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La Rete metropolitana nord Sardegna vista da Cagliari

Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l´assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci si sono recati a Sassari per condividere il progetto di sviluppo da 70milioni di euro con sindaci, sindacati ed imprese

La Rete metropolitana nord Sardegna vista da Cagliari

SASSARI - È il momento della condivisione con le parti economiche e sociali per il progetto di sviluppo della Rete metropolitana del nord Sardegna da 70milioni di euro, il più rilevante per estensione della zona interessata e per numero di abitanti all’interno della programmazione territoriale. Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l’assessore regionale della Programmazione Raffaele Paci hanno partecipato oggi (lunedì) all’incontro convocato dal sindaco Nicola Sanna con tutte le amministrazioni interessate (oltre a Sassari, anche Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Sennori, Sorso, Stintino e Valledoria), otto Comuni per un totale di 228mila abitanti, e con le parti economiche e sociali per illustrare la manifestazione d’interesse presentata alla Regione e ritenuta ammissibile ad agosto 2017. Al giudizio di coerenza da parte della Cabina di regia della programmazione unitaria a settembre, sono seguiti l’avvio della fase negoziale ad ottobre ed altri cinque incontri tecnici. All’incontro odierno, erano presenti gli assessori regionali dell’Industria Maria Grazia Piras e della Difesa dell’ambiente Donatella Spano.

«Quando abbiamo portato a casa la legge sugli Enti locali abbiamo voluto con forza che la Rete metropolitana del nord Sardegna si chiamasse esattamente così - ha detto Pigliaru nel suo intervento - perché è la definizione che riassume perfettamente la visione che abbiamo di questo territorio. Città medie, ognuna forte di caratteristiche proprie, di una specializzazione importante che ne disegna ruolo e potenzialità: chi ha il porto, chi l’aeroporto e il turismo, chi un’archeologia importante e chi, come Sassari, l’Università e i servizi che sono propri di un centro più grande. Metterle insieme secondo un concetto di rete, moderno e sfidante, significa fare territorio, formare un totale che ha un valore molto maggiore della somma delle parti. E siccome parliamo di una parte di Sardegna che ha tante ricchezze, non è poi così difficile riempire di contenuti condivisi lo schema che abbiamo disegnato. Realizzando i progetti giusti allora possiamo davvero, per esempio, rendere realtà la rete museale del nord ovest, far camminare insieme agricoltura e tecnologie, decidere quali infrastrutture sono quelle cruciali per uno sviluppo comune. I tasselli li abbiamo messi in fila -, ha concluso il governatore dell'Isola - ora lavoriamo per collegarli».

Il progetto ha come obiettivo una “Rete metropolitana intelligente” che, pensandosi e organizzandosi come una grande città unitaria, punta a ridisegnare il nord ovest della Sardegna mettendo a sistema le politiche, i progetti e le iniziative, favorendo innovazione sociale e sviluppo competitivo. Cultura ed ambiente, ricerca e sviluppo, qualità della vita, mobilità sostenibile, competitività delle imprese ed innovazione i pilastri su cui si fonda il progetto di sviluppo, articolato in cinque ambiti di interventi specifici ed undici azioni prioritarie. 70 i milioni disponibili, di cui almeno 10 devono essere destinati ai bandi per gli investimenti delle imprese e 4 alle zone umide, che si aggiungono ai 15 già stanziati con gli Investimenti territoriali integrati per la riqualificazione urbana e sociale. «Questo è un bel progetto, per noi è quello che ha la maggiore rilevanza perché coinvolge quasi 230mila sardi, ma anche perché arriva da un territorio a cui la legge 2 conferisce un preciso status giuridico, quello di Rete metropolitana, che impone interventi specifici, progetti mirati e risorse equilibrate - ha spiegato Paci - Oggi è stato presentato ai sindacati e alle imprese un progetto che valorizza le risorse del territorio, dalle ricchezze storiche a quelle ambientali, culturali e turistiche. Un progetto che vede otto amministrazioni lavorare in una sola direzione, per creare sviluppo economico. E che riserva una congrua parte di risorse per gli investimenti delle imprese locali: questo è assolutamente fondamentale, saranno individuati i settori di intervento che il territorio richiede e che sono funzionali alle traiettorie di sviluppo individuate. Stiamo facendo un grande lavoro. Tutti insieme, Regione e amministrazioni locali, in un’ottica unitaria e condivisa che è il valore più importante di questa felice esperienza di programmazione territoriale».

Il territorio è attualmente impegnato nella predisposizione delle schede intervento, ad oggi ne sono state consegnate oltre settanta e sono attualmente in fase di verifica preliminare da parte del Centro regionale di programmazione che deve individuare eventuali criticità, integrazioni o modifiche prima della condivisione nel Tavolo tecnico interassessoriale. Prossimi step sono la verifica delle schede da parte delle direzioni generali degli Assessorati competenti, un incontro interassessoriale con i referenti del territorio, il completamento della documentazione di progetto, il tavolo di chiusura del percorso di co-progettazione, l’approvazione della Cabina di regia e della Giunta regionale e, infine, la sottoscrizione dell’accordo di programma. Avviata dalla Giunta a metà 2015, la programmazione territoriale della Regione mette in campo oltre 350milioni di euro. Sono nove i progetti già chiusi e finanziati per un totale di 130milioni di euro con quattordici Unioni e 110 Comuni coinvolti. Altri undici progetti sono avviati o in fase di co-progettazione (sedici Unioni e 139 Comuni coinvolti), cinque in fase di avvio (cinque Unioni e 35 Comuni coinvolti). Complessivamente parliamo di ventiquattro progetti con trentacinque Unioni, 284 Comuni e 950mila cittadini coinvolti, cioè il 90percento dei 293 Comuni sardi che hanno i requisiti per partecipare alla programmazione territoriale. Oltre il 70percento degli interventi vede già realizzate le gare di progettazione esecutiva. In Alta Gallura e Parte Montis alcuni interventi sono stati già appaltati ed aggiudicati i lavori. I progetti, per mantenere i finanziamenti, devono essere realizzati in trentasei mesi.

Nella foto: un momento dell'incontro

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