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Turismo, il tour operator: la Sardegna va forte, non è più per soli vip - Cronaca

Turismo, il tour operator: la Sardegna va forte, non è più per soli vip - Cronaca
SASSARI. Per la Sardegna anche il 2018 sarà un ottimo anno. Ma la concorrenza è agguerrita, sia in Italia che all’estero. Parola di Alpitour, il colosso dei tour operator. Andrea Moscardini è il direttore commerciale delle divisioni Alpitour e Francorosso. «L’Italia è stabilmente tra i protagonisti dell’estate: per il Gruppo Alpitour registriamo un più 39 per cento – spiega –. E la regione più forte si conferma la Sardegna. L’isola è seguita saldamente dalla Puglia. Belle sorprese poi per Toscana, Marche e Abruzzo, ma vanno molto bene anche la Romagna, la Calabria e la Basilicata. Per l’estero, torna prepotentemente l’Egitto, che si ripropone sulla scena con Marsa Alam, Sharm El Sheik, oltre che con l’Egitto mediterraneo e le crociere. Seguono a ruota le Maldive, che non passano mai di moda e un gradito ritorno del Kenya».

Insieme a Moscardini c’è Paolo Demuru, originario di Sassari, contracting manager per l’Italia della mega società delle vacanze. È lui a raccontare la Sardegna agli occhi dei turisti, tra prezzi e servizi, luci e ombre del turismo isolano.

Demuru, la Sardegna è considerata cara, ma confrontando i prezzi con quelli di altre località l’isola è in linea con il Sud Italia e più economica di Grecia e Croazia. Come mai la Sardegna viene percepita come una “meta per pochi eletti”?

«1962, arriva il principe Karim Aga Khan e “tocca” l’isola trasformandola in un polo turistico d’eccellenza. L’isola esclusiva, per molti ma non per tutti, arricchita di ville prestigiose, hotel di lusso, porti turistici. Attori, vip, calciatori e starlette, politici, jet privati e panfili infiniti colorano l’isola a 5 stelle sulle riviste patinate e nei film estivi. Per molti anni questo è stato l’oggetto del desiderio di molti vacanzieri italiani e non solo con un potere di spesa sopra la media, il modello di vacanza al top unica ed esclusiva. Ecco il risultato: nell’immaginario collettivo la Sardegna è meta elitaria e ancora oggi - forse – per alcuni irraggiungibile. Nel 2018 le cose sono cambiate. Voli low cost, charter e semplici traghetti “sbarcano” molti clienti, anche “turisti per caso”, che invadono hotel, villaggi, resort, campeggi alla portata di tutti e per tutte le tasche».

La Sardegna è la regione con il più alto numero di 4 e 5 stelle: questo influisce sul costo della vacanza nell’isola?

«Gli hotel a 4 e 5 stelle così come i resort con la “R” maiuscola alzano lo standard qualitativo, portano clienti dal portafoglio importante e ovviamente fanno da traino a tutto il resto. Mediamente tutto sale e anche tutto l’indotto che gira intorno alla vacanza cresce proporzionalmente con i costi. Affitti delle case, commerci in genere, ristoranti e pizzerie, trasporti e va da se anche hotel 3 stelle e campeggi alzano il tiro».

Negli ultimi anni la Sardegna ha visto una grande ripresa del turismo: qual è il trend di quest’anno?

«La Sardegna, terra di rara bellezza e meta balneare d’eccellenza, attira ancora e sempre di più. La ripresa degli ultimi anni - oggi certificata - mantiene il suo trend e conferma per il 2018 un flusso importante di clienti. Riscontriamo un incremento su tutta la linea, voli charter e hotel e villaggi hanno ottenuto buon riempimento, allungando anche la stagionalità operativa».

Quali sono i pregi e i difetti della vacanza in Sardegna in base a quello che vi riferiscono i clienti?

«Luci e ombre ci sono. In Sardegna si sta bene, dicono i nostri clienti. I resort vacanza e gli hotel 4 e 5 stelle piacciono sia per il loro comfort che per la qualità dei servizi. In particolare se si tratta dei Club ancora di più dove famiglie con bambini, e non solo, trovano tutto quello che serve per trascorrere una vacanza piacevole all’insegna del relax e del divertimento: le formule all inclusive dove tutto è incluso sono sempre le più apprezzate sia per l’ottimo rapporto qualità/prezzo sia per il grado di economicità che offrono. Le spiagge sono pulite e ben tenute e l’ospitalità dei sardi non ha eguali. Contrapposte alle luci ci sono le ombre: il trasporto che collega porti e aeroporti ai luoghi di vacanza è precario, in alta stagione difficile reperire mezzi pubblici quali taxi, servizi di bus di linea rari e con poche corse giornaliere, nel picco della stagione trovare un’auto a noleggio potrebbe risultare scomodo se non difficoltoso e un livello dei prezzi elevato un po’ dappertutto: se si esce dagli hotel e si accede ai ristoranti locali, talvolta si ha la sorpresa del conto finale. Se poi la Sardegna la si prenota sotto data tutto può risultare molto caro, in primis i traghetti».

Quali sono le località sarde più richieste dai vostri clienti?

«Oggi la Sardegna è cambiata. Se prima la Costa Smeralda e il nordest richiamavano la domanda, oggi fortunatamente le mete sono cambiate. Il sud estremo la fa da padrone, forte è la richiesta che si concentra sull’aeroporto di Cagliari. Da Costa Rei a Porto Pino tutte le località sono richiamo di turisti. La forte concentrazione di strutture alberghiere e resort importanti hanno valorizzato ulteriormente Castiadas, Villasimius, Santa Margherita di Pula e Chia. La costa orientale è tuttavia molto richiesta: il boom di San Teodoro cresciuto con molti appartamenti alla locazione dai prezzi contenuti, lo sviluppo di Orosei con villaggi vacanza dalle grandi dimensioni, Golfo Aranci e Cannigione per la loro vicinanza a porti e aeroporto. Scende l’interesse per Alghero ma resta vivo quello per Stintino e Santa Teresa».

Di quali località o regioni la Sardegna soffre maggiormente concorrenza, in particolare dal punto di vista dei prezzi?

«La Sardegna per il suo mare e per la ricchezza della sua natura è e resta unica, difficile compararla ad altre regioni italiane e fare confronti con isole del Mediterraneo, ma pur sempre i prezzi fanno la differenza e determinano le scelte di molti. Puglia e Sicilia restano una buona alternativa, anche qui il mare è bello e i prezzi sono più “dolci”, Baleari e Grecia vincono la battaglia mediterranea». (al.pi.)

vedi su La Nuova Sardegna









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