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Parcheggio a Ezzi Mannu Stintino manda le ruspe - Cronaca

Parcheggio a Ezzi Mannu Stintino manda le ruspe - Cronaca
SASSARI. Quelle trincee nel terreno utilizzato come parcheggio a pagamento a pochi metri dalla spiaggia di Ezzi Mannu rappresentano un pericolo in caso di incendi o altre emergenze. Continua l’offensiva da parte del sindaco di Stintino, Antonio Diana, contro la Sismo srl proprietaria della vasta fascia sul mare sul quale sono stati realizzati i solchi sotto accusa. Il 3 agosto scorso il primo cittadino del borgo marinaro, recepite le note dei vigili del fuoco, della prefettura e de aveva ordinato a Roberto Fresu, amministratore unico della società, presidente del Latte Dolce Calcio e proprietario del ristorante Bandiera Gialla, di ripristinare lo stato dei luoghi entro 48 ore dalla notifica del provvedimento. Ma quell’ordine non è stato eseguito e nei prossimi giorni sarà il Comune a provvedere a colmare le trincee affidando il lavoro a un’impresa. Però il conto sarà presentato alla Sismo.Ogni estate, dal 2010 il parcheggio a Ezzi Mannu torna alla ribalta delle cronache. E si scatena la guerra con Comune e ambientalisti del Wwf che sulla vicenda hanno presentato esposti. L’amministrazione comunale stintinese l’anno scorso aveva abbattuto con le ruspe le recinzioni dell’ampia area di sosta, sempre per motivi di sicurezza, dopo un contenzioso che aveva visto la società soccombere davanti al Tribunale amministrativo regionale al quale la Sismo aveva presentato ricorso contro i provvedimenti del Comune.Ma eliminate le reti metalliche, al loro posto sono spuntati i solchi. Il 2 agosto scorso la polizia municipale stintinese ha eseguito un sopralluogo scoprendo che gli scavi, di circa un metro di larghezza e che si estendono per quasi due chilometri, «impediscono il transito veicolare», è scritto nel rapporto dei vigili urbani, costringendo auto, moto e camper che si muovono all’interno del parcheggio «all’ingresso e all’uscita unicamente tramite i due varchi realizzati all’estremità della proprietà». Per i vigili questa situazione costituisce un «grave impedimento al deflusso dei veicoli nell’eventualità di evacuazione dal posto in caso di incendi o altre necessità». Non solo. Durante il sopralluogo si è potuto appurare che «dove in precedenza era situato l’ingresso è stato apposto un impedimento mediante una pedana in legno con massi». Una sorta di ponte levatoio, di feudataria memoria. Ora però, comincia il conto alla rovescia per il nuovo arrivo delle ruspe. Ma intanto metà estate se n’è già andata.

vedi su La Nuova Sardegna









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