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Per il secondo anno consecutivo, la comunità salesiana di San Paolo di piazza Giovanni XXIII a Cagliari organizza,tra le diverse iniziative di preparazione al Natale, il presepe vivente. L’appuntamento avrà luogo nell’oratorio sabato 15 dicembre dalle 18:30 alle 20 e domenica 17 dalle 18 alle 20. Così come è avvenuto per la prima edizione e per la Via Crucis, caratteristica principale della rappresentazione è l’attiva partecipazione di tutta la comunità alle   varie fasi di ideazione e realizzazione.

Le scenografie, gli arredi e i costumi, infatti, sono stati creati e allestiti direttamente dai partecipanti e dai diversi gruppi che animano la comunità. Anche quest’anno i personaggi sono interpretati dai bambini e   dai ragazzi dell’oratorio, preparati e diretti   dai catechisti e dai collaboratori sotto la sapiente regia del parroco, don Simone Calvano.

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Fonte: Casteddu on Line

Giunge alla terza edizione “We Live in Christmas – Su Nadale de sa Sardigna”, la rievocazione itinerante del Natale in costume tradizionale sardo organizzata dalla Compagnia Salto del Delfino. Dal 20 al 23 dicembre nei comuni del Parteolla e del Basso Campidano andrà in scena la rappresentazione delle tappe significative del cammino dell’Avvento, nel suggestivo scenario di alcuni tra i sagrati delle chiese storiche più importanti di Barrali, Dolianova, Serdiana e Soleminis.

Il progetto nasce da un’idea del regista e direttore artistico Nicola Michele e vede come protagonisti gli attori Raffaele Chessa, Stefania Pisu e Franco Siddu, oltre che alcune tra le più importanti realtà artistiche e culturali della zona e i musicisti Mauro Cossu (organetto) e Riccardo Meloni (launeddas, sulittu e trunfa).

Organizzato dalla Cooperativa Sociale Salto del Delfino con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e il patrocinio dell’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano, “We Live in Christmas – Su Nadale de sa Sardigna” coinvolge il Gruppo Folk Città di Dolianova, il Gruppo Folk di Barrali, Is Massaius di Santu Sidoru di Soleminis, le Pro Loco di Barrali e Soleminis e un importante cast di musicisti, attori e comparse. Partner della manifestazione sono la cooperativa degli olivicoltori del Parteolla (Copar) e la Cantina Audarya. La partecipazione agli eventi in cartellone è libera e gratuita. La prima tappa di “We Live in Christmas – Su Nadale de sa Sardigna” si aprirà giovedì 20 dicembre con la rappresentazione dell’Annunciazione. L’appuntamento è per le ore 17:30 nel sagrato della Chiesa di Santa Lucia a Barrali dove verrà messo in scena l’annuncio del concepimento e nascita di Gesù. Il ruolo di Giuseppe verrà interpretato da Raffaele Chessa, Maria sarà interpretata dalla giovane Stefania Pisu.

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Fonte: Casteddu on Line

Matteo Pilia ha 29 anni ed è di Villaputzu. Una laurea in tasca in Scienze dell’amministrazione e un master in arrivo preso telematicamente. Fin qui tutto bene, però… C’è un però. Matteo è affetto, sin dalla nascita, da una tetraparesi spastica. Se vuole spostarsi, anche solo per un centimetro, ha difficoltà enormi a farlo in autonomia. Tanto più se c’è da fare i conti con le barriere architettoniche: “Nel polo giuridico è pieno, anche a causa dell’anzianità degli edifici. Ho potuto contare sull’aiuto di ragazzi dell’Ersu e, soprattutto, sulla mia famiglia. Qualche volta”, confida Pilia, “ho dovuto pagare delle persone perché mi aiutassero a raggiungere le aule o, anche, ad andare ai servizi igienici”. “È inaccettabile e inammissibile che nel 2018, in piena era tecnologica, esistano ancora queste discriminazioni. Se un disabile non potesse contare sull’aiuto di nessuno, infatti, sarebbe costretto a rinunciare a seguire le attività didattiche, non godendo degli stessi diritti di un normodotato”.

Fonte: Casteddu on Line

Obbiettivo puntato sulla valorizzazione dei beni culturali. «Il nostro patrimonio è una straordinaria vetrina, da comunicare a livello internazionale», ha dichiarato l´assessore regionale della Cultura Giuseppe Dessena

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CABRAS - Si è svolto a Cabras l’Open Day sui beni culturali, evento pubblico dedicato alla valorizzazione del patrimonio materiale (ed immateriale) della Sardegna. La proposta, a partire dal complesso scultoreo di Mont’e Prama, intende creare un modello che possa essere esteso e applicato ai beni presenti in tutti i territori dell’isola. Ma non solo: l’incontro ha l’obiettivo di fornire strumenti, anche avvalendosi delle testimonianze e delle esperienze di certificata eccellenza di altre Regioni e nazioni, per facilitare l'accesso e la partecipazione culturale dei cittadini alla fruizione del patrimonio culturale.

Si è svolto nei locali del Centro polifunzionale di Cabras, ed è stato promosso dalla Regione autonoma della Sardegna, con il Comune di Cabras ed il Mibac, nell’ambito del Piano di comunicazione e marketing del complesso scultoreo di Mont’e Prama. L’evento, dal titolo “Strumenti ed esperienze per facilitare l’accesso e la partecipazione culturale dei cittadini. Le strategie di audience development e audience engagement per la valorizzazione dei beni culturali” è finalizzato ad attivare un momento di riflessione e confronto collettivo sulle strategie e sugli strumenti ed esperienze per ampliare, diversificare e migliorare l’accessibilità del patrimonio culturale. Nella cornice della strategia europea del Programma Creative Europe, sono state presentate linee guida ed esperienze innovative come il Festival MaMuMask di Mamoiada, le attività di coinvolgimento della comunità del Museo Nivola di Orani, e gli strumenti di narrazione digitale e social realizzate nell’ambito del Piano di comunicazione di Mont’e Prama.

«Mont'e Prama è una straordinaria eredità che appartiene a Cabras e a tutta la Sardegna ma anche al mondo intero, per questo è stato necessario lavorare molto e bene sul Piano di comunicazione del Complesso scultoreo. Abbiamo la necessità, e al contempo il dovere – ha dichiarato l’assessore regionale della Cultura Giuseppe Dessena - di coinvolgere, ampliare e differenziare le opportunità di fruizione da parte dei diversi pubblici, aprire a narrazioni plurime, favorire la mediazione dei contenuti e la valorizzazione del potenziale educativo di un bene così grande. Dobbiamo inoltre creare un modello di comunicazione integrata intorno ai beni culturali della Sardegna che sia applicabile, e volendo esportabile anche ad altre realtà, a tutto il patrimonio diffuso nell’Isola». Il Piano di comunicazione e marketing, finalizzato alla valorizzazione e promozione del complesso scultoreo di Mont’e Prama (promosso nell’ambito dell’Apq siglato tra il Minac, la Regione Sardegna ed il Comune di Cabras) ha gestito la comunicazione in modo coordinato, le differenti aree territoriali interessate, il percorso di musealizzazione e la molteplicità di ruoli ed attori coinvolti.

Nella foto: un momento dell'incontro

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Fonte: Alguer

Il Pd punta su Massimo Zedda con un occhiolino a Zuncheddu: no di Abate, il candidato è Andrea Frailis di Videolina. Per sfidare l’onda salviniana, la doppia scelta del Pd: Zedda e Frailis, così il centrosinistra in Sardegna punta alla risalita dopo gli anni di Pigliaru e Arru. Per le regionali il sindaco di Cagliari, per le suppletive al Parlamento del 20 gennaio il giornalista di Videolina che nel 2004 andò incontro a una sconfitta elettorale nelle fila dei Comunisti Italiani. La candidatura di Frailis, stimato volto televisivo, sarà ufficializzata oggi.

Colpisce come il nome di Frailis arrivi alla luce del no di altri candidati eccellenti: come riporta Sardinia Post, a dire no al partito caro a Renzi sarebbe stato anche Francesco Abate, altro giornalista del gruppo Unione Sarda. Così come avrebbe rifiutato Angela Quaquero e il medico Luchino Chessa. Da qui la virata su Frailis. Su tantissimi candidati della società civile dunque, il Pd non ha dubbi: per tirare la volata a Zedda per la Regione, la corsa è stata (anche) tra due giornalisti che hanno lavorato per tanti anni col gruppo di Sergio Zuncheddu. La quarta scelta: sarà quella vincente?

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Fonte: Casteddu on Line

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Retromarcia della giunta criticata anche dalla maggioranza: il bungee jumping va in piazza Castello

SASSARI. Apre i lucchetti e con loro anche un pezzetto di futuro. Poi si scrolla di dosso le catene e anche il peso di due notti al freddo e quel senso di ingiustizia che gli chiudeva lo stomaco. Piange di commozione e di un senso di libertà provato poche volte. «Dice: sono felicissimo. Abbiamo costruito qualcosa di grandioso. Non vedo l’ora di piazzare i materassi elastici in piazza d’Italia. Finalmente si lavora». Non l’hanno informato bene, forse perché anche chi ha preso a cuore la sua protesta e l’ha portata in consiglio comunale, non era informato bene. Niente piazza d’Italia per il giostraio, le tre postazioni disponibili erano già occupate dalla giostrina con i cavalli, dai seggiolini volanti e dal trenino. Restano due spazi liberi in piazza Castello: «Davvero? – dice un po’ stupito – e vabbè, chissenefrega. Sono felicissimo lo stesso. La pendenza si compensa. Evviva anche piazza Castello».

La sua protesta, le sue lacrime e le sue foto incatenato a un lampione di piazza d’Italia hanno fatto il giro del web. C’è chi gli è stato accanto tutta la notte, chi gli ha portato paste e caffè, chi gli ha manifestato affetto con abbracci, strette di mano e in bocca al lupo. I politici di opposizione hanno fatto quadrato attorno a lui, i gruppi social hanno organizzato sit-in in piazza.

Ma in maniera non troppo silenziosa il disappunto ha cominciato a montare anche all’interno della maggioranza di Palazzo Ducale. La scelta della giunta di far valere una delibera sul decoro che prevedesse per le piazze storiche solo giostrine in stile vittoriano, e che escludesse il bungee jumping per i bimbi, non convinceva il 90 per cento dei consiglieri. Anzi, a dirla tutta, non entusiasmava nemmeno tutti gli assessori che pure avevano firmato quella delibera. Perché il senso del documento, è stato spiegato all’interno di una riunione dell’esecutivo, doveva essere un altro: individuare un polo delle attrazioni e dei giochi per bambini, cioè una piazza da destinare in maniera permanente ad ospitare le giostre e gli spettacoli per i piccoli. Magari piazza Santa Caterina, o un altro spazio del centro storico, in modo da rivitalizzare altre zone. Invece quest’idea è rimasta solo sulla carta, tra l’altro scritta in modo da innescare interpretazioni arbitrarie e dunque iniquità. Perché il concetto di decoro urbano è elastico più del bungee jumping, così come quello di classicità. Quindi i consiglieri di maggioranza e due assessori avrebbero voluto che certe scelte a tutela dell’estetica fossero supportate da una programmazione, magari da un dibattito in Consiglio e certamente da regolamenti che affrontassero la materia in maniera più precisa. In modo che nessun giostraio un giorno potesse incatenarsi e dire perché il trenino sì e io no. Perché i camion street food in piazza e io no. E soprattutto perché mezza città non puntasse il dito contro l’amministrazione dicendo: perché volete un salotto elegante ma vuoto? Una piazza decorosa ma senza vita? Insomma, la delibera di giunta approvata ad ottobre, che di fatto escludeva Gianluca Pirinu dallo scenografia di Palazzo Giordano, era un tantino claudicante, con diverse incongruenze e prestava il fianco a troppe critiche. Alla fine il sindaco e l’amministrazione hanno avuto la lungimiranza, l’intelligenza e l’umiltà di fare un passo indietro. Tutta la minoranza ha presentato nella seduta del Consiglio di ieri una mozione per annullare la delibera di ottobre e riportare le regole a quella del 2016, che non faceva distinzione tra le giostre classiche e quelle moderne. Peccato che nessuno avesse letto attentamente il testo. «Concesse tre postazioni in piazza d’Italia e due in piazza Castello». Quindi di fatto piazza d’Italia era già off limit per i materassi elastici. Tutti festeggiano per il risultato, domani si salta in piazza d’Italia.

Poi però quello che salta fuori è l’imprevisto: opss, Piazza d’Italia è sold-out. Attimi di panico. «Nessun problema – dice il giostraio – Piazza Castello è perfetta ugualmente. La pendenza si risolve». E fila via leggero e felice come quei bimbi che rimbalzano sui suoi materassi.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Al via la campagna di informazione promossa dall’Ats-Assl di Sassari «Utilizzare un preparato inadeguato può mettere a rischio la nostra salute»

SASSARI. Da ieri negli spazi pubblicitari degli autobus dell’Atp campeggiano i manifesti della campagna di comunicazione e informazione sul buon uso dei farmaci, predisposta dall’Ats Sardegna-Assl di Sassari, con la collaborazione degli ordini professionali dei Medici e dei Farmacisti. Tre i manifesti con un messaggio chiaro e diretto: “I farmaci non sono caramelle”, “Usa i farmaci correttamente” .

La campagna di comunicazione proposta dai medici è divisa in due fasi: la prima, che andrà avanti per tutto il mese di dicembre, prevede la pubblicità sugli autobus, la distribuzione di materiale informativo nelle strutture aziendali e nelle farmacie, la distribuzione delle locandine negli studi dei medici e dei pediatri. «Sì perché l’educazione a un corretto uso dei farmaci deve iniziare prestissimo, da bambini – sostiene Francesco Unali, medico di medicina generale e segretario della Fimmg –, magari a scuola. Certo occorre formare e informare gli insegnanti, ma se si può insegnare l’eduzione civica, se si crea “la palestra della salute”, credo sia importante insegnare ai bambini l’uso corretto dei farmaci». Che non può, comunque, fare a meno dell’intervento dei professionisti, in questo caso medici e farmacisti. L’uso scorretto, se non l’abuso dei farmaci, è anche il frutto della distorsione del “passaparola”, della consultazione di “dottor google”, del suggerimento del parente o del vicino di casa. E così si usano farmaci senza valutare i dosaggi, oppure farmaci completamente inutili, e che rischiano di creare ulteriori problemi. Come nel caso degli antibiotici. «Forse è colpa dei tempi, dobbiamo fare tutto in fretta – aggiunge il dottor Francesco Unali – e così anziché completare un “ciclo” di antibiotici, lo interrompiamo non appena scompare il disturbo». Con il risultato che alcuni batteri si sono adeguati e gli antibiotici sono meno efficaci. Discorso analogo può esser fatto anche per altre categorie di farmaci, come gli antimicotici o i gastroprotettori. La soluzione migliore, come suggerisce Lucia Carta, responsabile del Servizio farmaceutico territoriale dell’Assl di Sassari è quello di «rivolgerci al nostro medico di fiducia o al farmacista».

«Negli ultimi anni il consumo dei farmaci ha registrato un costante incremento e sempre più spesso il loro utilizzo non dipende da una reale esigenza medica – aggiunge Francesco Unali –. Confidiamo che questa campagna possa accrescere ulteriormente il livello di fiducia che caratterizza il rapporto tra medico e paziente e che possa spingere gli utenti a rivolgersi a noi con maggiore frequenza per ottenere una prescrizione, un consiglio o una semplice informazione. Non dobbiamo mai dimenticare che l’abuso dei farmaci, se non strettamente necessari, può causare delle conseguenze negative per la nostra salute e per il nostro organismo».

Ma c’è anche un altro aspetto da prendere in considerazione e cioé dell’incidenza del costo dei farmaci sui bilanci della sanità regionale. Una situazione che, in Sardegna, sta comunque migliorando, grazie anche alle altre iniziative predisposte anche dall’Assl di Sassari nel corso dell’anno: nei mesi estivi i medici di medicina generale, gli specialisti ambulatoriali, i pediatri e i farmacisti territoriali si sono confrontati durante i corsi formativi sul ruolo del farmaco fra efficacia e sicurezza, sui percorsi diagnostico-terapeutici e, più

in generale, sul buon uso delle risorse economiche, umane e professionali orientate al beneficio del paziente e alla promozione della salute della popolazione.

Ma resta la centralità della figura del medico che «se è di fiducia, dobbiamo dargli fiducia», conclude Francesco Unali.

Fonte: La Nuova Sardegna

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“Mai più lenzuoli bianchi”, il progetto della polizia locale Lunedì l’evento a Sassari a sostegno del diritto alla legalità

SASSARI. Un viaggio nelle scuole, a confronto con le nuova generazioni per promuovere e sostenere il diritto alla legalità. Un lungo percorso che ha visto impegnate le diverse specialità della polizia locale e che ora si avvia a conclusione con il bilancio delle attività. La presentazione è prevista lunedì 17 dicembre - con inizio alle 9.15 - nella sala convegni del comando della polizia locale, in via Carlo Felice.

L’evento avrà come momento centrale il convegno dal titolo “Mai più lenzuoli bianchi” e tra i temi trattati ci saranno quelli della droga, del bullismo e della sicurezza che hanno rappresentato gli elementi principali della discussione e del confronto che è stato sviluppato con gli studenti nel corso dell’anno.

Il programma dei lavori prevede un primo intervento di natura tecnica, durante il quale il comandante della polizia locale di Sassari Gianni Serra analizzerà i dati sull’incidentalità registrati in città nel 2018. Statistiche interessanti aggiornate al 15 dicembre 2018: incidenti, cause scatenanti, conseguenze. Tema di grande attualità, anche alla luce di recenti fatti che si sono verificati in città. Ma il momento centrale della giornata sulla legalità sarà quello del bullismo. L’iniziativa promossa dalla polizia locale prevede in calendario gli interventi di due magistrati minorili: si tratta di Luisella Fenu e di Annina Sardara. Di sicuro interesse, la testimonianza di Paolo Picchio, presidente della “Fondazione Carolina” e padre di una giovane vittima del cyberbullismo che si è tolta la vita a soli 13 anni. A Carolina è dedicata la prima legge in Europa contro il cyberbullismo. Grazie a Carolina non è più possibile banalizzare l’odio nel web come semplici ragazzate: lo ha stabilito il primo processo in Italia su cyberbullismo. A cinque anni dal suo tragico gesto è nata la Fondazione che porta il suo nome.

Nella seconda parte della mattina saranno proiettati i cortometraggi realizzati dagli studenti di otto istituti superiori che hanno partecipato al concorso - promosso dal comando della polizia locale, molto attivo nel processo di dialogo con gli studenti - “Un cortometraggio per la vita”.

La giuria

formata da esperti (tra cui l’attore Alessandro Gazale - protagonista di “Ovunque proteggimi”- , il regista Cesare Furesi e Sergio Scavio di sardegna Film Commission) sceglierà i cortometraggi vincitori valutando sia l'incisività del messaggio che la qualità del video. (g.b.)

Fonte: La Nuova Sardegna

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Dalla Regione è arrivato un ulteriore finanziamento L’immobile verrà acquistato dal Comune e ristrutturato

SORSO. È pioggia di finanziamenti per recuperare l’ex caserma di Sorso. Il primo stanziamento era arrivato nelle scorse settimane con i primi 500mila euro utili a rilevare la struttura dalla Provincia di Sassari, che nel frattempo ha però ritoccato il prezzo a 305mila euro: la differenza potrà essere spesa per un primo intervento bonifica. Ma non è tutto, perché il consiglio regionale ha stanziato per Sorso ulteriori 400mila euro. Significa che per la riqualificazione dell’immobile il Comune avrà disposizione circa 605mila euro complessivi. La prima novità è arrivata con l’emendamento firmato dai consiglieri Antonello Peru e Alessandra Zedda, che hanno introdotto nella legge di stabilità 2019 un correttivo all’ultima variazione di bilancio regionale 2018-2020, nel cui dispositivo era stato a sua volta introdotto un finanziamento di 500mila euro al Comune per l’acquisto dell’ex caserma dalla Provincia. In sostanza, la novella rende disponibili i fondi anche «per i relativi interventi di messa in sicurezza, riqualificazione e valorizzazione». Con un altro emendamento firmato dai consiglieri di vari partiti, è stata approvata una lunga serie di investimenti in molti Comuni dell’isola. Nella lista figura anche la struttura abbandonata di piazza Marginesu, che beneficerà di ulteriori 400mila euro per lavori di riqualificazione a valere sull’annualità 2019. Nel frattempo la Provincia, con una delibera del commissario straordinario, Guido Sechi, ha aggiornato le stime del proprio patrimonio e approvato il piano di dismissione degli immobili. Il ricalcolo ha fatto calare il prezzo dell’ex caserma a 305mila euro con una previsione di alienazione nell’annualità 2021.

Di recente il caseggiato è finito al centro di un giallo storico. La studiosa sorsense Vanna Pina Delogu ha infatti raccolto una serie di documenti che dimostrerebbero la titolarità del Comune sull’immobile. Il carteggio era spuntato fuori per la prima volta già sei anni fa, mentre Delogu raccoglieva le carte per scrivere un libro sulle influenze francescane in Romangia. Secondo la ricostruzione storica l’immobile, costruito nel ‘600 dal popolo di Sorso, venne incamerato dallo Stato a metà Ottocento per poi essere riacquistato dal Comune per dare una sede ai Reali Carabinieri con la postilla di ritornare in capo all’amministrazione in caso di addio. Alla fine degli anni ’90 i carabinieri traslocarono nella nuova caserma in via Gramsci, e da quel momento sull’ex sede di piazza Marginesu calò il silenzio e il degrado. Poi la Provincia di Sassari cominciò a rivendicarne la proprietà, fino ad arrivare al 2014, quando il Consiglio provinciale deliberò di inserire l’immobile nel piano delle alienazioni. Nonostante tutto in Comune sembra tutto pronto per concludere l’acquisto.

Nei giorni scorsi, l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Morghen ha approvato una variazione di bilancio per recepire il primo finanziamento da 500mila euro. Ora la pratica è destinata alla commissione Bilancio e, entro la fine dell’anno, all’esame dell’aula consiliare.

Fonte: La Nuova Sardegna

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La struttura del patio di San Gavino parzialmente demolita dopo un incidente Il Comune ha inserito la scheda nei progetti della Rete metropolitana del 2019

PORTO TORRES. La parte iniziale del muraglione di San Gavino è transennata da un mese - dopo che una Golf Volkswagen lo ha demolito andandoci a sbattere contro alle 5 di mattina - e l’amministrazione comunale ha voluto correre ai ripari inserendo la scheda progettuale del suo ripristino completo tra quelle presentate all’attenzione della Rete Metropolitana del Nord Sardegna. «L’incontro con le due Soprintendenze e i tecnici – dice l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Derudas – ci ha permesso di stimare l’investimento in 300mila euro: siamo riusciti ad inserire il muraglione, alle ultime battute, nelle schede presentate alla Rete. L’intervento prevede il ripristino completo del paramento murario e la corretta regimentazione delle acque».

Secondo gli ultimi studi degli esperti, inoltre, il muro è nato nella prima metà dell’Ottocento e, a quanto pare, in origine era completamente intonacato. «Le modalità di intervento – aggiunte l’assessore – si valuteranno di concerto con le due Soprintendenze e con i tecnici: la progettazione inizierà nel 2019 e si farà di tutto per completare i lavori nella stessa annualità». All’indomani dei sopralluoghi effettuati subito dopo l’impatto dell’auto – da parte dei tecnici della Soprintendenza archeologica e dell’amministrazione comunale – si è quindi riusciti a quantificare i danni e soprattutto a trovare la soluzione per far ritornare quella struttura com’era prima. La procedura è praticamente partita quando il direttore della Soprintendenza archeologica Gabriella Gasperetti aveva ricevuto da subito la documentazione fotografica e la relazione dei tecnici che sono intervenuti qualche ora dopo il crollo. E in quella occasione l’archeologa, dopo una attenta analisi, aveva suggerito quanto fosse opportuno accelerare la messa in sicurezza del muro attraverso l’assistenza archeologica. Questo perché le criticità presenti nel muraglione erano state riscontrate proprio in occasione del sopralluogo tecnico di qualche settimana prima, dove era presente anche la responsabile della Soprintendenza Abab di Sassari ai Beni architettonici Daniela Scudino. Il muro che si erge davanti alla maestosa Basilica rappresenta da sempre la storia del quartiere di San Gavino e degli abitanti dell’ex piazza Verdi, dove attualmente c’è l’area verde del parco, e l’auspicio è che l’opera muraria venga ripristinata senza perdere ulteriore tempo. L’amministrazione comunale ha dunque trovato il modo per poter finanziare i lavori della struttura, anche perchè il muraglione

che circonda il patio non gode di buona salute conservativa a causa delle intemperie del tempo e per le mancate ristrutturazioni. Un grido di dolore lanciato da residenti e maestri muratori – attraverso la Nuova – che volevano rendersi utili per uno dei simboli cittadini più amati.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Il paese si apre ai visitatori per proporre il patrimonio storico, culturale ed enogastronomico. Ospiti i Merdules di Ottana

BANARI. Sarà una delle edizioni più ricche di sempre, quella di quest’anno, la decima, di “Carrelas in festa”, che si apre domani a Banari. E sarà piacevole perdersi nelle suggestive stradine del centro storico, con la loro dominante rosso scuro data dai muri in trachite, all’inseguimento della magia dei profumi, dei sapori, dei colori, che si scoprono ad ogni angolo. Sono decine gli espositori, con ogni genere di produzione: dall’agroalimentare al tessile, dall’oreficeria alla ceramica, dai ricami ai manufatti in legno. Sono 46 le postazioni indicate dalla brochure, ma alcune di esse – come la 17, quella di “Sa Caninera” – comprendono allestimenti diversi, per cui nel complesso si supera abbondantemente il numero di sessanta espositori. La manifestazione, organizzata dal Comune e dalla Pro loco con il contributo della Regione, avrà un prologo domani mattina alle 9,30, con il convegno sull’agroalimentare in Sardegna. Nel pomeriggio, poi, alle 16, nella piazza della Palma si terrà l’inaugurazione, con l’apertura degli stand. Sempre a partire dalle 16, organetto e voce itineranti per le vie del centro storico animeranno le diverse postazioni. Alle 18,30, nella sala polivalente di via Lamarmora, verrà presentato il libro “Le cose che sono nell’aria”, di Giampaolo Manca. Tore Cherchi dialoga con l’autore, mentre le voci narranti di Emanuele Pisano e Antonella Piu leggeranno brani tratti dal libro. È prevista la partecipazione della cantante Chiara Effe, accompagnata al pianoforte da Andrea Cocco. Domenica alle 10 è prevista l’apertura degli stand, con contestuale partenza della escursione in bici in collaborazione con i “Truma Bikers”. A partire dalle 11, le launeddas di Lallai animeranno le vie del borgo, e sempre dalle 11 fino alle 13, il Centro panificazione di Monteleone Roccadoria darà una dimostrazione della lavorazione del pane. Dalle 15, esibizione itinerante di organetto con Valentina Chirra, dalle 16, “Sos Merdules Bezzos de Otzana” per le vie del paese, e dalle 16 alle 18,30, “Tric & Trac”, parco giochi in legno per bambini e adulti con Paola Cannoni e Fulvio Riu, in piazza San Lorenzo. Alle 16,30, “Alla scoperta di Banari”, visita guidata del paese con Piera Cuccu. Alle 17,30, Su Cuncordu Banaresu itinerante per le vie del borgo, alle 18,30, “Meda Funky Street Band”. Spettacolo itinerante. Alle 19, “Carosello”, spettacolo musicale con Ignazio Chessa, in piazza San Lorenzo. Ospiti alla postazione n. 4, le Pro loco di Thiesi, con i “Maccarrones a ferrittu”, Bessude, con i suoi famosi “Ciccioneddos”, Uri con i carciofi, Ittiri con l’olio.

Invece, nell’aula consiliare, Marco Ceraglia ripercorre “La storia

del ritratto più grande del mondo”, reportage e dietro le quinte sul percorso della performance banarese del 4 agosto 2018. E infine, un occhio di riguardo per l’ambiente: Carrelas 2018 utilizzerà al 100 per cento materiali di recupero per gli allestimenti.

Mario Bonu

Fonte: La Nuova Sardegna





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