LAVORO, Tiscali vende frequenze del 5G a Fastweb: appello per la tutela dei lavoratori

LAVORO, Tiscali vende frequenze del 5G a Fastweb: appello per la tutela dei lavoratori Ieri, l’accordo commerciale da 150 milioni di euro tra Tiscali e Fastweb per la cessione della piena proprietà dello spettro in banda 3,5 Ghz, che consentirà l’accesso a lungo termine allo spettro per il 5G, con il quale l’azienda svizzera punta a diventare il primo operatore convergente, aggiungendo al vantaggio sulla fibra anche quello sul mobile, grazie alla migliore tecnologia disponibile”, come ha sottolineato Alberto Calcagno, amministratore delegato di Fastweb, 

L’azienda sarda, fondata da Renato Soru, ora unico azionista sardo della società divenuta russa, sotto la guida dell’Ad Alex Kossutta, che già nel 2016 aveva venduto a Fastweb il ramo d’azienda Tiscali Businessha ceduto anche il ramo d’azienda “Fixed wireless access”, che comprende 836 torri e circa 34 lavoratori, di cui la maggior parte a Perugia ed una decina a Cagliari.

“Questa operazione rischia di essere devastante per il futuro delle 650 famiglie sarde di Tiscali – ha spiega Tonino Ortega, segretario generale della UilCom Sardegna – Siamo molto perplessi anche perché manca un piano industriale che delinei la strategia di Tiscali per garantire l’occupazione futura dei suoi dipendenti. Vorremmo sapere inoltre come verranno utilizzati i circa 150 milioni di contropartita di questa operazione. Serviranno per garantire un futuro all’azienda sarda oppure solo per appianare i forti debiti che come è noto ammontano, tra banche e fornitori, ad oltre 300 milioni di euro?”.

I dubbi del sindacato nascono anche per l’atteggiamento, considerato “aggressivo”, di Fastweb in Sardegna: “Dopo la cessione della gara Spc nel 2016 – ha aggiunto Ortegacon l’acquisizione delle frequenze 5G Fastweb continua per la seconda volta a spolpare dal punto di vista industriale l’azienda più importante della Sardegna nel settore Telco: si prendono senza scrupoli le infrastrutture e il core business ma non si tiene minimamente conto del futuro dei lavoratori in una regione caratterizzata da un altissimo tasso di disoccupazione”.

La UilCom Sardegna si rivolge al ministro allo Sviluppo economicoLuigi Di Maio, alla Regione Sardegna e alle segreterie confederali nazionali per evitare che “questa operazione commerciale rappresenti la fine del sogno partito nel 1998 con la creazione di Tiscali”. L’acquisizione sarà perfezionata il prossimo novembre: il tempo per garantire l’occupazione dei lavoratori di Tiscali c’è. (red)

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia






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