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Martina Cambarau nuovo assessore della giunta Delunas. Il Sindaco ha firmato oggi il decreto e l’ha poi presentata in Consiglio: quartese doc, consigliere comunale, è il nuovo assessore ai servizi sociali

“Metteremo a frutto le energie della città. Ho il forte desiderio di aiutare chi non ha nessun altro oltre le istituzioni”, questo il primo commento del nuovo membro dell’esecutivo, al quale sono state affidate le deleghe a Salute, Servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, Qualità della vita e Politiche del Lavoro.

Classe ’73, Martina Cambarau è nata in Piemonte ma è quartese doc in quanto tornata in città già all’età di due anni. Da anni dipendente dell’ASL 8, a parte una breve parentesi nel Distretto di Cagliari ha sempre svolto la professione nel Distretto Quartu Parteolla, operando anche nell’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

“La nostra città è conosciuta e apprezzata per la sua grande vitalità sociale e culturale – il primo commento del nuovo Assessore -. Questo è possibile soprattutto grazie all’instancabile operato di chi, sensibile alle questioni sociali, si prodiga dentro e fuori le istituzioni per migliorare le condizioni di vita dei propri concittadini. In quest’ottica ho sempre cercato di non dimenticare l’aspetto umano dietro ogni relazione avuta con l’utenza in qualità di operatrice sanitaria presso l’ATS. Spesso mi sono sentita impotente di fronte a certe situazioni di disagio sociale a cui ho dovuto assistere e che il mio ruolo lavorativo non mi consentiva di risolvere – prosegue Martina Cambarau -. Ho così maturato il desiderio di poter fare di più, di dare aiuto a chi ha bisogno e spesso non ha nessun altro, oltre le istituzioni, a cui potersi rivolgere”.

“L’arricchimento personale e umano che deriverà dall’aiutare chi è in difficolta sarà la mia più alta ricompensa e motivazione in questo ruolo istituzionale. Mi adopererò in questa Amministrazione per far sì che le migliori energie della nostra città, dentro e fuori le istituzioni, possano essere messe a frutto allo scopo di generare importanti ricadute a livello sociale e collettivo, stimolando così anche una sempre maggiore sinergia tra il Comune e i cittadini” conclude il nuovo componente della Giunta Delunas.

Il Primo Cittadino Stefano Delunas spiega così la sua scelta: “Ho ritenuto importante trovare una persona alla quale affidare la delega ai Servizi Sociali, che negli ultimi mesi

Fonte: Casteddu on Line

“Un nuovo ospedale a Cagliari”. È la proposta con cui apre la campagna elettorale per le regionali Francesco Desogus, candidato del Movimento 5 Stelle nella corsa a viale Trento.

Nell’incontro sul futuro del San Giovanni di Dio organizzato dal consigliere comunale cagliaritano del M5S Pino Calledda, Desogus ha fatto questo ragionamento: “basta spendere soldi in ristrutturazioni inverosimili di strutture desuete come il San Giovanni (realizzato alla fine dell’800), il Santissima Trinità (ex caserma) e l’ospedale Marino (ex albergo). Lasciamo presidi sanitari sparsi per la città, ma concentriamo le risorse su un nuovo ospedale moderno per il capoluogo. Apriamo il dibattito”.

Desogus ha lanciato qualche stoccata a Zedda sui ritardi per la sistemazione degli ascensori per Castello.

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Fonte: Casteddu on Line

Facebook finisce ancora una volta nel mirino per violazione della privacy. Secondo la stessa compagnia, circa 1.500 applicazioni, provenienti da 876 diversi sviluppatori, tra il 12 e il 25 settembre hanno potuto accedere, senza averne i permessi, a quasi 7 milioni di foto private degli utenti. Nello stesso periodo Facebook si è trovata a fronteggiare un’altra colossale falla nei propri sistemi, permettendo di accedere ai dati personali di migliaia di utenti senza esplicito consenso. Il colosso dei social network ha fatto sapere che sta lavorando con gli sviluppatori per cancellare le copie delle immagini alle quali non avrebbero dovuto avere accesso. Gli utenti coinvolti nel misfatto riceveranno prossimamente una notifica, che li avvisa che le loro immagini private potrebbero essere state esposte accidentalmente. La causa del problema sembra legata a Facebook Login e alle API per la gestione delle immagini, che permettono agli sviluppatori di avere accesso alle immagini pubbliche dalle rispettive applicazioni. Per ironia della sorte, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello“Sportello dei Diritti”, l’annuncio del misfatto è stato dato all’indomani dell’inaugurazione di una installazione a New York nella quale Facebook spiega agli utenti come gestire correttamente la propria privacy.

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Fonte: Casteddu on Line

“Gli immigrati sono una risorsa per l’economia sarda, offrono un apporto prezioso alla crescita delle comunità con positive ricadute sul prodotto interno lordo. Lo confermano i dati del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione che abbiamo presentato oggi. Riflettere su dati oggettivi aiuta a capire il fenomeno migratorio e a liberare il campo da pregiudizi, intolleranza e paura”. Lo ha detto l’assessore degli Affari generali Filippo Spanu nel suo intervento all’incontro promosso dalla Regione e dedicato alla presentazione del Rapporto curato dalla Fondazione Leone Moressa, pubblicato dalla casa editrice Il Mulino.

Spanu. “L’inclusione e l’integrazione degli immigrati regolari – ha aggiunto Spanu – è un obiettivo necessario e la Regione si muove da tempo in questa direzione con progetti concreti e attività di sensibilizzazione in vari ambiti a partire dalle scuole. L’inserimento nel tessuto sociale dei richiedenti asilo e di coloro che hanno ottenuto la protezione internazionale è una grande sfida, in grado far crescere la Sardegna e di favorire la sua apertura a mondi e culture differenti. Dobbiamo valorizzare gli aspetti positivi delle migrazioni e capire i grandi vantaggi che possono derivare dal dialogo e dal confronto”.

Il documento sull’economia dell’immigrazione è stato illustrato dalla ricercatrice Chiara Tronchin che ha messo in evidenza i dati più significativi. Gli stranieri regolari in Italia sono circa 5 milioni, l’8,5% della popolazione. Dal 1998 a oggi la crescita della popolazione in Italia è dovuta solo al fattore immigrazione. Attualmente la popolazione straniera residente nel nostro Paese è più giovane della popolazione autoctona con un’età di 33,6 anni contro i 45,4 degli italiani e un saldo naturale positivo. Ammonta a 131 miliardi il valore aggiunto prodotto dai 2,4 milioni lavoratori immigrati che versano contributi previdenziali per 11,9 miliardi.

Dopo la presentazione del Rapporto si è svolta la tavola rotonda sulla dimensione economica del fenomeno migratorio con una particolare attenzione per la situazione in Sardegna. Sono intervenuti Renato Mason, direttore della CGIA di Mestre, Stefano Proverbio e Roberto Lancellotti, rispettivamente direttore emerito e ricercatore di Mc Kinsey & Company, Roberto Piras, docente di Economia Politica all’Università di Cagliari, e Francesco Manca, responsabile Centro Studi Caritas.

La situazione in Sardegna. Gli stranieri che risiedono nell’Isola sono 54.224, il 3,3% del totale dei residenti. Il 42% degli immigrati vive nella provincia di Sassari, il 29% in quella di Cagliari. Il 26%

Fonte: Casteddu on Line

Sceglie il tema caldissimo della sanità in Sardegna il candidato alla carica a di presidente della Regione dei grillini, Francesco Desogus. Nella sala Search di via Roma un centinaio tra attivisti e curiosi ascoltano critiche e ricette del 58enne pentastellato: “Pigliaru ha agito in modo ragionieristico sulla sanità, lo sanno bene i sardi che vivono nei piccoli centri. Tutto per cercare di combattere quel deficit strutturale che ormai si trascina avanti da anni”. In Regione non c’è un solo consigliere grillino, a Cagliari sono due e sono visti, da qualche attivista, come troppo “morbidi” verso Zedda: “Su alcuni temi c’è una sorta di dialogo, ma i nostri due portavoce sui problemi sono sempre puntuali”, sostiene Desogus. E parte l’infilzata a Zedda: “Sul San Giovanni di Dio il dibattito è aperto da settimane, lui con un botta e risposta ha dato la soluzione più logica, ma siamo in campagna elettorale e queste conferenze stampa”, per quanto fatte insieme all’Università, “non danno certezze”.

 

Capitolo lavoro, Desogus è netto: “Basta con un certo tipo di industria, bisogna rivalutare l’artigianato e l’agricoltura, abbiamo tanti ettari abbandonati. I nostri prodotti, poi, vanno esportati sennò il Pil non cresce, per far ciò bisogna lavorare sulla continuità delle merci”. A Roma il Movimento 5 Stelle governa con la Lega: “Solo perché sennò si sarebbe dovuti tornare alle urne, si tratta di un’assunzione di responsabilità e tutto ciò che c’è nel contratto di governo viene fatto. Non è nella nostra natura stringere alleanze”. Nessuna paura nell’essere stato una “scelta di ripiego” dopo il passo indietro di Mario Puddu, anzi: “Ho vinto per pochi clic, la dialettica all’interno del nostro movimento è importante, è un bene che ci sia. Non ho paura degli altri candidati, noi siamo altro, siamo il vero cambiamento”.

 

 

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Fonte: Casteddu on Line

Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Oristano, questa mattina il Nucleo Investigativo provinciale ambientale e forestale (NIPAF) del Corpo Forestale di Oristano ha proceduto al sequestro preventivo di una residenza abusiva realizzata in località Fenosu.

Diversamente dall’autorizzazione ottenuta dagli uffici comunali nel 2011, che prevedeva il via libera alla costruzione di un solo muro di cinta in un terreno agricolo, i proprietari hanno trasformato alcune pertinenze rurali in una vera e propria casa d’abitazione.

La comparazione delle foto aeree realizzate in tempi differenti ha consentito agli investigatori anche di accertare diverse modifiche apportate nel tempo ai locali rurali di servizio; i proprietari hanno proceduto al graduale rifacimento del manto di copertura con pannelli coibentati, alla ristrutturazione, alla trasformazione degli interni da scuderia a casa d’abitazione, realizzando sei distinti ambienti, quali soggiorno-salotto, camere da letto, bagno, locali di sgombero e zona giochi. Analogamente, hanno accertato gli uomini del Corpo Forestale, le tettoie e i gazebo esterni al fabbricato principale sono stati trasformati da locali attinenti l’allevamento dei cavalli a posti auto e stenditoi per gli indumenti.

L’edificio sequestrato si trova in zona E agricola, sottozona “E3a” del PUC del Comune di Oristano, all’interno della fascia fluviale Zona “Hi2” del PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), con indice di pericolosità idraulica media.

Il piano urbanistico comunale prevede infatti che per l’edificazione nelle zone agricole di fabbricati ad uso abitativo, si disponga di un lotto minimo di tre ettari, sia per gli imprenditori agricoli professionali, sia per chi svolge attività agricola non professionale. In questo caso, i proprietari del terreno sono privi del requisito d’imprenditore agricolo professionale e il lotto è di estensione nettamente inferiore a quella minima prevista.

Per i reati contestati, la norma urbanistica prevede la demolizione o la confisca del fabbricato e del lotto, oltre alla pena dell’arresto fino a 2 anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro.

L’attività di polizia giudiziaria svolta dal Corpo rientra in una ampia delega di controllo del territorio comunale di Oristano sulla regolarità urbanistica disposta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Oristano.

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Fonte: Casteddu on Line

Cumuli di spazzatura dove circolano ratti e sui quali sfrecciano corvi e gabbiani. Tutto per un sistema porta a porta che al Brotzu va ancora migliorato, almeno secondo Alessandro Sorgia, consigliere comunale del gruppo misto che ha presentato un’interrogazione in aula.

La raccolta dei rifiuti all’interno dell’ospedale Brotzu dall’amministrazione comunale di Cagliari viene considerato ritiro “porta a porta”. Ma, secondo Sorgia, gli operatori delle aziende abilitate  al ritiro si fermano solamente a svuotare i cassonetti senza minimamente intervenire su tutte le montagne dei rifiuti che stazionano posizionate in terra al di fuori degli stessi. Questo comporta “un lavoro ulteriore per le ditte esterne di pulizia dell’ospedale che vengono trattate quasi da zerbini nello svolgere tale mansione che per l’ospedale viene considerata di routine”.

Secondo l’interrogazione, il secco viene tolto quasi del tutto solo il martedì e “neanche gli operatori ecologici sanno come riconoscerlo: vista la particolarità del luogo non hanno ancora capito che non possono trovare buste come nelle civili abitazioni, ma in un ospedale nelle buste si trova di tutto. Si parte”, prosegue, “dai rifiuti organici in genere come i residui dei pasti dei pazienti, per arrivare a qualsiasi altro tipo di rifiuto contenuto in quelle buste che inevitabilmente vanno conferite erroneamente nel secco.

C’è anche il problema legato al ritiro della carta, effettuato esclusivamente il giovedì mattina intorno alle 5:30 “con cassonetti strapieni e una montagna esterna agli stessi. E con gli addetti alla pulizia dell’ospedale costretti a riempire nuovamente i cassonetti della carta che non verrà ritirata ma lasciata così con una montagna che crescerà nuovamente sin al giovedì successivo”.

Sorgia denuncia infine che “nelle varie montagne di rifiuti che si accumulano ogni due giorni si agirano ratti di dimensioni sproporzionate, per non parlare di corvi e gabbiani reali che sfrecciano verso i cassonetti come jet. Lo scenario descritto si presenta sul retro della cucina e della mensa dell’ospedale Brotzu, con uno spazio recintato adibito a deposito cantiere edile, alla postazione dei multipach dei rifiuti speciali (dunque anche radioattivi o infetti), ma soprattutto in prossimità del ticket C.U.P. e dei parcheggi adiacenti. Siamo in presenza”, aggiunge, “di un piazzale che non deve essere assolutamente transitabile ed  invece viene ripetutamente utilizzato dai trasportatori di ogni genere, in mezzo al degrado più totale e alla puzza insopportabile dell’immondizia, spesso e volentieri  bloccando il

Fonte: Casteddu on Line

Non ce l’ha fatta Antonio Megalizzi. Il giornalista trentino rimasto ferito nell’attentato di Strasburgo è morto questo pomeriggio. Lo racconta Quotidiano.net: “Ancora un vittima italiana dunque in un attacco terroristico sferrato in terra francese. Attacco che ieri è stato rivendicato dall’Isis. Chrif Chekatt, l’attentatore ucciso ieri in un blitz, “è un nostro soldato”, ha twittato Amaq, l’agenzia di propaganda dell’Isis. Antonio aveva 28 anni: era nella città francese per seguire la seduta dell’Europarlamento per dell’emittente EurophonicaPH. Nato in Calabria, viveva a Trento da quando aveva pochi mesi.

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Fonte: Casteddu on Line

All’incontro parteciperanno l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassari, Ottavio Sanna, Angelo Capula già direttore dell’Agenzia delle Entrate il coordinatore cittadino del PdS cittadino, Alessandro Pinna

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PORTO TORRES - Nella libreria Koinè, domani, sabato 15 dicembre alle 11 si terrà l’evento di presentazione delle Primarias del Partito dei Sardi, lanciate online il 6 dicembre fino al 16 con un seggio aperto alla libreria Koinè nel corso Vittorio Emanuele nelle due giornate di sabato 15 dalle 9 alle 19 e domenica 16 dicembre dalle 9 alle 18. All’incontro parteciperanno l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Sassari, Ottavio Sanna, Angelo Capula già direttore dell’Agenzia delle Entrate il coordinatore cittadino del PdS cittadino, Alessandro Pinna.

Nell’avvio della campagna elettorale i rappresentanti del Pds invitano i cittadini alle consultazioni online per scegliere il candidato governatore della Sardegna. Cinque i candidati in lista: in pole position il segretario PdS Paolo Maninchedda, seguono Gian Paolo Casula, Matteo Murgia, Giovanni Panunzio e Antonio Sardu.

Fonte: Alguer

Domenica sera, il musicista lombardo tornerà ad esibirsi nella Riviera del corallo. L´appuntamento per il suo concerto è a Lo Teatrì, lo spazio culturale di Via Manzoni

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ALGHERO - Fausto Beccalossi torna ad esibirsi ad Alghero, domenica 16 dicembre, alle 19, a Lo Teatrì di Via Manzoni. Beccalossi è considerato uno dei massimi specialisti in campo nazionale ed a livello internazionale del suo strumento: l’accordéon o fisarmonica a bottoni. 

Il musicista lombardo conosce bene la Riviera del corallo, perché da più di un decennio collabora con Franca Masu. E sarà proprio la cantante algherese la conduttrice della serata.

I due artisti hanno accolto immediatamente l’invito di Ignazio Chessa, fondatore e direttore artistico del prezioso spazio Lo Teatrì, ad offrire non solo un concerto, ma un vero incontro con il pubblico, attraverso una breve conversazione che farà conoscere meglio il musicista che poi si esibirà in una suggestiva suite per fisarmonica. Non solo, Masu e Beccalossi chiuderanno insieme la serata con una performance a due.

Dopo numerosi anni di fortunate collaborazioni con i nomi più prestigiosi del jazz internazionale, Fausto Beccalossi arriva alla realizzazione del suo primo lavoro discografico, scegliendo di presentarsi con un album per solo accordéon. Questa è una dimensione che offre la massima espressione della propria personalità artistica restituendo l’essenza della sua musica e della sua anima. La stessa voce, con cui Beccalossi ama doppiare alcuni temi con fraseggi particolarmente toccanti, diviene registro melodico ed armonico importante, riuscendo ad esaltare momenti densi di pathos dai rimandi sonori quasi ancestrali.

Nel concerto a Lo Teatrì, Fausto Beccalossi presenterà alcuni dei brani del suo lavoro discografico “My time”. La suggestività del suono dell’accordéon, la presenza di Franca Masu, l’incontro con la persona che sta dietro l’artista e la magia dello spazio de Lo Teatrì, fanno di questa pièce uno spettacolo unico ed imperdibile. 

L’evento, organizzato in collaborazione con l’associazione Aramùsica, è a numero chiuso. Per ulteriori informazioni, costi e prenotazioni, si può telefonare al numero 349/8024059.

Nella foto: Fausto Beccalossi

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Fonte: Alguer

«Inseriamo il richiamo all’insularità nel logo sulla scheda elettorale di tutti i partiti sardi», propongono i Riformatori sardi, in vista delle consultazioni del febbraio 2019

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CAGLIARI - «Le imminenti elezioni regionali portano tutti i partiti politici sardi a fare tutto il necessario per convincere i sardi a dar loro la preferenza. In questo periodo dunque è legittimo sottolineare ciò che ci divide ed è giusto che i sardi possano scegliere tra i diversi progetti e le differenti strategie per cambiare la Sardegna e per darle una speranza di futuro. Ci sono però temi che non sono “proprietà privata” di nessun partito o schieramento politico e rappresentano invece vere e proprie “questioni sarde” su cui è impossibile dividersi, se non si vuole rischiare di tradire l’interesse generale di tutti i sardi». Inizia così la nota dei Riformatori sardi, che chiamano a raccolta tutti i partiti che si presenteranno alle prossime Regionali per fare fronte comune almeno sull'argomento “insularità”.

«Negli scorsi mesi – infatti - i Riformatori hanno rilanciato con forza il tema dell’insularità, che rappresenta davvero la “madre di tutte le battaglie” per la nostra terra. Dopo decenni di assistenzialismo, che ci ha distrutto culturalmente, prima ancora che economicamente, i rubinetti dei flussi statali si inaridiscono sempre più e le “regioni italiane ricche”, oggi assai meno ricche che in passato, sono tentate di moltiplicare i propri egoismi. Noi sardi non possiamo dunque continuare a chiedere “assistenza”: è arrivato invece il momento di chiedere “pari opportunità”. Nei trasporti, nel costo dell’energia, nella sanità, nell’istruzione superiore, vogliamo avere diritti di cittadinanza uguali agli altri italiani, che ci consentano di competere davvero ad armi pari con tutti, dimostrando (innanzi tutto a noi stessi) se valiamo e quanto valiamo. La battaglia per la compensazione degli svantaggi dell’insularità e della perifericità è partita dalla raccolta delle firme per il referendum regionale ed è poi sbarcata nelle piazze di tutta Italia per la raccolta di firme sulla prima proposta di legge di modifica costituzionale, lanciata su base popolare. Tanti “continentali” hanno firmato la nostra proposta, consapevoli che non si tratta di una “rivendicazione” dei sardi “contro” il resto d’Italia: si tratta invece di garantire tutti insieme i diritti di un pezzo della comunità italiana che vive una speciale condizione di svantaggio. Ma soprattutto, la battaglia lanciata dai Riformatori è diventata davvero una sfida di tutta la Sardegna perché è andata ben al di là dei confini di un partito e, pian piano, ha raccolto un larghissimo consenso tra tutte le forze politiche sarde e un apprezzamento pressoché ubiquitario da parte della nostra società».

«Grazie all’impegno generoso e trasversale di tanti – proseguono Fois e compagni - i temi dell’insularità sono diventati un bagaglio comune che, finalmente, ha consentito ai sardi di riconoscersi su valori condivisi, al di là delle appartenenze di partito e di schieramento. E’ stato dunque raggiunto un primo, straordinario risultato, figlio di un impegno condiviso che forse mai, prima d’ora, si era visto in questa misura in Sardegna. Ancora tanto resta però da fare: la proposta di legge costituzionale sull’insularità è all’esame del Senato e soltanto l’azione congiunta e convinta di tutti i parlamentari sardi, di tutte le forze politiche della nostra Regione, di tutta la nostra società può darci la possibilità del successo. E’ dunque indispensabile che (anche in questa imminente campagna elettorale regionale) le forze politiche diano agli elettori la certezza che mai saremo divisi su questa che è diventata una delle sfide più importanti per la nostra Isola. Però sappiamo bene quanto le campagne elettorali siano occasioni di scontro e quanto purtroppo rallentino le iniziative “comuni”, che hanno invece bisogno di reti di consenso e di “tramas de amistade” che le sostengano con forza. E’ dunque necessario ricordare continuamente a noi stessi e ai cittadini-elettori che, anche nel momento delle divisioni elettorali, ci sono interessi superiori dei sardi che ci trovano e ci troveranno sempre uniti».

E’ per questo che i Riformatori rivolgono «di cuore un appello a tutti i partiti che si presentano alle prossime Elezioni Regionali. C’è qualcosa di evocativo che può consentirci di presentarci agli elettori con tutte le nostre diversità e con tutta la profonda identità delle nostre rispettive idee, ricordando però che (oltre alle tante cose che ci dividono) ci sono gli interessi dei sardi che ci uniscono tutti? Noi pensiamo di si e facciamo una proposta. Inseriamo il richiamo all’insularità nel logo sulla scheda elettorale di tutti i partiti sardi. Sembra una cosa piccola e quasi marginale, ma in realtà è un’iniziativa dal valore simbolico straordinario. All’interno del logo di ciascun partito, che è la massima rappresentazione della identità con cui il partito si presenta agli elettori, proponiamo che venga inserita una piccola stella marina che, tutti insieme, abbiamo deciso che possa idealmente rappresentare la battaglia che abbiamo scelto di fare uniti perché la consideriamo una sfida per il futuro della nostra terra, al di là delle appartenenze politiche. Non vogliamo certo snaturare il simbolo dei Riformatori, ne quello altrui: vogliamo invece ricordare in un modo semplice, ma immediatamente percepibile da tutti i sardi che (al di là delle legittime differenze di idee e di progetti) combatteremo tutti insieme per i diritti dell’insularità. A tutti i partiti sardi, alleati e non, chiediamo uno slancio generoso di condivisione che (anche in questo momento di massima contrapposizione sui programmi) possa garantire a tutti i sardi che sapremo superare qualsiasi divisione e pregiudizio quando si tratterà di batterci insieme per difendere gli interessi vitali dell’intera Sardegna».

Nella foto: un momento della presentazione del logo

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Fonte: Alguer





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