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Contrasto al traffico di droga, la Finanza ha arrestato 4 persone e sequestrato 1,5 kg di eroina.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Cagliari hanno individuato un campano di 62 anni, residente in Piemonte che, sbarcato a Cagliari con la propria auto, si è diretto verso la campagna.

Tenuto sotto osservazione, il bersaglio delle Fiamme Gialle li ha condotti nei pressi di un casolare isolato, dove ha posteggiato l’autovettura e cominciato a smontare i sedili posteriori e ad estrarre da una cavità una sorta di piccolo serbatoio.

 Nel frattempo sono arrivate sul luogo, a bordo di un’altra auto, 3 persone (risultate poi essere 2 fratelli, sardi, e un terzo uomo, sempre isolano) a cui il campano ha consegnato alcuni involucri.

A quel punto, i militari sono intervenuti e hanno trovato 3 panetti, per un peso complessivo di 1,5 kg, di eroina pura, destinata al mercato della tossicodipendenza di Cagliari, per un controvalore “su piazza” di circa 180.000 € (oltre 4.000 dosi).

Le successive attività di perquisizione del casolare hanno infine permesso di recuperare una pistola “scacciacani”.

La sostanza stupefacente e le due auto sono state poste sotto sequestro, mentre i 4 trafficanti sono stati associati al carcere di Uta.

L'articolo Blitz della Finanza nel Cagliaritano: arrestate 4 persone, sequestrato oltre un kg di eroina proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

 © ANSA

(ANSA) - CAGLIARI, 15 NOV - Dodici produttori sardi e uno stand, "Sa folla", ovvero la foglia. La Sardegna approda per la prima volta alla Biennale Enogastronomica di Firenze in programma dal 16 al 19 novembre. Si ispira alla foglia della vita che protegge e permette all'acino di svilupparsi lo spazio dedicato al made in Sardegna allestito all' interno della Fortezza da Basso, sede della manifestazione.
    Sei le aree tematiche per una quattro giorni densa di attività ed eventi. Ad organizzare lo stand Sardegna una società di marketing toscano-sarda, la Side Note. A condurre i visitatori tra i gusti e sapori dell'Isola sarà la giornalista Alessandra Addari, volto noto delle emittenti tv con gli storytelling legati al lavoro dei produttori, custodi di antichi saperi. In vetrina l'olio evo di Oristano, i vini del Mandrolisai, poi ancora formaggi, olive e pane carasau.
    "Quello che mi ha sempre affascinato è il lavoro che c'è dietro ogni produttore, la sapienza e la conoscenza - racconta Alessandra Addari - dietro ad ogni formaggio, ortaggio, barattolo di conserva c'è una persona, con la sua passione, il suo impegno, con tutta la sua storia che è anche la storia del luogo dove il prodotto nasce".
    La giornalista sarà affiancata da Fabrizio Abis, sommelier di grande esperienza chiamato a raccontare invece i vini che saranno presentati alla Biennale.
    La kermesse è un appuntamento che si rinnova ogni due anni e fotografa lo stato attuale dell'enogastronomia con occhio attento e curioso verso le ultime tendenze del food & beverage.
    Un'occasione di incontro e di scambio tra addetti del settore e pubblico. (ANSA).
   

Fonte: Ansa

Signor presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, signor vice presidente del Consiglio dei Ministri, Luigi di Maio, signor vice presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Salvini, signor ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, sono un artigiano e opero da trent’anni nel settore illuminotecnico.

Ho realizzato l’impianto di illuminazione della stazione Tav di Afragola nel 2017 con un contratto di subappalto col gruppo Astaldi. Qualche settimana fa il gruppo ha chiesto e ottenuto presso il Tribunale di Roma un concordato in continuità aziendale. Tutti i suoi debiti saranno congelati e i suoi creditori dovranno attendere mesi prima di riuscire a vedere saldate almeno in parte le proprie fatture. La mia ditta, d’intesa con Astaldi, ha ceduto i propri crediti a una società di factoring con un contratto pro solvendo, che nella mia ingenuità ritenevo fosse pro soluto. Astaldi non ha pagato e oggi mi ritrovo debitore, nei confronti della banca, di somme che non potrò mai restituire.

Prima di accettare questo lavoro non avevo debiti. In un anno sono diventato debitore di oltre mezzo milione di euro. Guardo le immagini apparse nelle migliori riviste di architettura col mio impianto di illuminazione, bello come lo aveva immaginato Zaha Hadid (architetto che ha progettato la stazione, ndr), e penso alle tante notti trascorse sulle piattaforme, coi miei dipendenti e con mia moglie, unica lavoratrice donna di tutto il cantiere, per rispettare i tempi dell’inaugurazione e per consentire all’allora premier Paolo Gentiloni di dare all’Europa l’immagine di un’Italia sana, efficiente e bella. Più volte sollecitai ad Astaldi, insieme al pagamento delle mie fatture, anche la cura e la manutenzione necessaria per preservare questo gioiello architettonico dalla decadenza precoce.

Non ho mai ricevuto risposta. Ho avviato la procedura prevista dall’articolo 105 del Codice degli appalti, nei confronti di Italferr, per ottenere di essere pagato dalla stessa stazione appaltante, ma sono abbastanza certo che anche quest’ultima speranza si arenerà nel binario morto di qualche cavillo burocratico. Alzo gli occhi verso lo Stato italiano, come quando si guarda un amico e non lo si riconosce. Avevo accolto con speranza ed entusiasmo il governo del cambiamento per le buone parole dette nei confronti delle imprese, per l’intuizione di usare come icona qualche imprenditore fallito al quale dire: lo Stato non ti lascerà solo. E invece siamo più soli di prima. Lo Stato continua a non pagare i suoi debiti, pretende la regolarità contributiva nonostante la propria inadempienza, pretende il versamento delle imposte e dell’Iva, anche se le fatture non sono state incassate; continua a opprimere con criteri fiscali folli, emettendo titoli esecutivi senza alcuna possibilità di difesa, sequestrando e pignorando anche i mezzi di produzione; a giorni approverà una riforma anche per le irregolarità formali che darà luogo a pene «esemplari», più severe di quelle riservate agli stupratori e ai rapinatori; induce le imprese al fallimento per punire coloro che hanno creduto nel sogno di fare impresa e di creare occupazione e che, a causa delle politiche ostili dello Stato stesso, hanno prodotto solo debiti.

Nessuna riforma fallimentare e un sistema tributario reso ancora più ostile, come se rinchiuso nel vostro labirinto ci fosse un oscuro minotauro che ha un incessante bisogno di sangue per alimentare la guerra dei sondaggi e il vostro presunto consenso dal basso. L’Italia che produce non odia, non popola i social, non fa manifestazioni di piazza non ne ha il tempo. Sta sulle piattaforme, nelle officine, negli studi professionali, nelle campagne e continua a sopportare le angherie di uno Stato nemico, capace di ascoltare solo chi sa urlare più forte. Non ho più molto tempo e ho sempre meno speranze. Aspetto un segnale concreto.

Raffaele Congiu – Rosaneon Villacidro (da “Il Giornale” del 15 novembre 2018)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Una pagina triste della ‘guerra civile’ che funestò l’Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e fin dopo la fine del conflitto mondiale. Una pagina dimenticata che ha visto coinvolto, nel ruolo di vittima, un maresciallo dell’Esercito di Bosa, che si trovò ad Alviano, in provincia di Terni, con la moglie e venne ucciso dai partigiani.

Pietro Manunta dopo l’8 settembre aveva deciso di restare al fianco degli alleati tedeschi e, addirittura prima della creazione della struttura militare della Repubblica sociale italiana, si era arruolato nell’esercito tedesco. Fortemente inviso ai partigiani umbri, il ‘Maresciallo di Alviano’ venne sequestrato nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1943 e non si seppe più nulla della sua sorte. Secondo le testimonianze che furono raccolte negli anni seguenti, venne condotto in una casupola di campagna di proprietà di un comandante dei partigiani della zona, Dionisio Santi, successivamente sul Monte Buttanello, dove rimase prigioniero per una settimana, prima di essere ucciso a colpi di accetta alla testa da Avodio Santi detto ‘Il Roscio’, zio di Dionisio. Quell’11 novembre, il suo corpo venne buttato in un burrone e non venne più trovato.

Una storia poco conosciuta che, nelle scorse settimane, è stata ripresa dal Comitato “Pro 75° anniversario della Rsi in provincia di Terni”, con una lettera inviata al sindaco di Bosa, Luigi Mastino, ed all’assessore comunale alla CulturaAlfonso Campus, chiedendo se nella lista dei caduti nel paese ci sia anche il nome di Manunta: “Ci prefiggiamo iraggiungimento di una vera pacificazione nazionale, nel quadro della costruzione di un‘percorso della memoria’ territoriale sulla storia della Repubblica sociale italiana attraverso le gesta dei suoi caduti – ha detto Pietro Cappellari, responsabile culturale del Comitato – Perciò, se il nome di Manunta non fosse iscritto sul monumento ai Caduti di Bosa, sarebbe opportuno procedere all’integrazione, come parziale risarcimento morale ad un uomo vittima dell’odio politico”.

Il Comitato ha scritto, dopo un primo tentativo di due anni fa, anche al Sindaco di Alviano chiedendo l’autorizzazione ad erigere una croce nel luogo dove Manuntavenne sequestrato: “Affinché vi sia finalmente un luogo dove pregare il caduto repubblicano, il cui corpo, dopo 75 anni, giace nascosto in qualche fossa”. (fm)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia

Il matrimonio sardo in mostra a Palazzo Arcais
Coinvolti nell’iniziativa a Oristano anche una ventina di artigiani locali

Da domani a domenica, 18 novembre, Palazzo Arcais, in via dritta, ospita la “Mostra sulle tradizioni del matrimonio in Sardegna”.

Attraverso cartoline, fotografie, filmati e manufatti (ceramiche di uso quotidiano, cesti e setacci per il pane), ma anche oggetti del corredo nuziale, gioielli, pane, l’artigianato racconta le fasi e uno spaccato sull’evoluzione del matrimonio in Sardegna nel corso dell’ultimo secolo.

Ci sarà spazio per curiosità e aneddoti legati alla tradizione dei preparativi e della cerimonia nuziale, tra questi anche una testimonianza filmata su una particolare usanza ancora in voga nella frazione di Nuraxinieddu che vede protagonista lo sposo nella fasi che accompagnano il rito.

Una ventina gli artigiani locali coinvolti che affiancheranno la mostra con le loro produzioni tipiche (pane, gioielli, vestiti, ceramiche).

Il programma prevede per domani (venerdì) alle 18 l’inaugurazione, sabato alle 17 una dimostrazione di preparazione del pane della sposa, domenica alle 16 un assaggio delle torte nuziali e alle 18 una sfilata di abiti da sposa.

L’iniziativa è organizzata con il patrocinio della Provincia e degli Assessorati alle attività produttive e all’artigianato e al Turismo del Comune di Oristano.

La mostra è aperta venerdì dalle 17 alle 21, sabato e domenica dalle 10 alle 21.

La locandina

Giovedì, 15 novembre 2018

 

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Fonte: Link Oristano

Grave incidente stradale alle porte di Oristano: tre feriti
Coinvolte due automobili. Disagi alla circolazione

I soccorsi ai feriti

Tre feriti in un grave incidente stradale che si è verificato intorno alle 10.30 nei pressi dello svincolo di Fenosu, alle porte di Oristano. Coinvolte due auto, una Peugeot 205 e una Fiat 500 L. Tra i feriti la più grave è una donna, che guidava la Peugeot 205.

Da chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo una prima ricostruzione le auto potrebbero essersi scontrate frontalmente all’altezza del distributore che si trova sotto lo svincolo della Statale 131. In seguito all’impatto la Fiat 5oo L è finita contro un albero.

La circolazione stradale è stata momentaneamente sospesa.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale e questo locale, i vigili del fuoco e le ambulanze del servizio del 118.

La scena dell’incidente

Segue

Giovedì, 15 novembre 2018

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Fonte: Link Oristano

L’incremento dei servizi di controllo messi in atto dai militari del Comando Provinciale di Nuoro, ha consentito negli ultimi giorni di rinvenire un'importante “polveriera”, un quantitativo ingente di armi, veroimilmente appartenente alla malavita ogliastrina.


In particolare, i Carabinieri di Arzana, hanno rinvenuto in località  Genna e’ Antine,  occultati dentro tubi in cemento per lo scolo dell’acqua piovana, due sacchi di juta contenenti armi e munizioni di vario genere e calibro, sei ricetrasmittenti e  scanner per frequenze radio, oltre a bombe a mano di fabbricazione sovietica e vario materiale come catucciere, fondine di cuoio per pistole, micce e chiodi buca-pneumatici.

Il materiale, sebbene in alcuni casi conservato in maniera non perfetta, era per lo più funzionante.


Le bombe a mano, dopo essere state messe in sicurezza dagli artificieri antisabotaggio dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Abbasanta, sono state fatte brillare. Le stesse, erano ancora perfettamente integre e funzionanti.
Le armi saranno sottoposte alle verifiche tecniche del R.I.S. al fine di accertare l’eventuale uso in azioni delittuose ed alla ricerca di tracce di D.N.A. o impronte degli utilizzatori.

Notizia in aggiornamento.
 
 

Fonte: Sardegna Oggi

Per la prima volta, infatti, i Carmina Burana di Carl Orff entreranno nella Stagione lirica curata dall’Ente concerti “Marialisa de Carolis”. Venerdì mattina, in Piazza Tola, con Antonello Mattone e Paola Cossu

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SASSARI - Sarà un appuntamento speciale quello del fine settimana al Teatro Comunale di Sassari: per la prima volta, infatti, i Carmina Burana di Carl Orff entreranno nella Stagione lirica curata dall’Ente concerti “Marialisa de Carolis”. Le “cantiones profanae”, capolavoro del compositore tedesco, erano state eseguite per l’ultima volta in città al Teatro Verdi nel 1992. L’evento sarà presentato nella Biblioteca comunale di Piazza Tola, a Sassari, venerdì 16 novembre, alle 11, dallo storico Antonello Mattone, vicepresidente dell’Ente concerti, accompagnato dalla musicologa Paola Cossu, che dei Carmina illustrerà l’interessante partitura.

Il concerto è in cartellone per sabato 17, alle 20.30, e sabato 18, alle 16.30. L’anteprima riservata agli studenti è prevista per sabato, alle 11. A dirigere Orchestra e Coro dell’Ente è chiamato lo spagnolo Jordi Bernàcer, dal 2015 resident conductor alla San Francisco Opera, che tra i suoi impegni recenti conta “I puritani” a Piacenza, Modena e Reggio Emilia, “Rigoletto” a San Francisco, “Nabucco” ed “Aida” a Verona, “Carmen” e “Tosca” a Roma, “La vedova allegra” a Padova, “La traviata” al Bellini di Catania ed al San Carlo di Napoli.

L’imponente Coro è quello dell’Ente concerti preparato da Antonio Costa, che conta settantacinque elementi, a cui si aggiungono le trenta giovanissime voci bianche della Corale “Canepa”, istruite da Salvatore Rizzu. I solisti saranno il soprano Aleksandra Kubas-Kruk (reduce dal trionfo nel Rigoletto sassarese appena andato in archivio), il baritono Fabio Previati (già ottimo Taddeo nell’Italiana in Algeri, che ha aperto la Stagione) ed il controtenore sardo Ettore Agati (che si era segnalato nelle audizioni indette dall’Ente concerti come uno dei più interessanti giovani del territorio).

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Fonte: Alguer

Il pub-pizzeria di Alghero ripropone la rassegna Friday Tribute Night e continua con i concerti del sabato sera proponendo sul palco Tieni il tempo-883 Tribute band e Cabbijos

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ALGHERO - Nella Riviera del corallo, come in tutta la Sardegna, è il momento delle tribute band, progetti musicali che omaggiano un celebre artista o un gruppo famoso. In questo tipo di gruppi la qualità dei musicisti sul palco è davvero fondamentale anche e soprattutto perché il pubblico che richiamano è formato da veri e propri fan ed esperti conoscitori dell’artista che si vuole omaggiare. La direzione artistica del Miramare gastro & music pub in questo settore degli eventi dal vivo è stata lungimirante e già durante la scorsa stagione ha organizzato Friday tribute night, una rassegna a cadenza settimanale che ha portato ad Alghero l’esibizione delle migliori tribute band made in Sardegna. Quest’anno, invece, le tempistiche di Friday tribute night sono più lunghe, le tappe bisettimanali, ovviamente sempre di venerdì, e lo start è stato dato il 2 novembre con SolivEros, band sarda di tributo ad Eros Ramazzotti, che mette insieme alcuni dei migliori musicisti del nord dell’Isola.

Il secondo appuntamento va in scena domani, venerdì 16 novembre, quando sul palco del locale di Pizza Sulis si esibiranno Tieni il tempo. La tribute band cagliaritana degli 883 e Max Pezzali, che dal 2012 riempie le più importanti piazze ed i club più esclusivi della Sardegna, arriva ad Alghero in versione trio acustico. Quello messo in scena da Tieni il tempo è uno spettacolo perfetto, curato in ogni particolare e che ha portato i musicisti isolani a condividere il palco con artisti del calibro di Gabry Ponte, Bianca Atzei, Dear Jack, Moreno o i comici di Zelig e Colorado cafè. In scaletta ovviamente tutte le hits, dagli esordi con Mauro Repetto fino alla straordinaria carriera da solista di Pezzali, magistralmente interpretato da Emanuele Sulis, apprezzato dal pubblico come il “Max sardo”.

Sabato 17, invece, è in programma il concerto dei Cabbijos, il gruppo turritano capitanato dall’irriverente Gavino Depalmas con Antonello Bazzoni alla chitarra, Marcello Perra al basso e Paolo Canu alla batteria. Il repertorio è quello storico della band e che in questi dieci anni li ha fatti apprezzare in tutta la Sardegna, sonorità pop-rock, ironia e coinvolgimento del pubblico le caratteristiche del loro successo. Come sempre accade, al Miramare gastro music pub & pizzeria d’autore i due eventi sono a ingresso libero.

Nella foto: Tieni il tempo

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Fonte: Alguer

E´ l´assurda vicenda che ha visto coinvolti Salvatore Budruni, Giuseppe Ballone, Antonio Martiri e Gervasio Madeddu, tutti di Alghero, tutti assolti (nel novembre del 2017) dopo circa 26 anni di processo

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ALGHERO - Salvatore Budruni, Giuseppe Ballone, Antonio Martiri e Gervasio Madeddu, tutti di Alghero, tutti assolti (nel novembre del 2017) dopo circa 26 anni di processo. Se ancora qualcuno avesse dubbi sulle disfunzioni quasi fisiologiche del sistema giudiziario italiano è servito. Lo Stato dovrà risarcire ciascuno di loro per ogni anno di questa odissea giudiziaria, la cui conclusione arriva mentre il Governo Pentastellato Giallo-verde si interroga sulla riforma del sistema giudiziario e processuale, partendo addirittura dall'abolizione la prescrizione.

Finiti sotto inchiesta nel 1991 a seguito di un'indagine su un presunto traffico di sostanze stupefacenti, con un'ipotesi accusatoria che arrivava sino all'associazione a delinquere, sono stati tutti assolti dal tribunale di Sassari. La vicenda era partita con un'indagine su traffico di droga ad Alghero che aveva coinvolto quindici persone. Per alcuni degli indagati nel dicembre di quell'anno scattano anche le manette.

Nel 1995 si celebra l'udienza preliminare, ma il Gup di Sassari annulla la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura e rimette gli atti al pubblico ministero, chiedendo ulteriori prove a carico delle persone coinvolte. Il caso finisce nell'oblio sino al 2010, quando la Procura trasmette l'avviso di conclusione delle indagini e chiede di nuovo il rinvio a giudizio per tutti. Un anno dopo il Gup accoglie la richiesta e dà il via libera al dibattimento. Dopo sei anni, nel novembre del 2017, vengono tutti assolti. Non completamente soddisfatti della sentenza, i difensori di Salvatore Budruni, Giuseppe Ballone, Antonio Martiri e Gervasio Madeddu presentano un ricorso contro l'eccessiva durata del processo.

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Fonte: Alguer

Lo scrittore emergente di Terralba presenta il suo libro a Cabras
Davide Piras sarà ospite della Biblioteca comunale

Domani, venerdì 16 novembre, alle 17.30, lo scrittore Davide Piras presenta il suo libro “Terra Bianca” a Cabras. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con il Servizio Biblioteca Comunale.

Dialoga con l’autore lo scrittore e giornalista Piero Marongiu.

Alessandra Lochi

“Davide Piras, scrittore emergente di Terralba”, spiega la Consigliera delegata ai servizi bibliotecari Alessandra Lochi, ” ha pubblicato il suo romanzo nel 2016, riuscendo a giungere finalista del Premio Internazionale “Città di Como” e convincendo giurati di spicco come Andrea Vitali e Dacia Maraini”.

“E’ una storia di perdita e di liberazione”, prosegue Alessandra Lochi, “capace di raccontare la bellezza dei nostri luoghi feriti dalla seconda guerra mondiale, dai bombardamenti che distrussero la città di Cagliari nel 1943”.

La locandina

Giovedì, 15 novembre 2018

 

 

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Fonte: Link Oristano





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