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L’addio a Fabrizio, il prete: non perderete il suo amore - Cronaca

L’addio a Fabrizio, il prete: non perderete il suo amore - Cronaca
SASSARI. «Sentimenti aggrovigliati». Dice bene don Antonio Casu mentre guarda negli occhi i genitori di Fabrizio, il fratello, la sorella, la fidanzata Laura. «C’è di tutto ora nelle vostre anime. Ma Dio capisce, Dio sa...». Sa quanto grande e insopportabile può essere il dolore di una famiglia che perde un proprio caro, giovane e brillante. E sa che in certi momenti le parole non bastano a dare conforto. Che Fabrizio Viaggi – il 29enne morto lunedì sera in un incidente in moto sulla Putifigari-Villanova Monteleone – fosse un ragazzo amato e stimato lo si era intuito dalle tantissime parole di affetto e cordoglio che si sono diffuse sui social dopo l’incidente. E lo si era capito anche dai ricordi dei suoi amici più cari, sconvolti dalla notizia. Ma ieri chi ha partecipato ai funerali nella chiesa di Sant’Orsola ha avuto la percezione fisica della sofferenza e del vuoto che la morte di Fabrizio ha lasciato in chi lo conosceva.«Sono un sacerdote – ha detto don Casu all’inizio dell’omelia – e come tale dovrei farmi voce di Dio. Ma oggi voglio essere la voce di Fabrizio perché lui ora conosce la verità, quella che noi non possiamo conoscere se non attraverso la fede». Si rivolge al padre e alla madre seduti sul primo banco della bella chiesa di Sant’Orsola: «Oggi Fabrizio vi dice che risorgerà, a Laura dice che il suo amore non lo perderà. A tutti voi dirà che potrete volergli bene anche se non lo vedrete, se non lo toccherete e non gli parlerete più. Perché certe radici, quelle che lui ha ben salde dentro voi tutti, non le può recidere nemmeno la morte».Un’omelia toccante accompagnata dal sottofondo musicale delle corali Vocale Nova Euphonia e corale studentesca Città di Sassari dirette dal maestro Vincenzo Cossu. Voci delicate e note che scaldavano il cuore mentre nei volti delle tantissime persone scendevano fiumi di lacrime.Laura, la fidanzata che Fabrizio avrebbe voluto diventasse sua moglie il prossimo anno, è entrata in chiesa sorretta dai suoi cari, gli occhi segnati da una perdita troppo dolorosa per essere compresa e superata. Il suo «angelo» volato via troppo presto, proprio quando insieme progettavano un futuro, sognavano di mettere su una famiglia. Volevano solo essere felici, a trent’anni è un diritto esserlo, si smette di vivere come ragazzini e si prova a costruire qualcosa di concreto. Lui, un lavoro da assicuratore, lei barista. Una coppia simbiotica, che aveva molti punti in comune, tra cui la passione per la palestra, il crossfit, l’allenamento in generale. Ieri don Casu, ricordando le tante doti di Fabrizio, ha citato anche il suo amore per i cavalli. Era un campione di equitazione, passione trasmessagli dal padre Mauro che ha un allevamento di cavalli. Lui era un bravo fantino, e spesso si dedicava a questa disciplina nel tempo libero. Poi era arrivata la moto, i giri con la solita comitiva, la voglia di respirare un po’ di libertà tra i tornanti del Sassarese. Come aveva fatto lunedì sera, quando insieme a due amici aveva deciso di salire in sella alla Ducati 900... poi il terribile impatto con quel camion. Ed è finito tutto, in pochi attimi.

vedi su La Nuova Sardegna









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