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La madre si arrende: il figlio torna in Francia col padre - Cronaca

La madre si arrende: il figlio torna in Francia col padre - Cronaca
SASSARI. Nei corridoi di uno studio legale di Sassari un bambino di due anni corre sereno senza rendersi conto, fortunatamente, di quello che sta succedendo. Su una sedia c'è una borsa con dentro un biberon e qualche maglietta, nulla di più. Di molto più grande c'è tutt'intorno il dolore trattenuto, soffocato, di una madre che a un certo punto - dopo tante battaglie - decide spontaneamente di fare ciò che un tribunale le aveva ordinato di fare: consegnare suo figlio al padre. Un figlio che lei, non rispettando la sentenza dei giudici francesi, aveva portato in Sardegna da un giorno all'altro. Era fuggita dalla Francia e dall'ex compagno che - a suo dire - la maltrattava. A tal punto da farle prendere la decisione di preparare la valigia nel cuore della notte per partire e tornare dalla sua famiglia, a Ossi. Contravvenendo in questo modo a una sentenza che - in seguito alla separazione dal compagno - aveva stabilito che il bambino potesse andare ad abitare con la propria mamma a patto che lei non lasciasse il Paese. Tre giorni fa la "consegna" del piccolo al padre è avvenuta alla presenza degli avvocati di entrambe le parti. I loro studi, manco a farlo apposta, si trovano nello stesso palazzo. «Con dignità abbiamo deciso di fare ciò che andava fatto evitando in questo modo possibili conseguenze penali più gravi» ha commentato l'avvocato Antonio Secci che assiste la mamma del piccolo, un'infermiera di 29 anni. «Lei ha affrontato tutto "in silenzio", anche perché il momento esatto in cui ha dato il bambino al padre è stato abbastanza eloquente di suo». La donna si era trasferita in Francia con il compagno (fisioterapista) conosciuto all'Università di Sassari e dopo qualche anno di fidanzamento avevano deciso di avere un figlio. Subito dopo erano emerse le prime incompatibilità caratteriali - o forse era semplicemente finito l'amore - e i due si erano separati. Il tribunale della famiglia di Nimes aveva disposto l'affidamento condiviso del piccolo dando la possibilità alla mamma di portarlo a vivere con lei. Ma vietandole, allo stesso tempo, di lasciare la Francia. Disposizione che la donna non aveva però rispettato. Per questo era finita davanti ai giudici. Di Sassari stavolta. Al tribunale per i minorenni si era rivolto infatti con un provvedimento di urgenza il padre del piccolo e i giudici avevano deciso che il bambino dovesse tornare immediatamente in Francia. Una storia che ha sempre diviso l'opinione pubblica. Perché le ragioni di una madre, in storie simili, sembrano sempre prevalere ma in realtà dall'altra parte c'è il sacrosanto diritto di un padre di stare con il proprio figlio. Un padre che, tra l'altro, ha sempre respinto con forza le accuse che l'ex compagna gli aveva rivolto. E che forse nemmeno si aspettava un epilogo del genere. «Considerato che il tribunale per i minorenni di Sassari ha reiteratamente rigettato perché infondate in fatto e in diritto tutte le istanze e le difese della madre - il commento degli avvocati Giuseppe Onorato e Maria Paola Cabitza che tutelano il fisioterapista - lei si è evidentemente vista costretta, pur nell'immobilità della Procura, a prendere atto della situazione e, invece che tornare col bambino in Francia come le aveva dato la possibilità di fare il Tribunale, ha inaspettatamente riaffidato il bambino al padre preferendo, lei, rimanere in Italia con i suoi genitori ma lontano da suo figlio. Il piccolo quando ha visto il padre gli è andato incontro e gli è saltato al collo». Ma questa donna di 29 anni appare tutt'altro che rassegnata: «Una battaglia italiana che si è conclusa con dolore ma avrò le forze per riavere il mio bambino. Lui ha diritto di stare con la sua mamma e le mie speranze non sono certo finite».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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