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Ilenia Sara Perra, la sarta che ridisegna i vecchi abiti con i ricami a mano: “Ogni corpo è bello

Ilenia Sara Perra, la sarta che ridisegna i vecchi abiti con i ricami a mano: “Ogni corpo è bello
di Valeria Putzolu
Sono Borago officinalis, Pancratium maritimum, Lavandula stoechas, Papaver somniferum, Iris lutescens, Asphodelus, Ferula ossia i  comunissimi fiori di campagna, quelli che troviamo a bordo strada, che a volte calpestiamo inavvertitamente o che ammiriamo per la loro semplicità e ricchezza di colori, che danno vita ai ricami dipinti a mano della sarta modellista Ilenia Sara Perra. Trentacinque anni, di Serramanna, a pochi esami dalla fine e già con la tesi di laurea scritta, decide di lasciare gli studi in biologia per dedicarsi a quella che è sempre stata, sin da piccola, la sua passione più grande: il cucito. “Fin da bambina sono sempre stata attratta dai vecchi abiti e dalla loro versatilità. Mi divertivo ad indossare vecchi stracci ed ad immaginare di poterli utilizzare per inventarne nuovi”, racconta Ilenia Sara. “Durante gli anni universitari, diventava sempre più forte il desiderio di vestirmi con abiti che mi rappresentassero; più andavo avanti con lo studio ed il lavoro, più passavo notti intere a modificare abiti vintage, borse e scarpe acquistati nei mercatini per pochi soldi. Non mi davo pace sinché non potevo indossare ciò che mi cucivo. Nei negozi non riuscivo più a comprare nulla, sia per le taglie industriali che mal si adattano alla mia fisicità, sia perché non sopportavo di dovermi omologare a tutto il  mondo. 
Cucivo tutto a mano o con la vecchia Singer a pedale del 1921, ereditata dalla mia bisnonna materna, sarta modellista  molto apprezzata nel mio paese. Mi rendevo conto di quanto fosse però lento e difficile realizzare, senza metodo  e senza i giusti macchinari, ciò che disegnavo”. E la svolta arriva quando, dopo la richiesta di essere presa come allieva in una sartoria, Giampaolo Gabba, artista nel settore, la accoglie nel 2009 presso il suo laboratorio a Nuoro. Anni difficili, di duro lavoro anche durante il sabato e la domenica e con un ristretto budget economico che, spesso, hanno tentato Ilenia Sara a riprendere gli studi e il lavoro interrotto. Ma la costanza e la tenacia, alla fine, l’hanno premiata riuscendo a farla emergere in un settore sopraffatto dalla concorrenza industriale. E così, dopo importanti sfilate di moda a livello regionale e varie mostre nei musei sardi, è pronta per presentare la sua prima collezione, “I Fiori di Ilenia Sara”, dove i protagonisti sono i fiori endemici della Sardegna ed i rispettivi insetti impollinatori, rivisitati sotto forma di ricami e pittura a mano sul tessuto ma anche sotto forma di gioielli tessili che riproducono fedelmente l’anatomia botanica floreale. “La mia ispirazione nasce dalla natura che mi circonda, dai profumi delle piante aromatiche, dalle sfumature del nostro cielo”, racconta l’artista. Ma ciò che rende, forse, ancor più speciale questa professionista è il messaggio che vuole esprimere con il su lavoro. Non esistono persone imperfette. Ogni corpo è bello e può indossare un abito adattato a esso che, raramente, lo si può trovare su misura nella grande distribuzione che lavora, soprattutto, su prototipi standard, quelli dettati dalla moda, che possono anche influire negativamente sulla psiche adolescenziale. Ma non solo. I tessuti utilizzati sono soprattutto lino grezzo, fresco lana bianca, colorati successivamente con le erbe sarde, e seta che “anche per questioni etiche evito di comprarla a metraggio; quindi vado nei negozi, cerco in stock gli avanzi di produzione e riciclo il più possibile ciò che viene messo da parte per anni”.  L’idea di decorare i tessuti è arrivata  anche per un altro motivo, quello economico.
“In Sardegna non abbiamo molta reperibilità di tessuti particolari o nuovi e poi ovviamente i tessuti belli che hanno le stampe che vorrei costano veramente tanto, quindi li dipingo io; il fatto di non avere disponibilità economiche a volte, se vogliamo, è un qualcosa di positivo. A me piace sempre vedere le cose dal lato buono, c’è il bicchiere sempre pieno e quello che può sembrare un ostacolo, invece, si può rivelare come una risorsa enorme, perché nel momento in cui ti devi arrangiare tiri fuori il meglio”. Attualmente continua a collaborare con il maestro Gabba, in attesa di adempiere a tutte le procedure burocratiche per poter aprire il suo laboratorio a Serramanna. “Mi piacerebbe che le persone imparassero a rispettare il mondo, acquistando prodotti artigianali locali realizzati con tessuti naturali e che si cercasse di tirar fuori dai nostri armadi vecchi abiti per riadattarli, per dar loro una nuova vita, contribuendo dunque a diminuire l’inquinamento e lo sfruttamento dovuti alla produzione di capi low cost”. A breve, anche una serie di esposizioni in più temporary shop sia in Italia che all’estero “dove sarò presente per spiegare come lavoro e per sensibilizzare le persone riguardo le varie tematiche che hanno ispirato la mia collezione”.

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