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SARDOSONO, Incubo trasporti: Sardegna sull’orlo del ‘burrone’

SARDOSONO, Incubo trasporti: Sardegna sull’orlo del ‘burrone’

SARDOSONO, Incubo trasporti: Sardegna sull’orlo del ‘burrone’ Nel settore dei trasporti la Sardegna è arrivata all’ultimo miglio, mai come ora sull’orlo del ‘burrone’, che si sta avvicinando sempre più.

Nel settore marittimo, la Regione, dopo i ripetuti annunci ‘sardofoni’ di Tirrenia-Cin-Moby, è stata costretta ad incassare l’ultima ‘pappina’ di Onorato che ha trasferito la sede legale a Milano. Per questioni tecniche relative alla fusione fra le compagnie e solo temporaneamente, dice lui, che molti media nazionali segnalano però in crisi di liquidità, puntualissimo nell’incassare dallo Stato i 72 milioni di euro come contributo per gli oneri di servizio pubblico, più distratto nel pagare la rata del contratto col quale, a suo tempo, si aggiudicò la privatizzazione della Tirrenia. Il servizio, poi, non va tanto bene e costa tantissimo, guarda caso, proprio in estate.

Per quanto riguarda il trasporto aereo, le cose vanno forse peggio. Dopo anni di illuminata consulenza di un super esperto come Massimo Deiana (ora alla guida dell’Autorità portuale della Sardegna), le soluzioni ‘stanno a zero’: il negoziato con l’Unione europea segna il passo, i Sardi non trovano posto o lo pagano a peso d’oro, siano essi nativi, residenti o emigrati di ritorno, e i turisti cominciano a spaventarsi dei prezzi, soprattutto se confrontati con quelli delle altre principali destinazioni dall’area mediterranea.

E’vero che nei trasporti sono successe in questi anni molte ‘rivoluzioni’, ma è anche vero che la Sardegna ha fatto poco e male, senza nemmeno sfiorare i nodi del problema. E il più grosso è questo: una Regione è politicamente troppo ‘piccola’ e disarmata per trattare in modo autorevole con una compagnia di navigazione o con una società di trasporto aereo. A quel tavolo ci deve essere lo Stato, certamente con al fianco la Regione, ma nell’ordine di precedenza e, se c’è da battere i pugni, il rumore si deve sentire da Nord a Sud perché solo allora fa un certo effetto.

L’esempio della Corsica, citato spesso a sproposito, è illuminante. Per i trasporti dell’isola ‘sorella’, con tutti i suoi interlocutori industriali ed istituzionali, parla e paga Macron, che, nel sistema francese, è il capo dello Stato. Da noi parla e paga (quasi tutto, nel trasporto aereo) Pigliaru e non è proprio lo stesso.

SardoSono

(admaioramedia.it)

Fonte: Admaioramedia









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