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Il viaggio in Bulgaria da volontario europeo di un giovane ozierese - Cronaca

OZIERI. Una finestra da aprire sul mondo. È questo il significato che Janelas, finestre appunto in lingua portoghese, associazione ozierese nata qualche tempo fa vorrebbe dare alla propria opera e con un lavoro incessante su progetti di innovazione sociale, progettazione europea e promozione territoriale sta provando ad allargare il campo visivo e ad intessere rapporti con realtà europee ed extraeuropee. Accreditata come agenzia Sve, Servizio di Volontariato Europeo all’interno del programma Erasmus, Janelas ha provato ad offrire una visione aperta del mondo a chi volesse aderire al progetto e provare a vivere un’esperienza di formazione e crescita lontano da casa.A farsi avanti è stato Luigi, un giovane ozierese ventiseienne che terminati gli studi, ha deciso di partire alla volta della Bulgaria, in particolare nella città di Kazanlak, posta nella cosiddetta Valle delle Rose con ottantamila abitanti e una produzione di rose tra le maggiori al mondo. Ad accogliere il ragazzo, insieme ad un’altra dozzina di giovani provenienti da diverse parti del mondo, è stata l’associazione Ydcma Org che coadiuverà l’organizzazione di un eco-festival parallelo al più famoso festival delle rose. «Questo periodo è stato per me illuminante, mi ha aiutato a essere più indipendente ma anche a convivere insieme a tante persone con culture, idee, regole diverse – ha detto Luigi dal paese bulgaro –. Avevo bisogno di un cambiamento radicale, di cambiare abitudini, di cambiare i miei punti di vista sulla vita e questo è quello che è successo». Allo Sve possono aderire giovani dai diciassette sino ai trent’anni senza particolari requisiti se non quelli imposti dai limiti d’età e non interessa neanche il possesso o meno di un titolo di studio o la conoscenza delle lingue straniere. «Ciò che importa realmente è il reale interesse per vivere un’esperienza di volontariato e non di lavoro all’estero, principalmente paesi dell’Ue ma anche esterni all’Europa – ha dichiarato Maria Vittoria Pericu, presidente di Janelas –. Sono opportunità totalmente finanziate dall’Unione Europea che permettono ai giovani di crescere, confrontarsi con il mondo, apprendere una o più lingue e avere nuove prospettive di vita ed anche spesso nuovi orizzonti lavorativi». Pericu, tutor locale del progetto, è in costante contatto con la omologa bulgara che illustra passo per passo attività, umori, richieste e progressi dei ragazzi impegnati nel servizio. Oltre a Janelas, nel territorio è accreditata come associazione di invio Sve anche l’Unione dei Comuni del Logudoro pertanto chi fosse interessato a vivere l’esperienza di servizio volontario potrà farlo rivolgendosi indifferentemente all’una o all’altra. Francesco Squintu

vedi su La Nuova Sardegna









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