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Palazzo incendiato, un anno dopo. Bruno: "Massima disponibilità"

“Nessuno può dormire sonni tranquilli fino a quando le tante famiglie di algheresi residenti nel palazzo oggetto del devastante incendio di un anno fa, non troveranno la normalità e torneranno nella propria casa. E’ passato un anno fatto di tanta, comprensibile, burocrazia, ma di fatto molto meno accettabile per chi è rimasto senza abitazione”. Lo sottolinea in una nota il sindaco Mario Bruno, a distanza di un anno dal terribile incendio che ha devastato il palazzo alle porte della città, obbligando decine di famiglie ad abbandonare la casa e con essa, spesso, i ricordi di una vita.

“Ho ancora il ricordo indelebile di quella terribile giornata. Gli interventi immediati da parte dei vigili del fuoco, quelli dei tanti volontari, della parrocchia del Rosario, della Protezione civile. Quelle giornate che poi si sono trasformate in mesi, nei quali grazie all’alloggio messo a disposizione dall’Istituto Alberghiero le stesse famiglie hanno trovato modo di poter convivere assistiti dalle numerose persone che si sono messe a disposizione. Una gara alla solidarietà e all’accoglienza che per settimane ha coinvolto tante aziende, supermercati e semplici cittadini, della quale Alghero può certamente vantarsi”.

“E’ passato un anno ed oggi più che mai servono certezze affinchè si arrivi presto alla riqualificazione dell’edificio, ad iniziare dalla necessaria e urgente messa in sicurezza, anche per restituire decoro ad una delle vie d’accesso della città. Ma soprattutto, quello che ci sembra più importante, è fare in modo che ciascuno degli abitanti del palazzo di via Vittorio Emanuele possa ritornare nella propria casa, fruire del proprio bene. In poche parole, possa ricominciare, come famiglia e comunità. Bisogna fare in modo che tutti abbiano un orizzonte sicuro davanti e la certezza che comunque tutte le pratiche burocratiche conseguenti al risarcimento dei danni avranno un loro iter definito”.

“Il Comune, gli uffici, hanno fatto da subito ciò che era giusto fare e nelle proprie competenze. Mettendosi a disposizione delle famiglie, destinando aiuti in linea con la vigente normativa, ma soprattutto con un contatto diretto con quelle famiglie più fragili. Disponibilità che rimarrà, perchè riteniamo che sia un nostro dovere fare in modo che nessuno si senta solo” conclude Bruno.

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