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(ANSA) - NUORO, 17 GEN - Una discarica abusiva con la presenza di eternit è stata scoperta e sequestrata a Tortolì dagli agenti del Commissariato, in località "S'Ortali e su Monte", dove sorge l'omonimo sito archeologico. In una strada di penetrazione agraria, gli agenti hanno rinvenuto 35 lastre ondulate in eternit di 2 metri e mezzo di altezza e di circa un metro di larghezza. Trovata anche una lastra in vetro resina delle stesse dimensioni e vario materiale ammassato ed indefinito.
    Sul posto sono intervenute anche le Guardie Ecozoofile dell'Associazione nazionale protezione animali, natura e ambiente (Anpana) per mettere in sicurezza il sito archeologico.
   

Fonte: Ansa

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Si è aperto uno spiraglio sul futuro dei lavoratori del Corsorzio Colis che hanno manifestato davanti all'assessorato alla Sanità, ottenendo l'impegno alla convocazione di un confronto, anche con Ats, entro gennaio: è il risultato della mobilitazione organizzata da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sulla vertenza legata al cambio d'appalto di lavaggio e sterilizzazione di dispositivi medici per la Assl di Sassari che metterebbe a rischio, da subito, almeno venti lavoratori impegnati nell'attività da vent'anni.

Sindacati e lavoratori hanno manifestato per difendere i posti di lavoro e la stessa qualità del servizio, visto che in venti giorni - con l'affidamento previsto da 1 febbraio - "non è chiaro come possa essere organizzata e garantita la fornitura di camici, divise, lenzuola, kit sterili per cinque ospedali e ottanta strutture territoriali". Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sono impegnate da mesi per scongiurare il licenziamento delle maestranze impegnate in Sardegna, in particolare a Macchiareddu. L'attesa ora è rivolta all'incontro promesso dopo il presidio di stamattina, con l'auspicio che possa garantire la soluzione definitiva della vertenza.
   

Fonte: Ansa

Gentilissimo Governatore, nei giorni scorsi ho letto il suo comunicato (“Poche cose sono sgradevoli come i tentativi di attribuirsi meriti altrui”)nel quale si riferiva alla lotta contro la Peste suina africana.

A dire il vero, di sgradevole, vi è la ‘dimenticanza’ di citare una categoria fondamentale che ha collaborato attivamente e permesso di fare enormi passi in avanti per debellare la Psa, ovvero quella dei cacciatori. Non ci abitueremo mai allo sgradevole (questo sì) contegno assunto dalla Giunta regionale da Lei presieduta che ha costantemente trascurato il mondo venatorio, comprimendone i diritti fino alle note vicende che hanno (per la prima volta nella storia) sospeso per due anni consecutivi il prelievo di lepri e pernici.

Vede, caro Governatore, il sottoscritto si onora di rappresentare una consistente parte del mondo venatorio isolano, quel mondo che con grande senso di responsabilità ha dato un grosso contributo all’Unità di progetto, quel mondo che presta la massima attenzione alla conservazione del territorio e delle ricchezze della nostra amata Isola. Quello stesso mondo che rivendica la soddisfazione per i risultati finora raggiunti per debellare la Psa, risultato che, per usare una sua frase, “merita il rispetto di tutti, anche delle forze politiche che sono ora al governo”, anche di quelle – mi permetta di aggiungere – che del mondo venatorio si scordano o peggio ancora si ricordano solo nel momento delle elezioni.

Ma la memoria del mondo venatorio, onorevole Governatore, è molto più lunga di chi fa politiche di interesse e quindi gli amici cacciatori, al momento del voto, si ricorderanno di chi gli ha sempre sostenuti e rappresentati e di coloro che hanno occupato lo scranno senza riconoscere loro la considerazione che meritano. Con l’augurio che la Giunta che seguirà faccia dimenticare l’infausto insegnamento di quella appena trascorsa, la saluto con la cordialità che si deve alla carica ad oggi da Lei ricoperta.

Marco Efisio Pisanu – Presidente regionale Caccia, Pesca, Ambiente

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Domenica scorsa (13 gennaio 2019) abbiamo riscontrata la presenza di un pontone e di un’apparente draga nel mare antistante la spiaggia di Santa Margherita di Pula.

Abbiamo, quindi, inoltrato un’istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, coinvolgendo il Ministero dell’Ambiente, l’Assessorato regionale dell’Ambiente, la Capitaneria di Porto di Cagliari, il Comune di Pula ed il Corpo forestale.

E’ necessario accertare in tempi rapidi chi siano e che cosa facciano mezzi nautici di tale portata a breve distanza dalla costa, non trattandosi con elevata probabilità di una semplice gita domenicale.

Stefano Deliperi – Gruppo d’intervento giuridico

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Fonte: Admaioramedia

Oristano ha un’altra centenaria
Grande festa oggi per Angela Oggianu ospitata a Casa Serena di Tiria. Gli auguri della città portati dal vicesindaco Sanna

Grande festa questo pomeriggio a Oristano per il compleanno della nuova centenaria di Oristano, Angela Oggianu. I parenti hanno festeggiato la nonnina a Casa Serena, dove Angela Oggianu è ospite. Tanta l’emozione da parte di tutti. Per la struttura di Tiria, infatti, è la prima volta che si celebrano i 100 anni di un ospite. A fare gli auguri alla signora Angela anche il vicesindaco di Oristano Massimiliano Sanna, che le ha donato una targa ricordo e le ha portato gli auguri da parte dell’amministrazione e dell’intera città.

Tanti auguri!

La vita di Angela Oggianu raccontata dai familiari. Angela Oggianu, non ha tardato molto a mostrare al mondo di quale caparbietà fosse dotata. Ultima di 10 figli in una famiglia di Paulilatino, a soli sei anni ha affrontato e sconfitto la malaria, senza mai smettere di studiare malgrado le febbri e le cure debilitanti perché dentro di sé sicura che ce l’avrebbe fatta e che ciò che imparava le sarebbe servito.

Imprigionare il suo carattere in un paese dove ancora sopravvivevano retaggi e consuetudini ottocentesche non era facile, e Angela era disposta anche a rompere gli schemi dell’epoca per guadagnarsi una indipendenza e autonomia che tante ragazze a quei tempi stentavano anche solo a immaginare.

Ma lei sognava di non dover dipendere da nessuno: ospite degli zii a Pirri si fa assumere nell’ufficio postale di Elmas.

Se oggi ci fa sorridere l’idea e molti potrebbero viaggiare quotidianamente per lavorare in aeroporto, ai tempi era un viaggio lungo e pieno di insidie, soprattutto per due genitori che immaginavano che a farlo fosse la figlia poco più che adolescente. Ma questo non ha fermato Angela, che si è trasferita a Elmas dove ha lavorato per alcuni anni prima che la tensione internazionale dell’epoca si esasperasse e iniziasse a farsi sempre più incombente la minaccia di una guerra che coinvolgesse anche l’Italia.

Angela ha cercato allora di riavvicinarsi a casa, facendo richiesta per un posto alle Poste di Tramatza. Ad aspettarla a metà strada per il colloquio pensava di trovare il suo nuovo capo, e invece ha trovato l’uomo della sua vita, Pietro. Un amore a prima vista, ma inizialmente messo alla prova da Angela che non era certo disposta a cedere al corteggiamento del primo che passava, come aveva già dimostrato in passato rifiutando più di un pretendente. Ma stavolta aveva trovato pane per i suoi denti: per quasi un anno, non senza un certo divertimento, Pietro ha punzecchiato e provocato quella bella ragazza indipendente, ostinata e perfezionista prima di chiederle di sposarlo.

Il suo sì, il matrimonio, la prima figlia: tutto poteva essere perfetto ma la guerra è arrivata a sconvolgere le loro vite. Pietro arruolato come marconista, Angela nascosta in un ricovero in campagna per evitare i bombardamenti con la bambina ancora neonata. I rifornimenti di cibo iniziavano a scarseggiare e l’alimentazione non era certo quella ideale per una mamma con una creatura di pochi mesi. Quando la piccola si è ammalata Pietro ha girato per giorni la Sardegna in bicicletta per trovare le medicine necessarie e portarle alla figlia, ma inutilmente: la bambina li ha lasciati prima che la cura potesse arrivare. A sommarsi a questo lutto, Pietro ha dovuto lasciare Angela da sola e partire per Cagliari dove, nel suo nascondiglio a Monte Urpinu, lui e il suo collega sono rimasti per giorni gli unici marconisti a tenere collegata la Sardegna al resto dell’Italia via radio, con le bombe che cadevano e la guerra che si consumava intorno a lui. Cagliari è stata una delle città più bombardate d’Italia: quando Pietro è uscito dalla sua tenda, dopo giorni attaccato a una radio, la città era praticamente rasa al suolo, con i binari del tram che si arricciavano verso il cielo e roghi ancora accesi ovunque. Tutto era da ricostruire, a partire dalle loro vite.

La fine della guerra ha segnato, per fortuna, l’inizio di un lungo periodo felice: Angela e Pietro hanno ripreso l’ufficio postale di Tramatza che hanno gestito insieme per decenni e hanno avuto altre due figlie, Giovanna e Adriana. Verso la fine della sua carriera Angela si è spostata alle Poste Centrali di Oristano, allora in via Garibaldi, dove è stata una delle prime operatrici a sperimentare la trasmissione dei telegrammi via telefono. Quando è andata in pensione ha vissuto a Tramatza fino alla morte di Pietro, per poi trasferirsi a Oristano per stare vicina alle famiglie create dalle figlie, che nel frattempo erano diventate insegnanti, si erano spostate e le avevano dato cinque nipoti: Fabio, Maura, Maurizio, Carla e Marta. Per loro Angela è stata sempre un punto di riferimento, un esempio di equilibrio tra apertura al nuovo e riservatezza, tra indipendenza e dedizione, tra modernità e valori d’altri tempi. Una donna dal fisico minuto ma con un carattere imponente, che ha percorso un secolo a passo spedito e sicuro, lo stesso passo per il quale l’hanno sempre riconosciuta i suoi vicini del quartiere San Nicola vedendola passare per strada.

Giovedì, 17 gennaio 2019

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Fonte: Link Oristano




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