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Calcinacci sfiorano un passeggino - Cronaca

Calcinacci sfiorano un passeggino - Cronaca
SASSARI. Una tragedia sfiorata per una decina di centimetri, ma annunciata da circa quindici anni. Solo per miracolo qualche giorno fa un pezzo di cornicione - grosso quanto un panino - non ha centrato in pieno il passeggino con un bambina di appena 13 mesi che stava passando in compagnia della mamma, una commerciante che lavora a pochi metri dal luogo della mancata disgrazia, in via Capo D’Oro in pieno centro storico, a pochi passi da piazza Università. Dopo il grosso spavento la mamma della bambina e gli altri commercianti di via Capo D’Oro hanno tirato un sospiro di sollievo e fatto l’ennesima segnalazione al Comune e ai vigili del fuoco. L’ennesima, perché la vecchia palazzina di tuffo che si sta sgretolando sulla strada che collega largo Sisini a via Università, è già stata segnalata al Comune decine di volte negli ultimi anni. Sul posto, dopo un primo intervento dei vigili del fuoco, lunedì mattina sono arrivati gli agenti della polizia locale e in attesa che il proprietario dell’immobile provveda alla ristrutturazione della facciata, hanno sistemato delle transenne. «Siamo ancora scossi per quello che è accaduto» racconta Valentina Carta, mamma della bimba sfiorata dal cornicione e titolare con la madre Adelaide Sassu di un piccolo market di quartiere, davanti al vecchio rudere abitato da anni da una colonia di piccioni e quintali di muffa«Grazie a Dio mia figlia non si è fatta niente, ma la pericolosità di questo edificio è sotto gli occhi di tutti - spiega la commerciante - sono anni che segnaliamo lo stato di abbandono e pericolo del palazzo, ma oggi l’unica risposta dell’amministrazione è stata transennare. In questo modo - aggiunge la commerciante - saremo costretti a chiudere o a cercare un altro locale. Questa zona ha già mille problemi di spopolamento - aggiunge la donna - e non più di due mesi fa mia madre è stata minacciata con un coltello dentro il negozio, perché in molte ore della giornata qui non passa nessuno. Se in più ci ritroviamo con tre quarti di strada occupata dalle transenne - conclude - la nostra clientela sparirà in pochi giorni». Accanto al negozio di alimentari, nello spazio di una decina di metri si trovano altre tre attività commerciali. Tutti quelli che lavorano in questa via conoscono il nome del proprietario dello stabile che sta venendo giù a pezzi e tutti hanno lo stesso timore. «Abbiamo paura che le transenne rimarranno qui per anni - spiega Angelica Canalis dell’agenzia di viaggio - e che il proprietario della palazzina continui a ignorare l’ordinanza del Comune». Due anni fa il sindaco Nicola Sanna aveva infatti emesso un’ordinanza e avviato con la polizia locale un’attività capillare nel cuore cittadino per individuare i palazzi abbandonati e lasciati all’incuria, rintracciarne i proprietari e informarli sui loro obblighi: mettere immediatamente fine a situazioni indecorose e pericolose. «Qui è stata completamente ignorata - si lamenta Maurizio Dachena che in via Capo D’Oro ha una cartoleria - la prima segnalazione per la pericolosità di questo rudere la feci io nel 2003 e in 15 anni non è stato fatto niente». Dall’ottobre 2016 in realtà la polizia locale ha fatto un grande lavoro al centro storico, rintracciando i proprietari di centinaia di edifici fatiscenti e nell’arco di un anno oltre sessanta immobili sono stati completamente restaurati. «Il Comune intervenga anche qui - chiede Adelaide Sassu del omonimo market - prima che succeda qualcosa di brutto a chi passa qui sotto e prima che questo ennesimo disagio ci costringa tutti a tirare giù le serrande».

vedi su La Nuova Sardegna









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