Turismo, troppi furbetti e la Sardegna diventa carissima - Cronaca
SASSARI. Difficile pensare a mega piani di promozione turistica se si inciampa su un chilo di pane o sul costo di una bottiglietta di Coca cola. C’è un’altra isola, lontana dalle strategie di marketing, dalle paginate di pubblicità acquistate sui quotidiani che mostrano la bellezza di Cala Goloritzè come sicura esca catturaturisti. È la Sardegna dei furbetti, non sempre sardi, che nel turista vedono uno sprovveduto spendaccione, pronto a regalare i suoi euro. E pazienza se quel visitatore non verrà più nell’isola.B_WEBIl campionario dei trappoloni delle vacanze è infinito. Dai prezzi dei parcheggi a quelli del noleggio di lettini e ombrelloni. A raffinatissimi meccanismi di tariffario identitario. Può capitare che per residenti e turisti si facciano prezzi differenti. Una sorta di continuità territoriale del pranzo o della colazione che si applica solo a chi vive nell’isola. Lo stesso cornetto può avere un costo differente.E se il martellamento diventa costante il danno di immagine per la Sardegna da vendere diventa devastante. E a pagare sono anche gli onesti, chi non vive come una cavalletta nel fragile tessuto economico dell’isola. Il commercio diventa sempre più mordi e fuggi. Attività che esistono solo per tre mesi all’anno, anche meno, che non si preoccupano di prezzi onesti o di curare la propria clientela. L’obiettivo è incassare quanto più possibile nel breve tempo di una stagione sempre più cortissima.Il risultato non è immediato, ma arriva nel tempo. È fatto da chi decide più di non tornare in un’isola costosissima da raggiungere e sempre più cara da vivere. Non tutti i turisti posso permettersi una vacanza a 5 stelle, e in particolare quando la qualità non è proprio stellare. E non tutta la Sardegna può avere i prezzi della Costa Smeralda, perché non ne ha i servizi e la qualità.Perché al di là del prezzo esagerato dei traghetti il turista che mette piede nell’isola deve fare un continuo slalom tra i trappoloni del mercato. I furbetti vanificano il lavoro della Regione e dei tanti professionisti che faticano per mantenere i prezzi in linea con la concorrenza delle altre mete internazionali.

vedi su La Nuova Sardegna








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