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“facciamo rivivere un simbolo di enorme importanza storica e sociale”

“facciamo rivivere un simbolo di enorme importanza storica e sociale”

La ristrutturazione, a cura di IGEA, è costata circa 150 mila euro e i lavori sono durati un anno e mezzo.

Taglio del nastro per il restauro della pensilina di San Giovanni in Miniera, nella frazione di Bindua, a Iglesias. Alla cerimonia era presente l'assessora dell'Industria, Maria Grazia Piras, insieme all'amministratore di IGEA, il presidente del Parco Geominerario, il sindaco di Iglesias, il consigliere regionale Gianluigi Rubiu e rappresentanti dei sindacati e delle associazioni dei minatori. Il sontuoso ingresso, noto anche come 'Ponte Cartau', rappresenta l'accesso alle bellezze del Parco Geominerario, tra cui la Grotta di Santa Barbara, visitata ogni anno da migliaia di turisti. La pensilina venne eretta negli anni '50 a sottolineare l'importanza del complesso minerario che racchiude. La ristrutturazione, a cura di IGEA, è costata circa 150 mila euro e i lavori sono durati un anno e mezzo. "San Giovanni in miniera è un sito di grande fascino e con il restauro del portale facciamo rivivere un simbolo di enorme importanza storica e sociale, soprattutto per le popolazioni locali, gli ex minatori e le loro famiglie", ha detto l'assessora Piras. "Grazie a IGEA continuiamo a portare avanti e completare quei progetti che ci consentono di valorizzare in chiave turistica e museale i beni ex minerari della Sardegna. Oltre ai compiti di custodia e di messa in sicurezza dei siti minerari – ha detto ancora l'assessora Piras – la società partecipata della Regione sta attuando positivamente le attività di bonifica. Penso, per esempio, ai lavori in corso a Furtei, nella zona di Montevecchio e nell'area ex SEAMAG di Sant'Antioco. Le ex miniere rappresentano un patrimonio di immenso valore, sia per quanto riguarda i beni che le strutture. La collaborazione tra Regione, Parco Geominerario, IGEA e Comuni, sta dando ottimi risultati. La cessione dei beni alle amministrazioni comunali e al Parco è una strada che stiamo percorrendo da più di tre anni, non solo nel Sulcis Iglesiente, dove per altro si registra un numero sempre più alto di visitatori nei diversi siti. Il nostro obiettivo – ha precisato – è continuare a rilasciare questi beni affinché i comuni colgano un'opportunità di crescita e di sviluppo. Sono stati aperti siti che fino a qualche anno fa erano inaccessibili e che oggi invece fanno registrare migliaia di visite, non solo nel periodo estivo. Valorizzarli sotto il profilo turistico e culturale – ha concluso l'assessora Piras – significa poter destagionalizzare, garantire un maggior afflusso di vacanzieri nei periodi di 'spalla' e, soprattutto, poter sviluppare nuove iniziative imprenditoriali e occasioni di nuova occupazione".

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