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Stretta su case mobili, ira dei camping

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Camping sardi penalizzati dal Consiglio regionale. È l'accusa lanciata dall'organizzazione Faita Sardegna Federcamping in una lettera pubblicata oggi sui principali quotidiani sardi. Toni ironici che nascondono molta delusione. Pomo della discordia le case mobili e la recente norma che riduce la percentuale di utilizzo.

"Ci fa veramente piacere constatare come alcuni nostri amministratori - si legge nel documento indirizzato ai consiglieri regionali e ai cittadini sardi - non vogliono consentire in Sardegna quanto viene normalmente concesso da tempo nelle altre regioni italiane, ovvero il diritto di adeguarsi alle richieste del mercato turistico e di garantire nell'isola le opportunità di avere e offrire ospitalità con alloggi propri dei gestori come possibile nel resto d'Italia ed Europa".

In particolare la lettera fa riferimento a una norma, passata con un emendamento che - scrive l'associazione - modifica la capacità ricettiva dei campeggi villaggi rispetto a quella complessiva della struttura riducendone sensibilmente la percentuale di utilizzo di manufatti non vincolati al suolo portandola dal 35% al 25%. Ovviamente - spiegano i gestori - ciò comporta per le strutture sarde una perdita di competitività in un periodo in cui il turismo attivo all'aria aperta e in crescita in tutta Europa e aumentare i turisti che viaggiano senza mezzi propri".

Faita sottolinea quanto i camping siano utili all'economia sarda evidenziando che "ogni euro speso in campeggio significa un ritorno per il territorio di 2,5 euro". E gli imprenditori promettono battaglia: queste cose - annunciano - ve le ricorderemo ancora.   

Fonte: Ansa









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