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“Cagliari città ricca di storia, sono qui per mettere soldi da parte e voglio lavorare nell’Unicef”

“Cagliari città ricca di storia, sono qui per mettere soldi da parte e voglio lavorare nell’Unicef”

di Paolo Rapeanu

Ventotto anni, nato in Nigeria, da due circa è in Italia e a Cagliari. Steve Ehiz Umebeata è uno dei giovani stranieri che partecipa al progetto Migrantour, tra arte e culture che si incontrano: “Ho già partecipato a una serie di incontri sulle differenze culturali, mi sono dovuto assentare per un certo periodo ma sto continuando a seguire il progetto. Ho già visitato la Marina e Castello, il Ghetto degli ebrei è molto bello e sono impressionato dalla storia di Cagliari, soprattutto dalla successione delle dominazioni, prima quella spagnola poi quella piemontese”, spiega Steve, “noto somiglianze con la storia della mia terra”.
Si definisce “il classico africano che si è reso conto di cosa ha attraversato il mio paese nel passato. Sto mettendo soldi da parte per dare una mano lì, ma il mio sogno è combattere per l’umanità, magari con la Croce Rossa o l’Unicef. Ci sono molti problemi sociali da ogni parte”, osserva il ventottenne nigeriano, “voglio risolverli impegnandomi al massimo”.

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