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Polizia e Finanza hanno smantellato una pericolosa rete di spacciatori. Le indagini partite dopo gli spari in via Turritana

SASSARI. Lo scorso 7 ottobre una telecamera inquadra un’auto che passa in via Turritana, a Sassari: una persona si sporge dal finestrino – lato passeggero – impugna una pistola e spara diversi colpi d’arma da fuoco contro le finestre di un’abitazione. Fin dall’inizio le indagini della polizia sono orientate verso Gianfranco Fattaccio, sassarese di 33 anni, ex compagno di una donna che, manco a farlo apposta, vive nell’appartamento preso di mira dallo sparatore. Fattaccio due giorni dopo quell’episodio lascia la città e la Sardegna e verrà arrestato dopo oltre un mese allo sbarco dalla nave, a Olbia.

È questo l’antefatto di una lunga indagine che ieri ha portato all’arresto di dodici persone per reati che vanno dalla detenzione illegale di armi da fuoco, alle minacce, dall’incendio doloso di alcune macchine allo spaccio di sostanze stupefacenti. Perché proprio “tracciando” spostamenti e conversazioni di Fattaccio la polizia è riuscita a smantellare una rete di presunti spacciatori che, per regolare i conti con i debitori, non esitava a minacciare l’uso delle armi e, ancor peggio, utilizzava minorenni all’occorrenza (due sono stati segnalati alla Procura competente).

Il dirigente della squadra mobile di Sassari, Dario Mongiovì, ha definito un «modus operandi da boss mafiosi» la gestione dell’attività di spaccio messa in atto da alcuni degli arrestati che per farsi pagare la droga «alternavano minacce a rassicurazioni e quando non raggiungevano lo scopo passavano ad avvertimenti più pesanti». «Gambizziamolo» avrebbero detto rivolgendosi in particolare a un debitore.

È stata smantellata all’alba di ieri dalla polizia e dai finanzieri del comando provinciale una rete di spacciatori ritenuti «molto pericolosi». Sono finiti in carcere, oltre a Gianfranco Fattaccio, i sassaresi Andrea Pintadu (29), Gabriele Serra (21), Gabriele Ru (22), Antonio Fattaccio (39), Claudia Puggioni (33) e Gabriele Moraccini (di 44). Mentre sono agli arresti domiciliari Massimiliano Leoni (di 21), Anna Rosa Casula (33), Alessandro Curreli (28), Marco Pani (41) e Manuel Ovidio Biotti (19).

Per capire come la polizia ha unito le tessere del mosaico bisogna tornare al famoso 7 ottobre. Perché quella macchina passata in via Turritana – un’Alfa 147 – ne aveva urtato un’altra durante una manovra e aveva lasciato tracce di vernice. Attraverso le telecamere è stato ricostruito il tragitto fatto dall’auto fino al 10 ottobre quando è stata data alle fiamme a Sorso. Gli uomini della squadra mobile – il dirigente Mongiovì ha elogiato ieri «il grande lavoro fatto dalla terza sezione» – hanno scoperto che quell’Alfa 147 aveva un Gps e questo ha consentito loro di accertare ogni movimento, compresa la presenza della macchina in via Turritana nell’ora esatta in cui erano stati esplosi i colpi di pistola. Da allora i tasselli hanno iniziato a combaciare.

Ieri, durante le perquisizioni alle quali insieme alla squadra mobile ha partecipato personale del Reparto prevenzione crimine di Abbasanta, nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza (al comando del tenente colonnello Marco Sebastiani), e rispettive unità cinofile, sono stati sequestrati 200 grammi di marijuana, tre di cocaina, una pistola ad aria compressa, telefoni cellulari e sim. In precedenza erano state sequestrate altre due pistole. «È una prima risposta – ha spiegato il questore Diego Buso – a una situazione che aveva destato preoccupazione in città. Un intervento quasi chirurgico

frutto di un lavoro sinergico con il procuratore Caria e il sostituto Leo, e con la guardia di finanza». «Un’operazione per la collettività – ha detto il colonnello delle fiamme gialle Giuseppe Cavallaro – portata a termine con l’obiettivo di restituire serenità ai cittadini».

Fonte: La Nuova Sardegna

SASSARI. I lavoratori Secur, da agosto senza lavoro e stipendio, che protestavano. Quelli del Policlinico, da mesi appesi a un filo, che chiedevano risposte. Il presidente Pigliaru che ascoltava, rassicurava, prendeva impegni. Sono i due momenti che hanno incorniciato l’ultima firma sul progetto “Rete Metropolitana del Nord Sardegna, un territorio di città”: 75 milioni, 7 linee di intervento declinate in 90 azioni. Due foto di un territorio in crisi profonda, che ieri ha messo sul tavolo quella che può essere la sua ultima, e decisiva, fiche.

Le carte. Le carte sono ottime, anche perché per mettere in piedi il protocollo d'intesa formato tra la Regione, i Comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres, Sorso, Sennori, Castelsardo, Valledoria e Stintino e i membri del partenariato (Camera di Commercio, università, sindacati, l’Arcivescovo e il presidente del parco di Porto Conte, ma anche la Conservatoria delle Coste) gli otto primi cittadini hanno lavorato a stretto contatto di gomito per più di un anno. Limando, aggiungendo, svuotando i cassetti e i libri dei sogni, costringendosi ad aggregare, uniformare, dare a tutto un senso comune. «Pensandosi – ha riconosciuto Pigliaru – come una città unica. I soldi ci sono, come dimostrano i 75 milioni che vanno ad aggiungersi alle tante altre risorse investite su quest’area (oltre 200 milioni ndr), ma bisogna saperli spendere nel modo giusto e il nord ovest, con la rete metropolitana, ha uno strumento estremamente efficace per riuscire a usarli bene».

Il progetto. Risultato: un piano di azione che si articola in 7 “capitoli” principali. Ambientale, con la realizzazione di percorsi di valorizzazione della costa e delle aree protette, delle zone umide e lagunari. Culturale, con il restauro e recupero del patrimonio e il miglioramento dell'accessibilità e fruibilità dei maggiori complessi archeologici, ma anche della rete museale diffusa, da rinnovare e in alcuni casi reinventare completamente. Qualità della vita, con interventi per lo sport, il tempo libero e l'inclusione sociale, l'accessibilità. E poi la competitività delle imprese e l'innovazione. E la governance, con il coordinamento del progetto (ci sarà un ufficio unico che collaborerà con i Comuni e la Regione) e dell’offerta di cultura e spettacolo.

La firma. Piano che ieri mattina all’interno di un ritrovato e meraviglioso Padiglione Tavolara il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore della Programmazione Raffaele Paci, le assessore dell’Industria Maria Grazia Piras e dell’Ambiente Donatella Spano, i sindaci, i sindacati, gli imprenditori e tutti i soggetti coinvolti in questo ambizioso e innovativo piano, hanno definitivamente varato. Dandosi 36 mesi di tempo per impegnare le risorse e concludere tutti gli interventi.

Il lavoro. «Otto amministrazioni hanno lavorato in una sola direzione – ha sottolineato Paci – e superato ogni possibile difficoltà per creare sviluppo economico, pensando solo ed esclusivamente al bene di un territorio ampio e articolato, che va oltre le singole città pur valorizzandole fortemente e investendo sulle potenzialità di ciascuna». «Arriviamo oggi alla

Fonte: La Nuova Sardegna

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Probabile che l’affitto ad Habilita passi per una gara; intanto il personale attende assegni di solidarietà e accreditamento

SASSARI. I 140 dipendenti del Policlinico rimasti fuori dai giochi, sotto l’albero troveranno gli assegni di solidarietà, che forse renderanno un po’ meno buio questo Natale.

Il protocollo di intesa per attivare velocemente gli ammortizzatori sociali e mettere in sicurezza la forza lavoro è pronto. Domani ci sarà la firma in Confindustria, dopodiché a rotazione e per sei mesi il personale resterà coperto sotto il profilo della retribuzione. Si cercherà di garantire l’80 per cento dello stipendio, in attesa che la casa di cura possa ricevere gli accreditamenti dalla Regione e pian piano ripartire con le varie attività assistenziali.

I Bua nel frattempo hanno prodotto tutta la documentazione necessaria per ottenere le autorizzazioni da Cagliari per riaprire in regime di convenzione il piano terra. La parte ambulatoriale e diagnostica, infatti, era quella che richiedeva il minimo sforzo economico e logistico per poter ripartire. «Noi abbiamo fatto la nostra parte – dice Piero Bua – abbiamo fatto gli interventi di adeguamento, prodotto la documentazione, abbiamo vidimato tutto nella piattaforma del Comune e poi inoltrato negli uffici regionali. Siamo pronti a riattaccare la spina al Policlinico. Ora però anche la Regione deve rispettare gli impegni, fare la sua parte e darci l’accreditamento prima di Natale per gli ambulatori». Questo sarebbe un segnale di continuità importante e garantirebbe una boccata di ossigeno anche a 12 dipendenti che verrebbero impiegati al piano terra.

Dopodiché c’è la partita del concordato preventivo, con il giudice che da quattro giorni ha ricevuto il piano industriale del Policlinico e deve valutarne la sostenibilità economica e la solvibilità rispetto ai creditori, che vantano somme per 35 milioni di euro. Il giudice ha convocato i Bua e lo staff legale e amministrativo della casa di cura per avere una serie di chiarimenti, e ha voluto anche la consulenza del commissario giudiziale.

Non è detto che si pronunci in settimana e non è scontato che il passaggio di consegne tra i Bua e i Rusconi del gruppo Habilita avvenga in maniera diretta attraverso un contratto di affitto. I giudici potrebbero anche decidere di ritornare alla vecchia ipotesi di procedere all’affidamento della struttura tramite un bando di gara pubblico. Per predisporlo, pubblicarlo e aprire le buste occorrerà almeno un mese, e dunque la parentesi di questo limbo potrebbe dilatarsi. Inoltre, cambiando anche gli scenari, i Rusconi potrebbero anche farsi da parte, anche se il loro interesse

ad investire su Sassari resterebbe comunque confermato. Anche nell’ipotesi di una gara pubblica la loro offerta dovrebbe arrivare. Ma assieme ad Habilita potrebbero farsi avanti anche altre cordate, visto che il Policlinico rimane pur sempre un ottimo investimento a lungo termine.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Il racconto choc di Paolo Picchio scuote gli studenti I magistrati: «I ragazzi usano i social con totale incoscienza»

SASSARI. Era il 2013, la notte tra il quattro e il 5 gennaio, in una Novara fredda e natalizia. Carolina Picchio, una ragazzina di 14 anni, apre il balcone della sua stanza. Poi prende carta e penna, si siede e scrive: «Ciao ragazzi, grazie per il vostro bullismo. Ottimo lavoro. Volevo solo dare un ultimo saluto. Il bullismo è tutto qui? Le parole fanno più male delle botte. Cavolo se fanno male. Io mi chiedo: a voi non fanno male? Siete così insensibili?». Poi due righe per salutare i genitori, e conclude dicendo: «Spero che adesso siate tutti più sensibili sulle parole». Poi si è affacciata, ha preso un respiro, si è lanciata dal terzo piano.

Da quel giorno il padre, Paolo Picchio, non ha smesso più di raccontare questa storia. Ha girato più di 300 istituti scolastici, è stato già quattro volte in Sardegna, e ieri era nella sala conferenze dei vigili urbani di Sassari. Davanti a lui ci sono un centinaio di studenti. Non è facile silenziare un simile distillato di gioventù. Eppure gli occhi di un padre che ha perso tutto, e la sua rabbia levigata dalle parole, sono come un termostato che climatizza il locale. Ci sono persone che hanno questa capacità di essere un condizionatore. E quando parlano non si sente una mosca volare. «Spero che adesso siate più sensibili sulle parole». La vita di questo papà riparte dall’ultimo desiderio della figlia, e diventa la sua missione.

Carolina aveva partecipato a una festa. Aveva bevuto troppo. Si era sentita male, era andata in bagno e dopo aver vomitato aveva completamente perso lucidità. I suoi amici l’avevano filmata col telefonino, si erano divertiti a mimare del sesso orale con lei incosciente, e poi avevano fatto girare il video. Con una stupidità disarmante. «Quei cinque ragazzi ora sono sotto processo per reati gravissimi: diffusione di materiale pedopornografico, violenza sessuale di gruppo e morte per conseguenza di altro reato». Eppure tutti dicevano: è stata una bravata. Non pensavamo di fare niente di male. «Cinque imbecilli hanno giocato sul corpo di mia figlia. Attrice inconsapevole in un filmato dove lei è una bambola di gomma. Perforata nella sua intimità. Con i social che le hanno vomitato addosso più di 2000 insulti in una manciata di minuti». Con una ferocia disinvolta e leggera, che però azzanna nel profondo e violenta nell’anima. È proprio questa inconsapevole cattiveria il lato più spaventoso degli adolescenti e del cyber bullismo. La maggior parte dei ragazzini che si presentano davanti a Luisella Fenu, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, lo fanno piagnucolando frasi tipo: «Ma io non pensavo, io non sapevo, non immaginavo di commettere un reato». L’ignoranza intrisa nei polpastrelli è la piaga da combattere. Il grande lavoro portato avanti nelle scuole cittadine dal comandante Gianni Serra e dai vigili urbani, sul tema della legalità e del bullismo, serve proprio a scrostare un po’ di questa barbarie 2.0. E il convegno dal titolo “Mai più lenzuoli bianchi” è il traguardo di un intero anno di lavoro negli istituti cittadini. «I bulli in genere ragionano in termini di gruppo, tendono a deresponsabilizzare la propria condotta – spiega il giudice minorile Annina Sardara – la vittima di bullismo al contrario ricorda ogni singolo gesto, ogni singolo insulto dei propri aguzzini». Da un lato c’è la superficialità, dall’altro ci sono i nervi scoperti dell’adolescenza, dove il male resta impresso in maniera indelebile. Chi non ha ancora spalle larghe è difficile che riesca ad assorbire certe botte. La Fondazione Carolina, creata da

Paolo Picchio, cerca di fare da caschetto. A lei si deve la prima legge in Italia e in Europa di prevenzione ed educazione contro il cyberbullismo. Gli anticorpi contro questa forma di violenza si formano proprio a scuola. Perché non ci siano più altre Caroline, e altri lenzuoli bianchi.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Più cantieri operativi simultaneamente, manca una viabilità alternativa Proteste per l’assenza di vigili urbani, segnaletica confusa e insufficiente

PORTO TORRES. Una città preda dei lavori in corso, strade chiuse, pedoni e automobilisti che si ritrovano da un giorno all’altro con percorsi interrotti proprio nel periodo delle festività natalizie e senza soluzioni alternative. Cantieri aperti per il rifacimento totale dell’asfalto di tutta via Sassari e parte del corso Vittorio Emanuele, per la rete del gas e posa della fibra ottica e per l’efficientamento delle reti idriche di Abbanoa. Interventi simultanei che stanno paralizzando il centro, e non solo, mandando in tilt il traffico. «Il tutto senza la minima presenza di vigili urbani», questa la protesta dei cittadini. I lavori in via Sacchi, per esempio, impediscono le fermate dei pullman dell’Arst nel centro abitato: l’unica fermata è nei pressi della rotatoria che porta a via dell’Industria, l’arteria stradale che si collega con l’ex petrolchimico e con lo scalo industriale, poi il mezzo dell’Arst va direttamente al capolinea del porto commerciale facendo quasi tutto il giro del territorio comunale. Una situazione che ha creato enorme disagio per i giovani portotorresi che studiano a Sassari nelle scuole superiori e all’università, costretti a fermarsi molto lontano dalle proprie abitazioni e a percorrere strade periferiche per arrivare con notevole ritardo a destinazione. A quanto pare l’Arst ha provveduto a informare delle variazioni l’utenza attraverso un comunicato appeso in tutte le fermate, perchè non può variare il percorso se non solo a seguito di autorizzazione ufficiale della Regione. «Questo sarebbe stato possibile se il Comune avesse informato per tempo l'inizio e la durata dei lavori – dice un genitore –, in modo che ogni studente avrebbe preso in anticipo le giuste precauzioni per evitare tutte le difficoltà presenti oramai da diverse settimane». Anche per il segretario regionale della Cgil Trasporti Arnaldo Boeddu sarebbe stato opportuno, al fine di non creare disagio ai pendolari, un intervento delle istituzioni: «L’amministrazione comunale avrebbero dovuto avvisare per tempo le aziende di trasporto, convenire sulle modifiche temporali del tracciato così da poter chiedere all’assessorato regionale dei Trasporti le dovute autorizzazioni». Per gli automobilisti che percorrono le strade, invece, i problemi sono invece in tutte le direzioni. Quelli che escono dal quartiere Andriolu sono costretti al giro dell’oca per andare in via dell'Industria. Perché devono arrivare in via Rum e fare attenzione, per la scarsa visibilità, a non incorrere in incidenti con i mezzi che in via dell'Industria procedonoverso il ponte Colombo. Caotica anche la circolazione nel Lungomare con il segnale verticale di divieto in via Principessa Giovanna, a causa della carreggiata stretta, che crea problemi di sicurezza per la presenza di autovetture in sosta sui due lati.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Il dolore dell’intera comunità ai funerali del 57enne morto in un incidente Al passaggio del corteo funebre, i commercianti hanno abbassato le serrande

ITTIRI. «Franco è qui con noi». Con queste parole il vicario della diocesi di Sassari, monsignor Mario Simula, si è rivolto ai parenti, agli amici e a quanti, tantissimi, erano presenti ieri nella chiesa di San Francesco (tantissime le persone fuori) per l’ultimo saluto a Franco Simula, morto tragicamente in un incidente stradale, sulla vecchia 131 bis, nel tratto Alghero-Ittiri, mentre nel pomeriggio di venerdì 15 dicembre, rientrava dal lavoro.

Il sacerdote, nella giornata dedicata a San Lazzaro, resuscitato da Gesù per intercessione della sorella Marta, nell'omelia, che era più un inno alla vita che una rassegnazione “passiva” alla morte, ha ricordato la grande umanità che ha contraddistinto la vita di Franco. Un ittirese che verrà ricordato per il senso del dovere e dell’amicizia. Tutti, a Ittiri e non solo, conoscevano la sua disponibilità e la sua sportività. Molte le persone arrivate per accompagnare Franco all’ultima dimora. Il vuoto che ha lasciato nella sua famiglia, ma anche nell’intera comunità lo si misura, oltre che con la vicinanza fisica ai fratelli e alle sorelle, anche attraverso i post su Facebook. Molti improntati al ricordo di una persona speciale che conquistava tutti col suo sorriso, altri improntati al ricordo di un lavoratore scrupoloso e preparato, altri ancora lo immaginano pedalando, in un’altra dimensione. L’appuntamento con la morte è avvenuto proprio in quel tratto di strada che lo ha visto pedalare in sella alla sua bici assieme a tanti amici, magari grondante sudore, ma sempre con quel sorriso che Ittiri, non dimenticherà. La giornata grigia e piovosa ha calato sulla città una cappa di sconforto e di angoscia mista a impotenza. Nessuno in città, infatti, appresa la notizia della morte di Franco, si aspettava che, in una stessa giornata pochi giorni prima del Natale, ad altre due morti improvvise, si dovesse aggiungere anche quella di Franco. Nonostante il freddo e il vento sferzante la cittadinanza ha voluto essere vicina ai familiari per condividere e alleviarne il dolore, ma sopratutto, perché voleva testimoniare l’affetto e la stima di cui Franco era circondato. «I tanti fiori accanto al feretro, col tempo appassiranno, mentre – ha sottolineato monsignor Simula – il dolore che affligge oggi i familiari e quanti hanno conosciuto Franco, durerà nel tempo a testimonianza del suo ricordo. La sua morte non sarà inutile. Nel grande

crogiolo della vita Dio elimina le scorie della debolezza umana e chiama a se, nella sua bontà, tutti i suoi figli». Al passaggio del corteo funebre serrande abbassate e gente in rispettoso silenzio per dare l’addio ad una persona speciale definibile con un solo termine: «Un buono».

Fonte: La Nuova Sardegna

Avviare un sistema integrato di servizi rivolto alla popolazione anziana: è l´obiettivo dell´accordo firmato nei giorni scorsi a Palazzo Ducale dall´amministrazione comunale di Sassari e dalle organizzazioni sindacali dei Pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp

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SASSARI - Avviare un sistema integrato di servizi rivolto alla popolazione anziana: è l'obiettivo dell'accordo firmato nei giorni scorsi a Palazzo Ducale dall'amministrazione comunale di Sassari e dalle organizzazioni sindacali dei Pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp. L'accordo prevede la rimodulazione dell'imposta Tari per la prima casa in funzione del reddito familiare, con esenzione dell'importo per i redditi fino a 3mila euro di Isee e nessun aumento per il 2019, la destinazione di una parte congrua di risorse, derivanti dal recupero dall’evasione fiscale, per interventi finalizzati ai servizi sociali.

Punta all'attivazione di un tavolo di confronto tra il Comune di Sassari e le organizzazioni sindacali dei Pensionati, al quale invitare i responsabili dei servizi sanitari territoriali, per migliorare le condizioni di accesso ai servizi stessi. Prevede l'istituzione, entro tre mesi dalla sottoscrizione dell'accordo, della “Consulta degli anziani” ed il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella fase di elaborazione del Documento unico di programmazione, per contribuire alla definizione delle linee strategiche e delle previsioni finanziarie.

Hanno sottoscritto l'accordo il sindaco di Sassari Nicola Sanna ed i segretari generali delle organizzazioni sindacali dei Pensionati Francesca Nurra, Francesco Casu, Pierluigi Ledda, Vanna Spanu, Giuseppe Macioccu e Leonardo Derosi. «Un documento che nasce dall'esigenza di operare scelte omogenee e condivise, volte alla tutela di una fascia debole della popolazione – commenta il primo cittadino - L'accordo siglato permetterà una fattiva collaborazione tra i vari attori sociali del territorio, per la definizione di linee strategiche compatibili con le previsioni finanziarie».

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Fonte: Alguer

Un altro Natale in Vaticano per Daniela Canu e Guido Beltrami. I due professionisti algheresi, ancora una volta, saranno a Roma per collaborare con i fioristi della Santa Sede alla realizzazione dell’allestimento di lunedì 24 e martedì 25 dicembre

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ALGHERO - Anche per questo Natale, Daniela Canu e Guido Beltrami saranno in Vaticano. I due professionisti algheresi, lei conosciuta flower designer originaria di Uri e lui art designer altrettanto apprezzato come organizzatore di eventi e per la sua vivace attività di wedding planner, si ritroveranno a collaborare, insieme ai fioristi del Vaticano e ad alcuni colleghi della Slovenia, per allestire la Basilica di San Pietro. Per la messa di lunedì 24 dicembre, che il Pontefice celebrerà proprio all’interno di San Pietro, saranno addobbate le colonne del Bernini con stelle di Natale e fiori, così come l’emiciclo ed il praticabile da dove Papa Francesco celebrerà la Santa Messa della Vigilia, mentre sarà preparata una composizione che verrà posizionata sul balcone dal quale lo stesso Pontefice, come da tradizione, il giorno di Natale, alle 12, darà la Benedizione “Urbi et Orbi”.

Un impegno che sta diventando un appuntamento fisso per la Canu e Beltrami, che quest’anno possono contare anche sul supporto di un’azienda locale, che ha deciso di sostenere la loro permanenza a Roma per questo prestigioso impegno. Si tratta dell’Accademia Olearia di Giuseppe Fois e dei figli Alessandro e Antonello, che hanno anche affidato ai due professionisti un dono, alcuni loro prodotti, da recapitare a Papa Francesco.

«Ogni anno è sempre un’emozione poter essere in Vaticano per un evento dal significato così importante. Il lavoro che andremo a fare insieme ad altri colleghi sarà sotto gli occhi di tante persone. Ma, in tutto questo – hanno concluso i due - sapere inoltre che un’azienda di prestigio del territorio ha voluto affiancarci, sostenendoci in questa trasferta, per noi è ancora più un motivo di orgoglio. Siamo pronti. Non vediamo l’ora di partire».

Nella foto: Daniela Canu e Guido Beltrami

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Fonte: Alguer

La convenzione tra Aias e Regione non verrà stracciata il 31 dicembre prossimo. Dopo un incontro-fiume in prefettura, durato undici ore, arrivano gli accordi: l’associazione guidata dai Randazzo potrà continuare “ad erogare le prestazioni per le quali risulta accreditata sino al 30 giugno 2019″,….,”a fronte del riconoscimento, da parte di Ats, del valore tariffario delle stesse fino al 31 marzo 2019”. Poi, nei restanti tre mesi, si proseguirà, e da luglio in poi “Regione e Ats definiranno l’eventuale rapporto contrattuale”. Tradotto: per altri sei mesi è sicuro il rapporto che lega l’associazione che si occupa della cura di migliaia di sardi. Sul versante economico, come si legge sul documento finale, “bollato” dalla prefettura e firmato da assessore regionale della Sanità, direttore generale Ats, i quattro sindacati presenti (Confintesa, Css, Isa, Ugl) e il presidente dell’Aias, la Regione dovrà versare i 2,6 milioni della causa legata all’ex Usl di Alghero “entro quindici giorni dalla ricezione di detta risposta, indipendentemente” dal suo contenuto. Ancora, ballano 1,8 milioni di euro: in un caso, dall’Ats dovranno arrivare entro dieci giorni 450mila euro (denari relativi al mese di ottobre 2018) e, entro dieci giorni, i 900mila totali che si riferiscono all’intero anno in corso “previa verifica congiunta”

 

I SINDACATI: “VINTA UNA BATTAGLIA, IL PRESIDIO CONTINUA” – “Siamo contenti dell’esito dell’incontro in prefettura, poter contare su altri sei mesi di convenzione è un ‘punto’ importante”, commenta, appena uscito dalla riunione di piazza Palazzo, Carlo Piras (Css), “il nostro presidio sotto il Consiglio regionale va comunque avanti, resteremo sino a quando non arriveranno i soldi. Per gli 8 milioni sono invece in corso tutta una serie di calcoli e riconteggi”.

L'articolo Aias-Regione, il “matrimonio” continua sino a giugno 2019: convenzione “allungata” dopo l’incontro in prefettura proviene da Casteddu On line.

Fonte: Casteddu on Line

Alla fine delle indagini, i militari hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica nel Tribunale di Lanusei un 30enne titolare firmatario di una ditta individuale

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TERTENIA - Nell’ambito dei servizi predisposti a dicembre dal Comando provinciale di Nuoro, i Carabinieri della Compagnia di Jerzu, con i colleghi del Nucleo Ispettorato del lavoro, il personale dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Nuoro, hanno agito a contrasto del lavoro irregolare e delle violazioni commesse in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ancora troppo spesso teatri di incidenti, le cui conseguenze sono rese maggiormente tristi dal fatto che, il più delle volte, risultano corollario del mancato rispetto di normative e procedure di sicurezza.

Alla fine delle indagini, i militari hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica nel Tribunale di Lanusei un 30enne titolare firmatario di una ditta individuale. Diverse le violazioni di cui si è reso responsabile: avere affidato ai lavoratori compiti senza avere tenuto conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e sicurezza; non avere fornito ai lavoratori dipendenti adeguata informazione sui rischi connessi all’attività dell’impresa; non avere efficacemente difeso le aperture prospicienti il vuoto con idonei parapetti e tavole fermapiede.

Nell’ambito della stessa indagine, è stato adottato nei confronti della ditta un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per avere occupato un lavoratore in nero. Sono state elevate sanzioni amministrative per 5.000euro, ammende per 4.020euro ed accertate omissioni contributive per 500euro. I controlli disposti dal Comando provinciale dei Carabinieri di Nuoro proseguiranno nei prossimi giorni. L’obiettivo è quello di scoraggiare le irregolarità.

Fonte: Alguer

Gli ambientalisti si comprano le dune di Chia. “Strappiamole ai costruttori arabi”. L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus sta procedendo all’acquisto di una parte delle dune e della spiaggia di Chia, davanti all’isolotto di Su Giudeu.

L’obiettivo “è salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica”.

Le dune e la spiaggia di Chia, nel territorio comunale di Domus de Maria, sono uno straordinario gioiello del Mediterraneo. Sabbia finissima, macchia mediterranea con ginepri secolari, disegnati dal vento e dal mare, rifugio di una fauna selvatica sempre più rara, luci e colori di una natura che dobbiamo preservare e fruire con estrema attenzione.

“Le dune e la spiaggia sono in pericolo, non solo per colpa dei maleducati che gettano rifiuti o dei vandali che danneggiano i Ginepri”, spiega Stefano Deliperi, “sono di proprietà privata, fin a pochi passi dalla battigia marina, caso raro in Italia. Vari soggetti immobiliari a capitale arabo e internazionale stanno rastrellando terreni, come sta già accadendo anche in altre parti della Sardegna, e non è azzardato ipotizzare un futuro privatizzato per dune e spiaggia. Per non parlare di altamente probabili integrazioni normative che consentano la produzione di volumetrie edilizie da concentrare subito a ridosso di dune e spiaggia. Chiuse, location di eventi esclusivi, vietate all’accesso dei comuni mortali, in particolare di chi vive in quest’Isola da sempre.

Sardi a foras dalle proprie spiagge, tanto per capirci. Dimentichiamoci l’intervento dell’Agenzia per la Conservatoria delle coste, lodevolmente istituita qualche anno fa proprio su nostre forti richieste, ma colpevolmente consegnata da anni alla completa inoperatività.

“Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte le persone che tengono al proprio ambiente, alla propria identità, al futuro della propria Terra”.

Ed ecco l’appello: “Contribuisci all’acquisto delle dune e della spiaggia di Chia con un versamento sul conto corrente postale n. 22639090 intestato a “associazione Gruppo d’Intervento Giuridico“ (causale “dune e spiaggia di Chia”) oppure con un bonifico bancario con il codice IBAN IT39 G076 0104 8000 0002 2639 090 (per i versamenti dall’Estero il codice BIC/SWIFT è BPPIITRRXXX).

A chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa, se gradita.

Ricordiamo, fra le tante agevolazioni previste, che per le erogazioni liberali in favore delle onlus come il Gruppo d’Intervento Giuridico è prevista la detrazione del 19% degli importi donati fino a un massimo di 2.065,83 euro (art. 15, comma 1°, lettera i – quater, del D.P.R. n. 917/1986 e s.m.i., testo unico delle imposte sui redditi – T.U.I.R.). Naturalmente anche imprese e aziende rispettose dell’ambiente possono contribuire e ne sarà dato ampio risalto. Il nostro ambiente e la

Fonte: Casteddu on Line

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