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Il gruppo di Sassari Libera inizia la corsa elettorale - Cronaca

Il gruppo di Sassari Libera inizia la corsa elettorale - Cronaca
SASSARI. Sassari Libera cala le sue carte. E, a poco più di un anno dalla prima uscita pubblica, fa il punto su un percorso sempre più articolato e radicato, lanciando lo sprint per l’ultimo tratto di strada che porterà alle amministrative 2019.A fare gli onori di casa il presidente del progetto civico, l’avvocato Luigi Satta che rifiuta la (comunque probabile) corona di candidato sindaco: «Niente personalismi, niente forzature. Niente forze sprecate. E porte aperte per chiunque voglia, come noi, impegnarsi nell’immane impresa di rimettere in piedi questa città». Con lui al tavolo di una gremita Sala Angioy, il responsabile politico del progetto, Luciano Sanna, e i primi pezzi ufficiali della variegata galassia di civiche e partiti che da anni lavorano alla “rete”: l’ex assessore Vanni Lubino di Uniti per Sassari, Antonello Sanna della associazione di residenti ed esercenti del centro città Noi per Sassari, il coordinatore cittadino della Base Tore Ruggiu, e Giannetto Satta di Unidos. In platea la chiara rappresentazione di quanto Sassari Libera sia i cima ai taccuini di tutti i partiti del centrodestra cittadino, prudenti per le vicine Regionali, ma assolutamente aperti al dialogo con il gruppo di Satta. Ad ascoltarlo c’erano infatti, per citarne alcuni, la vicecoordinatrice della Lega Noemi Sanna, il segretario cittadino dei Riformatori, Michele Saba, la coordinatrice cittadina di Forza Italia Cecilia Cherchi, il consigliere comunale Giancarlo Carta, diversi esponenti di Fratelli d’Italia, ma anche l’ex presidente della Regione Italo Masala, e diversi rappresentanti dell’associazionismo, come Aldo Meloni della Casa della Fraterna Solidarietà, e tanti semplici cittadini.Tutti a sentire Satta e Sanna che declinavano i dieci punti dell’abbozzo di programma («delle linee da completare e colorare insieme per farle diventare un quadro»), articolati in trenta cose «da fare oggi, non domani». Cultura, bambini, solidarietà e verde, vivibilità e trasporti, spazio per lo sport e turismo, borgate e centro storico. «Un nuovo modo di fare politica, partendo dalla persona, dal valore dell’umanità, dal senso di appartenenza ad una comunità intera che deve essere una e indivisibile, moderna ed inclusiva: non vi è spazio per l’autoreferenzialità di chi abbia a cuore solo se stesso, non è più il tempo dei salvatori della Patria, è il tempo di costruire insieme una nuova città».Il dado è tratto, la corsa inizia. Col “progetto” che deve sciogliere subito i primi nodi, uno tra tutti: il rapporto con l’ex sindaco Nanni Campus, ieri assente. Che da “padre nobile” del progetto potrebbe diventarne uno dei principali avversari. (g.bua)

vedi su La Nuova Sardegna









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