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Fortunata di Monastir: “Sette ore di attesa al Brotzu tra dolori lancinanti e lacrime”

Fortunata di Monastir: “Sette ore di attesa al Brotzu tra dolori lancinanti e lacrime”

di Paolo Rapeanu

Un altro caso di disagi vissuto dentro il Pronto soccorso del più grande ospedale della Sardegna, il Brotzu. E, ancora una volta, si tratta di attese lunghissime e di “codici” forniti che, a detta dei pazienti, non rappresenterebbero la giusta gravità della situazione. Fortunata Sirigu, 41enne residente a Monastir, è affetta da venosi trombosa profonda. Quando va bene ci sono gonfiori e arrossamento degli arti – braccia, gambe – ma quando va male sopraggiunge il dolore. “Fortissimo, nel mio caso. Sono arrivata al Pronto soccorso del Brotzu nel pomeriggio dello scorso ventisei giugno. Alle sedici mi hanno fatto il triage e mi hanno assegnato un codice verde, il meno grave. Mi hanno detto di aspettare fuori, e solo dopo sette ore mi hanno fatto l’ecodoppler, al quale è seguito il ricovero per quattro giorni, sino al ventinove giugno”. Lì, infermieri e medici “sono stati bravissimi e gentilissimi”, racconta la donna.

Ma è la lunga attesa al Pronto soccorso il motivo per il quale si lamenta: “I dolori a un certo punto erano fortissimi, tanto che sono scoppiata in lacrime. Con me c’era mia figlia, abbiamo chiesto più volte se ci fossero novità, ma nulla. Solo una guardia si è avvicinata a me, chiedendomi se avevo bisogno di un po’ d’acqua e dicendomi che, purtroppo, non poteva fare nulla. È stato umiliante, sono stata lasciata tra dolori atroci e lacrime”, afferma la Sirigu, che nella vita fa la badante per anziani. “Devo curarmi per tutta la vita, prendendo due volte al giorno una pastiglia anticoagulante”.

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