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A Nora, Tracce nella città sommersa

Oggi e domani sera, via al viaggio nel tempo, seguendo lo spettacolo di e con Rossella Dassu, per il 36esimo Festival la notte dei poeti, organizzato dal Cedac, per un affascinante percorso teatrale nel sito archeologico, tra mito e storia

A Nora, Tracce nella città sommersa

NORA - Un affascinante itinerario sulle orme della storia con “Tracce nella città sommersa”, l'originale “percorso teatrale” nel sito archeologico di Nora scritto, diretto ed interpretato da Rossella Dassu, in scena con Sharon Caboni, Daniel Dwerryhouse e Lara Farci, con la partecipazione di Lia Corona e Francesca Spano, per un duplice appuntamento oggi (martedì) e domani, mercoledì 25 luglio, alle 19, sotto le insegne del 36esimo Festival “La notte dei poeti”, organizzato dal Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna. Focus sulle vicende del popolo dei sardi (gli antichi Shardana, dal nome “Srdn” inciso su una stele ritrovata proprio a Nora – con la pièce pensata per l'inimitabile scenario della città fenicio-punica e poi romana riaffiorata dall'oblio grazie alle varie campagne di scavo condotte da studiosi come Giovanni Spano e Filippo Vivanet, e poi Filippo Nissardi alla fine dell'Ottocento ed infine da Gennaro Pesce negli Anni Cinquanta.

Un avvincente e poetico racconto per quadri, in cui le visioni di una Sardegna arcaica lasciano il posto ad altre più recenti, per riportare alla luce le differenti facies e le stratificazioni culturali di una civiltà millenaria, tra i molteplici influssi e gli incontri e scontri con altre genti del Mediterraneo. «Una distesa infinita di acqua chiamata mare. A destra la torre. A sinistra le terme. In mezzo il tempo, questo spartiacque tra ieri e domani che scivola via tra le dita di una mano dell’oggi come sabbia», scrive Dassu nel riproporre l'interrogativo fondamentale. «Chi siamo? Da dove veniamo?», su cui si fondano memoria ed identità, guardando al futuro: «siamo il risultato di coloro che ci hanno preceduti, siamo la premessa di coloro che saranno». Tra le rovine del passato, si riconoscono i fondamenti del presente, nella conoscenza affondano le radici su cui costruire la moderna consapevolezza di se nel mondo, indispensabile per non smarrirsi nella complessità ed orientarsi alle soglie del Terzo millennio.

L'Isola al centro del “mare nostrum”, crocevia di popoli e culture, ha assistito al succedersi delle varie civiltà, dall'epoca nuragica a cui risalgono le prime frequentazioni del territorio, fino all'arrivo dei fenici e dei cartaginesi, con la fondazione della città (avvenuta secondo Pausania ad opera dell'eponimo eroe Norace, a capo degli Iberi), divenuta ben presto ricca e fiorente, per raggiungere il massimo splendore tra il Quinto ed il Quarto secolo a.C. fino alla conquista romana (238 a.C.).Tra le città più importanti, ed inizialmente designata come capitale della provincia di Sardegna e Corsica, Nora (con la condizione privilegiata di municipio romano) continua a prosperare anche negli ultimi secoli dell'impero, per essere poi abbandonata intorno al Quinto secolo d.C. sotto la spinta delle incursioni dei Vandali. La caduta dell'Impero bizantino e la nascita dei Giudicati, poi l'influenza pisana e genovese, il Regno di Sardegna sotto la dominazione degli aragonesi, degli spagnoli ed infine dei Savoia e l'unificazione del Regno d'Italia, «rappresentano altrettante fasi della storia del Sardegna, per arrivare attraverso le due guerre mondiali alla creazione della Repubblica, in cui la Sardegna conserva, o dovrebbe, la peculiarità di Regione a Statuto speciale».

Nella foto: Rossella Dassu

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