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La rabbia di una mamma sarda: “Vacanze da incubo per me e mia figlia disabile a Quartu, impossibile raggiungere la spiaggia”

La rabbia di una mamma sarda: “Vacanze da incubo per me e mia figlia disabile a Quartu, impossibile raggiungere la spiaggia”

Racconta di aver dovuto pagare “570 euro” per poter avere il mare a un tiro di schioppo per sei giorni in pieno agosto. Doveva essere una vacanza all’insegna del relax per lei e per sua figlia disabile, ma così – almeno, stando al suo racconto – non è stato. Anna Lucia Tuveri, 57enne di Gonnostramatza, è arrabbiata: il periodo di break dalla routine quotidiana è andato in parte a farsi benedire, soprattutto per sua figlia di 36 anni, disabile costretta a spostarsi sulla sedia a rotelle: “Ho affittato una casa per una settimana a pochissimi metri da una delle tante spiagge di Quartu. Il proprietario dell’appartamento mi aveva garantito che l’accesso al mare era a misura di disabili, ma ha detto una bugià, e le vacanze di mia figlia, affetta da una tetraparesi spastica, sono state rovinate”.

Non solo quelle: “Le ruote della carrozzina di mia figlia si sono distrutte, per portarla sino alla spiaggia c’era un’unico percorso, tutto fatto in pietra e con un dislivello finale. Le mattine ho provato a farmi aiutare da altri bagnanti, tutti molto disponibili, ma i danni ci sono comunque. Io e mia figlia ci sentiamo gravemente prese in giro, non solo perchè chi possiede la casa che ci ha affittato ci ha detto una cosa non vera, ma anche perchè è decisamente vergognoso che esistano, nel 2018, spiagge della Sardegna non raggiungibili autonomamente da un disabile”.

 

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