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Cagliari, la confusione pedonale nel Corso: “Ciclisti si o no? Neanche la segnaletica aiuta”

Cagliari, la confusione pedonale nel Corso: “Ciclisti si o no? Neanche la segnaletica aiuta”

Caro Direttore,

leggo le tue osservazioni sul contenuto degli interrogativi che si sono posti gli ” amici della bicicletta” sulla libera circolazione nel Corso. Le regole che citano, non mi sembrano possano dare le certezze che loro manifestano.Dico questo sulla base delle mie conoscenze sul tema ed in particolare degli atti posti in essere da parte dell’Amministrazione Comunale, che non vengono rispettati nemmeno dagli Uffici preposti alla loro attuazione.
La segnaletica certamente non aiuta, anzi è del tutto parziale e insufficiente, e sul punto hanno ragione da vendere. I provvedimenti adottati dagli Organi deliberanti del Comune, in particolare le delibere adottate dalla Giunta Municipale , hanno  dichiarato la “pedonalizzazione” dei due tratti del Corso superando così  i richiamati  riferimenti al Codice della strada. Infatti, le delibere alle quali faccio riferimento hanno stabilito, tra l’altro, che è ” fatto divieto di transito a tutti i veicoli”, eccetto quelli di emergenza, polizia,  disabili e autorizzati in quanto titolari di garage privato. E’ del tutto evidente che la segnaletica predisposta dai Servizi Comunali competenti è insufficiente e parziale in entrambi i sensi e in presenza di tutte le intersezioni con Piazza Yenne, Via Angioi, Via Sassari, Via Maddalena, Via Caprera, Via Portoscalas e Scalette. Ciò crea indecisioni e proteste ed è urgente porvi rimedio.
A  queste manchevolezze, occorre aggiungere  nel secondo tratto , Via Sassari – Via Caprera, si è in presenza di un “cantiere” tuttora “aperto” e che il Codice dei Lavori Pubblici ha  regole insuperabili, quanto meno sotto il profilo della sicurezza. Forse lo è anche il primo tratto, da Piazza Yenne a Via Sassari, per la presenza della famosa “buca archeologica”  ancora aperta e che non consentirebbe  di dichiarare tecnicamente chiuso il cantiere.
E altrettanto evidente che la responsabilità di queste incertezze e di tutte le “irregolarità” che si portano appresso sono equamente divise tra gli Amministratori comunali e i Dirigenti dei Servizi competenti, ovvero dei controllori e dei controllati, che non fanno, secondo le regole e la diligenza, il mestiere al quale sono preposti. E che dovrebbero intervenire con urgenza per porre rimedio agli errori e alle manchevolezze, che portano disagi e preoccupazioni ai cittadini ai quali debbono dare risposte certe e sicure. Anche per le eventuali conseguenze  delle varie ” responsabilità” delle quali sono titolari.
Marcello Roberto Marchi

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