrito. A nulla sarebbe valso il tentativo di un vicino che, per metter in salvo l’animale, si sarebbe azzuffato coi proprietari vanificando l’intervento.

La vicenda è rimbalzata sui social. i proprietari sono stati denunciati da una donna che è venuta a conoscenza dell’accaduto.

L'articolo Quartu, “Bastonate quotidiane al cagnolino, piange tutti i giorni: salvatelo” proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

«La migliore pubblicità per uno scambio culturale, in un momento di conflitto all´interno dell´Europa». Così Filomena Campus su Jazzwise parla dell´evento in programma a Soho

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ALGHERO - «La migliore pubblicità per uno scambio culturale, in un momento di conflitto all'interno dell'Europa». Così la rivista Jazzwise definisce "Sardinian extravaganza", i due spettacoli del Theatralia Jazz Festival in programma martedì e mercoledì sera al Pizza Express Jazz Club di Soho, seconda tappa dopo lo show del Poco Loco Jazz Club di Alghero.

Un'iniziativa di Filomena Campus, cantante jazz sarda trapiantata a Londra, fondatrice e promotrice di un festival, giunto alla quarta edizione, che ha creato un ponte tra la Sardegna (Alghero) e la Gran Bretagna. «Anni fa ho lasciato la mia isola, la Sardegna, per un'altra isola, la Gran Bretagna, che mi ha aiutato a realizzare i miei sogni», racconta Filomena Campus a Enrico Franceschini su Repubblica. «Nel momento in cui vengono eretti muri, io voglio costruire un ponte sempre più solido tra i nostri due paesi, un ponte fatto di musica, sabbia, mirto e versi, perché la cultura può tenere insieme quello che una certa politica prova a dividere».

Dopo la prima parte del festival che ha fatto il tutto esaurito ad Alghero lo scorso settembre con il famoso duo inglese Black Top (Orphy Robinson e Pat Thomas), la manifestazione continua ora a Soho, nel cuore della Capitale inglese. Il 13 novembre il duo algherese del chitarrista Marcello Peghin e del contrabassista Salvatore Maltana incontra la cantante italo-londinese Marta Capponi e la jazz star Cleveland Watkins; e il 14 novembre la vibrafonista Jackie Walduck si unisce al quartetto di Filomena Campus che presenterà nuove composizioni con momenti di improvvisazione, di teatro e di poesia [LEGGI[1]].

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References

  1. ^ LEGGI (notizie.alguer.it)

Fonte: Alguer

«Non aspettiamo la prossima emergenza, le risorse e i progetti servono urgentemente», dichiara chiaramente l´assessore regionale della Difesa dell´ambiente, con delega alla Protezione civile e coordinatrice della Commissione Ambiente ed energia in Conferenza delle Regioni

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CAGLIARI - «Non possiamo aspettare la prossima alluvione, la prossima frana, il prossimo sisma. Per le Regioni, che ora devono affrontare anche le spese della ricostruzione, chiediamo un serio impegno del Governo e in particolare del Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di progetti di qualità per la difesa e la prevenzione del rischio. E vogliamo che sia fatto attraverso un gioco di squadra con le Regioni, le Province autonome, gli Enti locali, in tempi certi con le adeguate risorse finanziarie». Così Donatella Spano, assessore della Difesa dell'ambiente della Regione autonoma della Sardegna e coordinatrice della Commissione Ambiente ed energia in Conferenza delle Regioni. A Roma, con le altre Regioni, ha incontrato il ministro dell'Ambiente, prima della seduta, per il punto sul dissesto idrogeologico. Ha sottolineato che per l'Italia, il Paese che negli anni ha maggiormente attinto al Fondo di solidarietà dell’Unione europea, «è urgente interrompere la continua rincorsa per tamponare le emergenze e procedere nell’attività di prevenzione strutturale, contrastando le cause dei molti ritardi, delle inutili burocrazie e della scarsa chiarezza sui ruoli istituzionali».

Spano riferisce lo stato degli interventi finanziati contro il dissesto idrogeologico in Sardegna previste dal “Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo”: per Olbia, Cagliari-Pirri, piccole frane, canali tombati e ponti sono stati approvati e finanziati progetti oltre 204milioni di euro di risorse statali. Il fabbisogno per gli altri interventi sul territorio è di oltre 1,4miliardi. Inoltre, l'accordo con il Ministero dell'Ambiente del novembre 2017 prevede un finanziamento da quasi 12milioni per la progettazione di altri settanta interventi. Nel dossier presentato al ministro Costa dall'assessore sardo a luglio, il dissesto idrogeologico e la tutela del suolo era una delle priorità ed era stato evidenziato il ruolo strategico della pianificazione in un quadro di rischio sempre aggiornato, fornito dal Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico–Italia sicura. «Occorre quindi procedere con il completamento degli interventi», osserva la titolare regionale dell'Ambiente, con delega alla protezione civile.

Alla luce dello scioglimento della Struttura di missione e del passaggio di funzioni al Ministero dell'Ambiente, Donatella Spano sottolinea che occorrono garanzie per riprendere il percorso avviato, sia sul livello di coordinamento con le altre Istituzioni in una logica necessariamente sistemica, sia di efficienza e tempestività: «Il Ministero dell’Ambiente deve garantire il reperimento delle ulteriori risorse finanziarie per combattere seriamente il problema del dissesto idrogeologico del nostro Paese per il quale il fabbisogno previsto è di 1,5miliardi all'anno: come si può pensare di dare una seria risposta a questo fabbisogno con soli 300milioni di euro all'anno? Sono necessari ulteriori fondi - conclude l'esponente della Giunta Pigliaru - per dare l’avvio ai programmi di intervento già definiti, approvati e finanziati e per procedere a siglare i nuovi accordi per garantire la realizzazione degli altri progetti già inseriti dalle Regioni e dalle Province autonome nella piattaforma Rendis: sono oltre 9mila i progetti caricati, per una richiesta di fondi statali di circa 26miliardi di euro».

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Fonte: Alguer

Per i Riformatori di Alghero la città di Porto Torres da tempo, sconta unicamente, in maniera del tutto isolata, il risultato e il danno ambientale di anni di sfruttamento industriale del territorio d

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PORTO TORRES - «Le bonifiche dei siti industriali nell'area di Porto Torres continuano a registrare gravi ritardi, da ultimo quelli dovuti alle difficoltà della società Astaldi, capofila del progetto di risanamento Nuraghe, per cui è dovuta intervenire, senza certe professionalità in materia, direttamente la Sindyal». Le accuse partono dal coordinatore dei Riformatori Sardi di Alghero, Alberto Zanetti. «Il tutto tra l'indifferenza totale della politica regionale di quella locale dell'amministrazione e di tutto il territorio del Nord Ovest», prosegue Zanetti.

Per i Riformatori di Alghero la città di Porto Torres da tempo, sconta unicamente, in maniera del tutto isolata, il risultato e il danno ambientale di anni di sfruttamento industriale del territorio da cui tutto il Nord Ovest, nei momenti rosei, ha tratto vantaggio e beneficio in termini di occupazione indotto e non solo. «E se non fosse abbastanza per smuovere le coscienze basti pensare che l'inquinamento, generato negli anni, non è statico ma si muove nell'area e nelle acque - sottolinea il coordinatore dei Riformatori sardi - ed è in grado di arrivare dove potenzialmente ci sentiamo esclusi da queste problematiche poiché distanti pochi chilometri.»

«A nome dei Riformatori di Alghero, pertanto, ritengo sia necessario e utile che tematiche di questo tipo ma anche quelle relative all'aeroporto, al porto, vengano prese in considerazione non solo localmente ma da tutta la classe politica del territorio del Nord Ovest e dai suoi amministratori locali», precisa Zanetti. «Su questi temi c'è bisogno di partecipazione, - concludono i Riformatori - anche e sopratutto popolare dove non si combatte più solo per il proprio piccolo appezzamento ma per tutto il territorio unito».

Fonte: Alguer

Panchina pericolosa, segnalazione di un lettore
A Oristano, nel parco di piazza Maestrale

La panchina

Panchina pericolosa: la  segnalazione arriva dia un lettore di Oristano. Si riferisce a una panchina arrugginita,  nel parco di piazza Maestrale, quartiere San Nicola, dove giocano i bambini. Dalle foto si capisce che la panchina versa in condizioni precarie, con i sostegni usurati e le assi della seduta in alcune parti mancanti.

Le condizioni della panchina mettono in evidente rischio i bambini che ogni giorno vanno a giocare nel parco.

Lunedì, 12 novembre 2018

 

 

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Fonte: Link Oristano





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