Vertenza latte: l’assalto al furgone della 3A, la scorsa settimana
Il video diffuso in rete si riferisce all’episodio già denunciato alle forze dell’ordine

Alcuni uomini incappucciati, urlano “tottu” e gettano a terra il contenuto di uno dei furgoncini dell’azienda 3A, che quotidianamente distribuiscono i prodotti in tutta l’Isola. Sono le immagini del video che sta girando in rete e che si riferisce all’attacco denunciato dall’azienda di Arborea la scorsa settimana, nei giorni durante i quali la protesta dei pastori ha bloccato l’intera Isola.

Sull’episodio – non certo una protesta pacifica e condivisibile – stanno indagando le forze dell’ordine.

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Mercoledì, 20 febbraio 2019

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Fonte: Link Oristano

Associazioni provinciali allevatori: in salvo i posti di lavoro
Siglata l’intesa con la Regione

Immagine d’archivio

Un passo avanti finalmente risolutivo, sul piano del superamento della crisi che ha colpito il sistema delle associazioni provinciali allevatori (APA) in Sardegna, è giunto da un incontro in cui la Regione e l’associazione regionale allevatori (A.A.R.S.) hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa che prevede alcuni importanti novità a partire dalla salvaguardia di tutti i posti di lavoro.

L’accordo è stato firmato dall’assessore dell’Agricoltura e dai commissari dell’Associazione. La Regione si è impegnata ad assicurare, attraverso apposito stanziamento finanziario e coerente sistema di acconti e saldi, lo stesso livello di sostegno finanziario del passato per l’attuazione del programma annuale dei controlli funzionali, con i controlli aggiuntivi che riguardano il settore ovino, relativamente alla tenuta dei Libri Genealogici di specie e razza.

L’A.A.R.S., dal canto suo, dovrà avvalersi delle professionalità dei 52 dipendenti già in pianta organica e di altri 37 lavoratori garantendo così il reimpiego di tutti gli addetti. In particolare, 10 controllori potranno operare immediatamente nelle aziende ovine che facciano esplicita richiesta di adesione al programma.

Viene inoltre previsto che la Regione sia rappresentata tanto nel Comitato Direttivo dell’A.A.R.S., che nella Giunta Esecutiva (qualora nominata) e nel Collegio Sindacale. La Giunta regionale si è quindi impegnata ad assicurare e definire un calendario di incontri del tavolo di lavoro coordinato dall’Agenzia Agris Sardegna per la stesura del Piano annuale delle attività.

Dopo aver trovato soluzione per la vertenza dell’ARAS e dei suoi dipendenti è stato mantenuto l’impegno di salvaguardare i posti di lavoro e le preziose prestazioni svolte dalla vecchia struttura delle APA. Queste due storiche associazioni private sono state prese in condizioni economiche disastrose dove erano a rischio posti di lavoro e professionalità uniche nel loro campo. Oggi è stato messo in sicurezza un settore importante che contribuisce ogni giorno al buon operato delle decine di migliaia di aziende zootecniche della Sardegna.

Mercoledì, 20 febbraio 2019

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Fonte: Link Oristano

Esiste il problema della fuga dei medici italiani verso lidi più sicuri e onorevoli dell’Italia, allettati, o forse adescati, da lusinghe e promesse provenienti da paesi europei ed extraeuropei. Queste seduzioni hanno solleticato i nostri medici non solo in termini economici, ma per un reale riconoscimento delle loro notevoli capacità professionali.

Mentre tutto il mondo circostante acclama le nostre capacità, frutto di notevoli costi umani ed economici per tutta la comunità (nel 2014, fonte “Il Sole 24ore Sanità”, i costi statali per la formazione dei giovani medici, ammontava a 1.5 miliardi di euro e quelli personali, tra laurea e specializzazione, a 150mila euro a famiglia), la nostra nazione relega i nostri sanitari in una crescente sacca di precariato e sottoccupazione. Non solo, la modifica del Titolo V della Costituzione del 2001, che delegava a Regioni e Province autonome la gestione dei servizi sanitari, ben lungi dal creare un federalismo solidale, ha generato una deriva regionalistica creando ben ventuno differenti Sistemi sanitari regionali nei quali è sempre più marcata una sanità di serie A, ricca e pregna di opportunità per medici e pazienti, e una sanità di serie B e C, in cui non si riescono a garantire le pur minime prestazioni sanitarie e sociali. Facile, pertanto, immaginare che questa diversità prenda sempre più i connotati geopolitici tra il Nord e il Sud ItaliaUn Settentrione più ricco e con alto tasso di industrializzazione e maggiore disponibilità economica, che potrà erogare prestazioni sanitarie di alto livello, ed un Meridione impoverito da deficit storici, produttivi ed organizzativi, che potrà permettersi servizi sempre meno performanti, che saranno la causa principale di un ritorno ai viaggi della speranza dei nostri pazienti verso il Nord.

A poco valgono poi le eccellenze in campo sanitario del Meridione, come ad esempio la Clinica Orl dell’Università di Cagliari con una occupazionalità prossima al 90%, diretta da una eccellenza internazionale, il professor Roberto Puxeddu, se poi dal punto di vista organizzativo le si penalizza con un’inspiegabile quanto dannosa riduzione dei posti letto. Di esempi tali, purtroppo la Sardegna ne è piena. Oltre alla fuga dei sanitari verso sedi europee ed extraeuropee, anche a seguito di più favorevoli condizioni contrattuali ed economiche, potremo assistere ad un impoverimento delle risorse sanitarie di un Meridione perdente, che costringerà i nostri malati ad emigrare al Nord, insieme ai loro medici, verso una sanità più equa, più solidale, ma soprattutto più dignitosa.

Fabio Barbarossa

(sardegna.admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Con la Sartiglia nel centro di Oristano una sorta di villaggio medievale
Mostre, eventi, animazione e degustazioni. Ecco il programma completo

Foto Fondazione Sartiglia

Immancabile ad accompagnare le giornate del carnevale Oristanese, anche quest’anno, dal venerdì al martedì, in piazza Cova, verrà allestito il Villaggio Sartiglia, con una grande novità: una mostra allestita a casa Loddo, in via Contini.

Si chiamerà “Is domus” e sarà una esposizione identitaria di suoni e colori di Sardegna. Ospiterà i tenores interattivi del museo multimediale del canto a tenore di Bitti, la mostra fotografica di Salvatore Ligios del museo delle maschere di Mamoiada e l’installazione interattiva “la porta della poesia” del museo multimediale Montanaru di Desulo.

Sarà visitabile venerdì 1° marzo dalle 17. E da sabato 2 a martedì 5 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Altra novità, al suo esordio a Oristano, sarà la presenza del gruppo medievale “Funtana Onnis” di Guasila, che proporrà la ricostruzione di una locanda mediavale, dove verranno esposti cereali d’epoca e la degustazione di dolci medievali, vino e limonata. Anche la fregola sarà protagonista, con laboratori per adulti e bambini.

Non solo cibo, ma anche lo svago sarà presente nella locanda, con l’esposizione di archi medievali, la ricostruzione dei giochi per bambini e la possibilità di vestire i panni dell’epoca per una foto ricordo.

Altri ospiti del Villaggio Sartiglia, quest’anno, saranno i balestrieri di “Castel di Castro”; con l’esposizione di armi medievali e le balestre del periodo storico tra il 1100 e il 1380 d.c.

Un coinvolgente “fuori villaggio”, giornate di sabato 2 e lunedì 4 marzo, vedrà protagonista la Marching Band “Meda funky street band”, che coinvolgerà tutto il centro di Oristano, con incursioni a diversi orari del giorno.

Come sempre ad accompagnare lo spettacolo, tanto ottimo street food, con arrosti, panini, fritti, primi piatti e dolci, della tradizione sarda, ma non solo.

Mercoledì, 20 febbraio 2019

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Fonte: Link Oristano

Ad un prezzo simbolico, piazza Paolo VI, più conosciuta come piazza dei Centomila, è stata ceduta dalla Regione al Comune di Cagliari.

L’area prospiciente la Basilica di Bonaria, a ridosso di Su Siccu, è il bene più noto tra quelli che figurano nell’elenco degli immobili che vengono trasferiti all’Amministrazione del Capoluogo, secondo uno spirito di sussidiarietà e decentramento agli enti locali nella gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico.

Nell’elenco autorizzato dalla Giunta regionale figurano anche alcune aree della via San Paolo, lo sterrato di Marina piccola (ex tenuta demaniale di San Bartolomeo), un terreno incolto produttivo nella stessa zona di San Bartolomeo, due incolti sterili di piazza Arcipelaghi e un marciapiede di viale Colombo, considerato un reliquato demaniale. (red)

(sardegna.admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia




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