Cagliari, i malati reumatici tornano alla carica: “O il farmaco o ci incateniamo”

di Paolo Rapeanu

Stop alla fornitura dell’Enbrel, medicinale che rientra nel piano di cure di tanti sardi di artrite reumatoide. È da ormai oltre un mese che la possibilità di fare la puntura “miracolosa” che allevia le sofferenze di chi si trova a dover combattere con dolori alle braccia, alla schiena e alle gambe non viene più garantita dal Policlinico di Monserrato. Un primo incontro con i piani alti della politica ha portato a un nulla di fatto, e dopo altre due settimane di calvario una parte dei malati ha deciso di ritornare a protestare.

“O ci danno il farmaco, ripristinando i piani sanitari di ogni paziente, o siamo pronti a incatenarci. Non vogliamo arrivare a soluzioni estreme”, spiega Bruno Carboni, 48enne di San Sperate malato di artrite reumatoide, “siamo vittime di una burocrazia senza senso, tra rimpalli continui da parte di Regione, Policlinico e Assl. C’è chi sta giocando a dadi con la nostra salute, ciò è gravissimo”. Cagliari Online ha raccolto le testimonianze di chi si trova a dover “convivere” con dolori e una vita spesso ristretta tra le pareti domestiche. Le loro storie si possono leggere nel corso delle prossime ore sul nostro sito www.castedduonline.it

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