Casa Manno per il contemporaneo propone l´inaugurazione della mostra patrocinata dalla Società Dante Alighieri-Comitato di Alghero, curata da Mariolina Cosseddu, in programma domenica 12 agosto, con inizio alle 19, nella sala Multimediale. L´allestimento sarà visitabile fino a domenica 26 agosto, con ingresso gratuito

Antonio Bardino a Casa Manno

ALGHERO - Casa Manno per il contemporaneo propone l'inaugurazione della mostra “Il posto delle foglie”, di Antonio Bardino. L'evento, patrocinato dalla Società Dante Alighieri-Comitato di Alghero, curata da Mariolina Cosseddu, in programma domenica 12 agosto, con inizio alle 19, nella sala Multimediale. L'allestimento sarà visitabile fino a domenica 26 agosto, con ingresso gratuito.

«Una mostra come un giardino dismesso, uno spazio come aiuole abbandonate, le stanze del museo come i margini dimenticati di strade secondarie non più attraversate dalla presenza umana: è la scommessa (e la sfida) di Antonio Bardino a spingere lo sguardo (il nostro) dove non vorremmo – spiega la professoressa Cosseddu - spiazzati da una natura che si riprende il proprio posto, la propria vitalità. Simulacri di una condizione silenziosa, appartata, defilata dal clamore del mondo, i fogliami schivi e incerti, in transito verso luoghi ignoti, conquistano la propria autonomia e si espandono sulla tela in un proliferare organico e necessario. In questo personale diario visivo Bardino dichiara la propria poetica con una scelta concettuale e linguistica coraggiosa, non facile e non immediatamente leggibile nella ricchezza esornativa di questi giardini senza giardinieri, di queste “malas erbas” che, a dispetto di tutto, reclamano se stesse».

Il 48enne Bardino vive e lavora ad Udine. Terminati gli studi in decorazione all’Accademia di Belle arti di Sassari, si specializza in mosaico e si dedica alla sperimentazione di nuove tecnologie grafiche. La ricerca pittorica, dalle prime sperimentazioni che spaziavano dalla street-art alla bad painting, si sposta, in un secondo momento, sull’indagine degli interni contemporanei: li svuota dalla presenza umana, li tira a lucido e li analizza in modo clinico, utilizzando una pittura densa che si sostituisce al mezzo fotografico. I lavori recenti riprendono paesaggi laterali e vedute evocative, dove la natura sembra volersi riappropriare degli spazi precedentemente negati.

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