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Cormorani, ancora non c’è traccia dei risarcimenti alle marinerie

Cormorani, ancora non c’è traccia dei risarcimenti alle marinerie
Interrogazione dei Riformatori

Il bando regionale è scaduto il 31 luglio, ma ancora dei risarcimenti alle marinerie per i danni causati dai cormorani non si vede traccia. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori Sardi per l’Europa, Alfonso Marras, in un’interrogazione firmata anche dal capogruppo, Attilio Dedoni, e rivolta al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Pier Luigi Caria.

L’avviso per la presentazione delle domande di risarcimento, relativo agli ambiti costieri in cui la presenza degli uccelli ittiofagi risulta formalmente attestata attraverso i censimenti eseguiti dagli organi competenti (Province di Oristano, Sud Sardegna, Nuoro, Sassari e Città metropolitana di Cagliari), è stato pubblicato a giugno. Nonostante il bando sia scaduto da oltre tre mesi, si legge nell’interrogazione, “non si hanno ancora notizie sui tempi per la conclusione delle procedure”.

I due consiglieri dei Riformatori Sardi ricordano che in Sardegna, a causa dei cormorani, “si registra da anni una consistente riduzione della pescosità dei mari e degli stagni” e che la massiccia proliferazione di tali animali “rischia di compromettere lo sforzo ed il lavoro degli operatori della pesca che, con impegno e determinazione, tentano di avviare percorsi di sviluppo e crescita del settore”. Sebbene un singolo cormorano abbia un fabbisogno giornaliero di circa 1 kg di pesce e la presenza degli uccelli continui ad aumentare “con conseguenti e crescenti danni, tanto da mettere in pericolo la sopravvivenza delle imprese ittiche”, il Consiglio regionale, con la legge 24 approvata nel dicembre del 2017, ha ritenuto di risarcire ai pescatori soltanto i danni causati dai mammiferi marini protetti (vale a dire i delfini) e non quelli provocati dalle specie aviarie.

Attilio Dedoni

Marras e Dedoni chiedono perciò se la Giunta regionale sia a conoscenza dei ritardi nell’erogazione degli indennizzi, quali provvedimenti intenda adottare “per evitare che i cormorani continuino a creare danni agli operatori della pesca, che faticosamente cercano di resistere alla grave crisi economica”, e se non ritenga “di dover immediatamente disporre il risarcimento dei danni causati dai cormorani ai pescatori che ne hanno fatto richiesta”. Infine, i due firmatari propongono di “attivare subito le interlocuzioni con l’Ispra, in modo da poter mettere in campo una strategia integrata di controllo che abbini l’abbattimento selettivo alle ulteriori misure di prevenzione necessarie”.

Venerdì, 9 novembre 2018

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Fonte: Link Oristano









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