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DOCTOR HOUSE, Volare oh oh: l’uso euforico dell’elisoccorso

DOCTOR HOUSE, Volare oh oh: l’uso euforico dell’elisoccorso

DOCTOR HOUSE, Volare oh oh: l’uso euforico dell’elisoccorso“Intervento disperato dell’elisoccorso: salvato un paziente con unghia incarnita, trasportato con urgenza dal Poetto al Pronto soccorso dell’Ospedale Marino”. Tranquilli, è la più clamorosa delle fake news.

E la realtà? Dando uno sguardo alle tipologie degli interventi, e soprattutto a leggere la dovizia di particolari illustrati nei quotidiani isolani, si resta stupefatti, se non proprio indignati. Premesso che il trasporto di pazienti gravi, sia con l’ambulanza che a volte con l’elicottero, è sempre stato garantito, dal 1° luglio, pur di farlo volare, si utilizza l’elisoccorso per tanti casi (stranamente sembrano prevalere i pazienti classificati col “codice giallo”) nei quali è indicata una valutazione in ambiente ospedaliero, ma la patologia non è tanto grave da richiedere l’uso dell’elicottero per una contrazione dei tempi di arrivo al presidio o allo stabilimento ospedaliero.

Oltre alla ‘non necessità’, si sta creando un ingorgo in tutti i pronto soccorso con un ulteriore disagio per i tanti pazienti (la maggior parte con “codice giallo”), che, magari, attendono sofferenti, da ore, una visita. E’ una questione di serietà professionale e di rispetto del prossimo: l’arrivo di un elicottero fa supporre che il paziente trasportato sia in gravi condizioni e, fino a venti giorni fa, lo era. Tutti capivano la situazione e si armavano di un’ulteriore dose di pazienza. Invece, venendo a sapere che l’elisoccorso trasporta (finora è capitato spesso) anche pazienti nelle loro medesime condizioni, la comprensione e la pazienza dei cittadini vanno a farsi benedire e, magari, la volta successiva, ognuno si sentirà in diritto di essere trasferito in elicottero.

Sembra paradossale, ma si sono verificati casi in cui si è preferito utilizzare l’elicottero quando l’ambulanza sarebbe arrivata prima al Pronto soccorso. In altri casi, è arrivata sul posto immediatamente un’ambulanza, ma si è voluto attendere, oltre mezzora, l’arrivo del mezzo volante. Morale della favola: il paziente, fortunatamente in “codice giallo”, e quindi non in imminente pericolo di vita, è giunto al Pronto soccorso del San Francesco di Nuoro dopo oltre un’ora e mezza dall’incidente, quando in ambulanza avrebbe impiegato venti/trenta minuti. E’ proprio necessario utilizzare l’elicottero per l’assistenza a pazienti non gravi, se le distanze per giungere al Pronto soccorso sono molto brevi (come è accaduto in due casi ad Assemini e Pula)?

Si resta allibiti pensando che, fino a poco tempo fa, l’assistenza per questo tipo di pazienti veniva garantita, egregiamente, dalle centrali 118 mediante un servizio di ambulanze coi volontari, lasciando libere le ‘Medicalizzate’ per i casi gravi. C’è da sperare che, dopo l’euforia caotica ed esasperata di inizio attività, il servizio dell’elisoccorso sia utilizzato, quasi esclusivamente,  per le gravi necessità: dalle urgenze/emergenze al trasporto di equipe chirurgiche con organi salvavita da trapiantare (cuore e fegato), ovvero che non vengano distolti mezzi in modo inappropriato, rischiando di non avere a disposizione un mezzo per un paziente veramente molto grave,  situato in zona impervia e per il quale il fattore tempo può essere determinante.

Doctor House

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia









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