Chiesa cagliaritana allo sbando: atteggiamenti e affermazioni generano dubbi e sconcerto tra fedeli (Gianfranco Pitzalis)

Chiesa cagliaritana allo sbando: atteggiamenti e affermazioni generano dubbi e sconcerto tra fedeli (Gianfranco Pitzalis) Ho letto l’intervista a don Ettore Cannavera, pubblicata sul quotidiano “L’Unione Sarda”, e mi chiedo dove sia il suo Superiore e perché non venga richiamato per certe sue affermazioni.

La Chiesa cagliaritana è allo sbando, le linee guida e i dicta valgono e vengono imposti unicamente per i fedeli, ma non per le loro guide. A confronto don Minutella (sacerdote palermitano sospeso ‘a divinis’, ndr), di recente a Cagliari, è veramente un santo e un perseguitato dai suoi stessi fratelli. L’intervista inizia con la frase “l’abito non fa il monaco, perché dovrei usare quello talare?”, ma Ettore omette, forse volontariamente e da anni ormai, un’altra parte: il monaco si distingue dall’abito. Se un carabiniere decidesse di non mettere più la divisa, che accadrebbe? Proprio lui che osanna il mondo protestante e ortodosso, dove invece usano quella che lui chiama la ‘divisa’

Dopo poche righe, sorge una domanda: ha veramente vissuto il suo Sacerdozio nel solco della Chiesa Cattolica? Non sta a me giudicare, ma qualche dubbio posso averlo… Se ritiene che dei servizi pubblici si debba occupare un ente pubblico, lui si occupi delle cose spirituali. Lo stipendio del prete si chiama sostentamento del clero ed esce dalla casse del Vaticano. Non è uno stipendio statale. Visto che lo Stato è laico, sarebbe bene che la Chiesa dopo tutti gli sconti e gli aiuti pensi da sé al mantenimento dei suoi edifici.

Ettore vorrebbe un Papa un po più ‘accelerato’ (“‘sacerdozio alle donne e fine del celibato”), ma con la consapevolezza di un eventuale scisma, che sa benissimo è alle porte delle Mura Leonine. Non si rende conto che anche un atteggiamento e affermazioni come le sue posso indurre nel dubbio e portare sconcerto tra i fedeli, se non divisioni. Che senso ha stare nella Chiesa Cattolica se poi ognuno si fa la religione a suo uso e consumo, se la cuce addosso su misura e proprio piacimento? Che senso ha andare in missione, se poi sacerdoti come lui devolvono 8 per mille ad una chiesa che non è la sua? Su monsignor Angelo Becciu pone un interrogativo (“grande servizio alla chiesa-istituzione o agli ultimi?”), e lui, Ettore, per chi svolge il suo lavoro? Ha rinunciato all’abito, ha rinunciato allo stipendio da prete, come mai non ha rinunciato alla nomina di commendatore

Gianfranco Pitzalis – Cagliari

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia








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