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Libri: Francesco Abate ad Alghero

Venerdì sera, il libro del Torpedone Trapiantati farà una fermata nello spazio all´aperto della Libreria Cyrano per una delle anteprime del festival Dall´altra parte del mare. L´autore, accompagnato da Carlo Deffenu, racconterà al pubblico le disavventure del suo nuovo romanzo

Libri: Francesco Abate ad Alghero

ALGHERO - Venerdì 20 luglio il libro del Torpedone Trapiantati farà una fermata ad Alghero per una delle anteprime del festival “Dall'altra parte del mare”. A partire dalle 21.30, nello spazio all'aperto della Libreria Cyrano, in Via Vittorio Emanuele 11, Francesco Frisco Abate, accompagnato da Carlo Deffenu, racconterà al pubblico le disavventure del suo nuovo romanzo “Torpedone Trapiantati”.

«Tra imprevisti ed episodi esilaranti, ma anche attimi di tenerezza, Abate scrive uno scorrettissimo diario di bordo che diventa pagina dopo pagina un inno alla vita». Una «comitiva di sopravvissuti»: a dieci anni esatti dal suo trapianto di fegato, Francesco viene invitato a una rimpatriata cui interverranno cento trapiantati assieme alle rispettive famiglie. È titubante, non sa se partecipare, ma alla fine, trascinato per un orecchio dalla Mamma, sale con lei sul torpedone. Acciacchi, fobie, farmaci indispensabili e piccole miserie: i protagonisti di questa gita somigliano ciascuno a una maschera della commedia, dal timido al giullare, dallo sbruffone al pauroso. In comune hanno il fatto di essere nati due volte, che è un dono immenso, ma anche una responsabilità. Quella di dover essere felici. Con la sua voce carognesca e a tratti malinconica, Francesco Abate racconta la storia della fragilità e, al contempo, della cocciuta voglia umana di vivere. «Quando ho visto un'ottantenne sbucare da un gomito della salita, venirmi incontro, lesta come un capriolo sui sassi traditori, e sbraitare: - Checco, noioso, ma insomma, vi muovete o no?! - ho capito di aver commesso l'irrimediabile cazzata dell'anno 2017: partecipare alla gita dell'associazione sarda trapiantati e portarci pure Mamma».

Abate è nato a Cagliari nel 1964. Ha esordito con “Mister Dabolina” (Castelvecchi, 1998). Sono seguiti “Il cattivo cronista” (Il Maestrale, 2003), “Ultima di campionato”, da un soggetto vincitore del premio Solinas (Il Maestrale, 2004/ Frassinelli 2006), “Getsemani” (Frassinelli, 2006) ed “I ragazzi di città” (Il Maestrale, 2007). Con Einaudi ha pubblicato “Mi fido di te” (Stile libero 2007 e Super Et 2015), scritto a quattro mani con Massimo Carlotto, “Cosí si dice” (2008), “Chiedo scusa” (con Saverio Mastrofranco, Stile libero 2010 e Super Et 2012 e 2017), “Un posto anche per me” (2013), “Mia madre e altre catastrofi” (2016) e “Torpedone trapiantati” (2018). È fra gli autori dell'antologia benefica “Sei per la Sardegna” (Einaudi 2014, con Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu, Michela Murgia e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati alla comunità di Bitti.

Nella foto: Francesco Abate

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