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IMMIGRAZIONE, Giunta Pigliaru firma appello a favore del “Global compact for migration”. Assessore Spanu: “Strumento essenziale”

Mentre nei palazzi romani infuria la polemica sull’eventuale adesione dell’Italia al “Global contact for migration”, da viale Trento è arrivata l’adesione ad un appello al Governo italiano per la sua sottoscrizione.

Si tratta del patto lanciato dall’Onu nel 2016 con lo scopo di garantire a livello internazionale “una migrazione sicura, ordinata e regolare”, attraverso “la lotta alla xenofobia, allo sfruttamento, al traffico di esseri umani, il potenziamento dei sistemi di integrazione, l’assistenza umanitaria, programmi di sviluppo”Per l’adozione del documento, l’Onu ha organizzato un incontro intergovernativo (10 e 11 dicembre) a Marrakech, in Marocco, al quale il Governo italiano non parteciperà.

“Il Global Compact for migration – si legge nel documento firmato anche dalle Giunte regionali di Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Umbria, alcuni comuni, università ed organizzazioni non governative conviene all’Italia perché può rafforzare le sue ragioni nelle relazioni e nelle negoziazioni con gli altri Paesi europei e facilitare le trattative nella definizione degli accordi con i Paesi di provenienza e di transito dei flussi migratori. C’è un’altra Italia che vuole vedere il nostro Paese impegnato nel rafforzamento degli strumenti multilaterali, aperto al dialogo con altri Paesi in Europa, in Africa e in altri continenti, desideroso di fare crescere l’integrazione tra comunità ospitanti e migranti nell’interesse di tutti, proiettato verso il futuro”.

L’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu, ha motivato l’adesione della Giunta Pigliaru all’appello: “Non sottoscrivere il ‘Global compact’ sarebbe molto grave. Un documento promosso dall’Onu per un governo mondiale dei fenomeni migratori, che è proprio la priorità già dichiarata dal Governo italiano. Ci vuole una presa di coscienza collettiva della società civile e delle Istituzioni ad ogni livello. Le tante adesioni sono la conferma che è molto sentita l’esigenza di gestire a livello globale un fenomeno complesso come quello delle migrazioni”.

Per gli avversari del ‘Global compact’ dietro la firma del documento si nasconde più di una trappola: sarà impossibile distinguere tra rifugiati e migranti irregolari, cioè tra chi ha diritto ad essere accolto perché in fuga da guerre o carestie ed i cosiddetti ‘migranti economici’; al paragrafo 24 si chiede di “assicurare che l’assistenza di natura umanitaria non sia considerata illegale”; si sottolinea l’importanza di non perseguire penalmente chi fornisce assistenza indebita alla migrazione. Addirittura, nel documento si arriva ad ipotizzare l’esclusione dai finanziamenti con soldi pubblici dei media che “sistematicamente promuovono intolleranza, razzismo, xenofobia”, che pone qualche dubbio secondo chi si dovesse trovare ad esprimere questa valutazione. Infine, in casi eccezionali (non è chiaro quando e quali) gli Stati sovrani potrebbero dover cedere la gestione delle proprie frontiere ad organizzazioni sovranazionali. Seppure la firma non sia legalmente vincolante, gli effetto pratici, sopratutto politicamente, sono evidenti. Intanto, Stati Uniti, Australia, Svizzera, Israele, Austria ed Ungheria hanno già manifestato l’intenzione di non firmare il ‘Global compact’. (fm)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia









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