PORTO TORRES. I battelli elettrici finanziati circa dieci anni fa dal ministero dell’Ambiente a favore del Comune - con una somma di 492mila euro - si trovano da circa un anno all’interno del cantiere navale Polese alla radice della banchina degli “alti fondali”. L’amministrazione comunale aveva partecipato nel 2008 al progetto “Bando fonti rinnovabili, risparmio energetico e mobilità sostenibile nelle isole minori”, ma da allora ad oggi i due battelli “Cala Reale e Cala d’Oliva” non sono mai entrati in funzione smentendo tutte le aspettative dichiarate dall’attuale amministrazione. «I battelli sono arrivati nel mio cantiere a metà agosto 2017 – ricorda Alessandro Polese – e in teoria dovevano andare in mare dopo una settimana: così però non è stato, in quanto mancherebbe il passaggio di consegne dalla casa costruttrice al Comune».Eppure nei mesi scorsi era stata la stessa amministrazione comunale a comunicare ufficialmente che l’iter amministrativo si era concluso con la registrazione dell’atto di trasferimento di proprietà dal cantiere costruttore, ditta Agromare con sede ad Angri, al Comune di Porto Torres. Ed era stata trasmessa anche tutta la documentazione necessaria alla Capitaneria di porto di Salerno ai fini dell’iscrizione delle imbarcazioni negli appositi registri. L’argomento dei battelli elettrici era approdato anche in consiglio comunale, approvato all’unanimità dai consiglieri presenti, e l’assessore all’Ambiente Cristina Biancu aveva detto che la prima necessità era quella di procedere ad una fase di sperimentazione. «É necessario assumere dati per l'elaborazione del bando di gara per l'affidamento definitivo del servizio – aveva detto mesi fa l’assessora – che non ha alcun costo a carico del Comune, e la società che gestirà il servizio per quattordici mesi dovrà sostenere tutte le spese mantenendo per sé le entrate derivanti dalla vendita dei ticket: sarà la giunta comunale a definire a breve le tariffe per il trasporto dei visitatori». Non si ha notizia se la tanto auspicata sperimentazione per avere la disponibilità nei mesi estivi dei battelli sul Parco nazionale dell’Asinara sia avvenuta. Resta il fatto che i battelli sono dentro il cantiere e rischiano anche questa estate di non entrare in acqua.«Il passaggio di consegne doveva avvenire dopo un breve collaudo – aggiunge Polese – , nel senso che dovevano fare la prova di durata delle batterie per quanto riguarda la navigazione, per poter così avviare il servizio di mobilità sostenibile interna navigando sottocosta in direzione dei borghi di Cala d’Oliva e Cala Reale». L’obiettivo è sempre stato quello di far funzionare i battelli nei siti costieri dell’isola per dare nuove possibilità di fruizione, anche balneare, ai visitatori che durante il periodo estivo moltiplicano le presenza all’Asinara. Il numero dei passeggeri trasportati da ogni battello è di 22, più 2 membri di equipaggio, e hanno una lunghezza di 13 metri e una autonomia di circa 7 ore di navigazione. Oltre ad essere dotati di pannelli fotovoltaici, in linea con gli indirizzi del Parco e della Comunità Europea.

vedi su La Nuova Sardegna






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