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“Nessuna persona è illegale”, a Cagliari presidio a sostegno dell’accoglienza ai rifugiati

“Nessuna persona è illegale”, a Cagliari presidio a sostegno dell’accoglienza ai rifugiati

La rete del Sud Sardegna di Welcoming Europe lancia il presidio “Nessuna persona è illegale”.  Sabato 21 luglio alle ore 10.00 a Cagliari in via Roma sotto il Consiglio Regionale della Sardegna. La manifestazione si svolgerà in contemporanea in tutte le piazze europee in cui si ricorderà anche il ventesimo anniversario della Corte Penale Internazionale.

Per Roberto Loddo del manifesto sardo: “Fame, guerre e sofferenza spingono milioni di esseri umani ad abbandonare i loro luoghi alla ricerca di una speranza di sopravvivenza. Milioni di esseri umani che fanno i conti ogni giorno con le strategie di respingimento europee e con l’apartheid dei centri di identificazione ed espulsione. Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare una manifestazione, per ribadire che nessuna persona può essere considerata illegale, e a fare strage di legalità oggi sono il ministro dell’odio Salvini e il suo governo.Partecipare sabato è importante perché non possiamo e non vogliamo essere complici di questa strage di stato”.

“Molte persone migranti preferiscono lanciarsi in mare e morire pur di non finire nelle mani della guardia costiera libica” – dichiara Silvia Piras dell’associazione ProMeSa – “Sabato ci ritroveremo anche per continuare a chiedere conto al ministro dell’Interno dell’operato della guardia costiera libica supportata dall’Italia. Vogliamo conoscere la verità sui naufragi che si susseguono senza sosta e vogliamo sapere che fine hanno fatto le persone intercettate in mare e riportate nei centri di detenzione”. Per Fabio Tidili dell’Unione degli Studenti della Sardegna: “Anche gli studenti e le studentesse della Sardegna scenderanno in piazza per chiedere di decriminalizzare la solidarietà. In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà”.

“Vogliamo essere liberi di accogliere i rifugiati e vogliamo creare passaggi sicuri” – dichiara Laura Di Napoli di Welcoming Europe: “Dal 1990 a oggi sono morti più di 34 mila migranti nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di vie d’accesso legali e sicure verso paesi disposti ad accogliere rappresenta spesso la sola opportunità di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.  Per il presidente dell’Asce Sardegna Antonello Pabis la priorità sono i diritti umani e la protezione delle vittime degli abusi: “Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere. Tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate”. Durante il presidio sarà inoltre possibile firmare per Welcoming Europe che prevede la decriminalizzazione dell’accoglienza e il rispetto dei diritti umani.

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