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Angelo e Graziella di Monserrato, dramma infinito: “Viviamo peggio delle bestie e la gente ride di noi”

Sette giorni con le schiene poggiate, ogni notte, nei sedili della loro utilitaria, provando a prendere sonno. Ma è difficile rilassarsi e dormire quando non si ha più un tetto. Angelo Locci, 63 anni, e Graziella Murtas, di sette più giovane, continuano a vivere con “vista” su quel Comune di Monserrato che, a detta loro, “non ci vuole aiutare in nessun modo concreto”. Negli ultimi tre anni un “rifugio” c’è stato, poi più nulla. La coppia ha lanciato un appello, attraverso Cagliari Online, “viviamo in auto al gelo, ci nascondiamo nelle strade per fare i nostri bisogni”. L’uomo ha anche lasciato il suo numero di telefono (+39.348.3639911) “ma ho solo ricevuto telefonate di scherzi. Eppure sono pronto a fare qualunque tipo di lavoro. C’è anche chi passa in via San Lorenzo, ci vede mentre stiamo o uscendo o entrando nell’auto e ci prende in giro”, dice Locci. E, con il freddo sempre più pungente, arrivano anche le emergenze: “Mia moglie, mercoledì notte, è stata molto male, l’ho dovuta portare alle cinque di notte a casa della sorella”. I parenti di Angelo e Graziella, per vari motivi, “non possono ospitarci. Abbiamo parlato con le assistenti sociali, attendendo molte ore prima di essere ricevuti. L’unica proposta che ci hanno fatto è stata quella di un contributo di 300 euro al mese, soldi che il Comune dovrebbe dare direttamente a un ipotetico padrone di casa. Ma nessuno ci affitta nemmeno un buco, perché non abbiamo un contratto. Mia moglie non può più andare a fare le pulizie a Cagliari, stiamo perdendo anche i cinquecento euro che ci entravano in tasca ogni mese. Siamo esseri umani, non bestie. È mai possibile vivere così, in Sardegna, nel 2018?”.

Fonte: Casteddu on Line









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