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IMMIGRAZIONE, In tre mesi 5.6 milioni di euro destinati all’accoglienza: oltre 62% del bilancio della Prefettura di Cagliari

IMMIGRAZIONE, In tre mesi 5.6 milioni di euro destinati all’accoglienza: oltre 62% del bilancio della Prefettura di Cagliari

IMMIGRAZIONE, In tre mesi 5.6 milioni di euro destinati all’accoglienza: oltre 62% del bilancio della Prefettura di Cagliari

Nel recente dibattito sull’accoglienza degli immigrati i riflettori sono puntati soprattutto sul numero degli eventuali nuovi arrivi, sulla diminuzione rispetto agli anni passati e sulla conta delle vittime delle traversate nel Mediterraneo, che, al di là della strumentalizzazione politica, secondo i dati dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), nel 2018 è pari a meno della metà di quelle segnalate nello stesso periodo del 2017: 972 contro 2.172

A molti sfugge, alcuni fingono di dimenticare, che gli oltre 310mila arrivati in italia dal 2016 ad oggi continuano, in gran parte, ad essere a carico dello Stato, ed in minima parte sovvenzionati coi fondi europei. E’ impressionante il costo dell’accoglienza che incide sul bilancio nazionale. Cifre da capogiro, che permarranno ancora per chissà quanti altri anni, milioni di euro che hanno reso soddisfatto l’assessore regionale degli Affari generali, Filippo Spanu, fautore con la sua Giunta dell’obiettivo ‘accoglienza diffusa’, all’insegna del ‘più immigrati per tutti‘: “Il sistema dell’accoglienza sta dando importanti opportunità di lavoro ai sardi con almeno 1.200 persone (psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali ed amministrativi, nda) coinvolte nell’attività per gli migranti”. Tanto impegno per la gestione dell’attività sul fronte immigrazione, che la Giunta Pigliaru ha deciso di istituire presso l’Assessorato degli Affari generali una speciale unità di progetto”Ufficio di coordinamento regionale per l’accoglienza migranti”.

Per capirne le dimensioni della spesa, è sufficiente un’occhiata al bilancio trimestrale della Prefettura di Cagliari, nel cui territorio, secondo i dati forniti dalla Regione a fine marzo, sono ospitati circa 1.800 immigrati, su oltre 4.000 ancora presenti in Sardegna. Su una lista di pagamenti della Prefettura cagliaritana, nel trimestre aprile-giugno 2018, pari a poco più di 9 milioni di euro, quasi 5.6 milioni sono destinati all’accoglienza: oltre il 62% del totale. Poco meno di 5 milioni sono riservati al mantenimento dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria): spiccano i 360mila euro per la Caritas, gli oltre 500mila per “Diomira” onlus, che opera nel Sulcis-Iglesiente, i 147mila per la cooperativa “Albachiara” ed i 162mila per l’Ati delle due cooperative siciliane “Ippocrate” e “Azione sociale”, che gestiscono la struttura nella ex sede della Polizia penitenziaria di Monastir. Poi, ci sono 660mila euro dedicati ai minori stranieri non accompagnati (msna), ripartiti tra Comuni, Croce rossa italiana (oltre 53mila euro al Comitato provinciale di Cagliari), Caritas (28mila euro circa) ed onlus come la comunità “L’Aquilone” (oltre 60mila euro). Più di 30mila euro sono riservati al servizio di interpretariato ed oltre 13mila euro necessitano per i gettoni di presenza e le trasferte della Commissione per il diritto d’asilo, che esamina le richieste di protezione degli immigrati.

Le risorse in campo sono tante: europee (comunque anche italiane), ma soprattutto nazionali, ed in Sardegna anche regionali, grazie alle scelte della Giunta Pigliaru che nell’accoglienza degli immigrati si è buttata anima e corpo, perché, come ha ribadito l’assessore del LavoroVirginia Muraassessore regionale del Lavoro, che ha lanciato gli avvisi “Cumentzu” e “Diamante impresa”“grazie all’inclusione sociale delle fasce deboli, come gli immigrati, è possibile vivere in un paese civile”. In questo quadro, caratterizzato da milioni e milioni di euro disponibili ogni anno (si tratta solo dei costi ‘diretti’), una vorace  rete di associazioni e cooperative (che rappresentano un buon bacino di voti e tanti posti di lavoro) ha creato una redditizia attività, dimostrando una capacità di attrarre finanziamenti da far impallidire tanti imprenditori, che in altri settori, giorno dopo giorno, devono difendersi da un fisco vorace e dalla crisi del mercato. Un’economia effimera, assistita, a tempo determinato, che non produce ricchezza e sviluppo, creando inevitabili squilibri sociali con gli autoctoni. Comunque, considerata politicamente utile da chi è alla ricerca di un serbatoio di voti e perciò la difende senza remore.

Fabio Meloni

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia









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