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Cagliari, il video-rabbia del barista sardo: “Per me non c’è posto in piazza Yenne, ma guardate le bancarelle abusive…”

Cagliari, il video-rabbia del barista sardo: “Per me non c’è posto in piazza Yenne, ma guardate le bancarelle abusive…”

di Jacopo Norfo

Andrea Zucca, giovane e coraggioso imprenditore cagliaritano, indica quel cartello in piazza Yenne: “Razzista, omofobo”. Poi ci riflette, incassa la multa del Comune per quei tavolini e lo spazio non concesso nel cuore del centro storico cagliaritano. “Non siamo noi i furbetti, siamo semplicemente disperati. In un mese e mezzo ho subito sette controlli. Scrivetelo, siamo gli esercenti cagliaritani disperati”. E in quel video si sfoga: Andrea mostra uno dopo l’altro le bancarelle sicuramente abusive di venditori stranieri che stanno lì, proprio accanto a uno dei bar più frequentati e stimati dalla movida dei ragazzi cagliaritani. C’è una certezza. La scure della Polizia Municipale ha colpito lui e altri baristi di Cagliari, inizia la guerra ai tavolini non concessi secondo le giuste regole.
Ma c’è anche una coincidenza: i residenti di piazza Yenne, quelli del comitato anti rumore, hanno piazzato un cartello di protesta, con la scritta “omofobo e razzista”, rivolta proprio all’imprenditore e al suo bar. E pochi giorni dopo la pioggia di controlli seguita dalla sanzione. Andrea Zucca non ci sta: “Per me non c’è posto, ma per le bancarelle abusive che vendono prodotti contraffatti evidentemente il posto c’è, evidentemente non creano ingorgo. Non mi hanno dato lo spazio, nonostante una regolare richiesta: mi hanno detto che creo ingorgo. Ma la bancarelle molto più grandi sono evidentemente tollerate, eccole. Non siamo furbi, siamo veramente disperati”. Andrea Zucca si sente penalizzato: “Sette metri quadri di tavolini sono troppi, mi hanno detto che si forma un imbuto. E il furbetto sarei io, o i commercianti come me? C’è chi occupa decine di metri quadri di tavolini, ma non è certamente il mio caso”. Nei mesi scorsi la Polizia Municipale ha effettuato diversi controlli e multe anche a venditori stranieri che nella zona di via Roma esponevano prodotti contraffatti. Ma in questo caso va in scena la guerra tra i commercianti e i residenti di Marina e Stampace, che non riescono a prendere sonno per la movida troppo “fracassona”. L’impressione è che la polemica dell’estate 2018 sia appena alle battute iniziali.

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