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Sanna: conti drammatici ma difenderò i sassaresi - Cronaca

Sanna: conti drammatici ma difenderò i sassaresi - Cronaca
SASSARI. Sei milioni di minori entrate rispetto al previsto, la tagliola dello Stato che scatta, e impone di accantonare 1 milione e 400mila euro, da trovare entro il 31 luglio. Altrimenti, uno dopo l’altra, salteranno tutte le spese previste. Iniziando con gli eventi estivi per proseguire, a settembre, con contributi per i libri di testo, scuolabus per accompagnamento disabili, rette per i minori “protetti” ospitati nelle strutture. Una riunione tesissima con assessore al Bilancio e dirigenti dell’ufficio Tributi, il sindaco che esce furente e, a margine di un incontro Panathlon, sbotta: «Se è così mi dimetto». Poi il passo indietro: «Solo uno sfogo». Un vertice fiume con la giunta. Un comunicato congiunto dove tutti, ammettendo il momento drammatico, si dichiarano pronti a lavorare pancia a terra per far quadrare i conti. Con Sanna, che tutti descrivono come fortemente provato, che si chiude nel più totale quanto insolito silenzio. Una notte di sonno, poco, e tanti pensieri. E si riparte.

Si dimette o no?

«Quello di venerdì è stato solo un amaro sfogo. Purtroppo non così raro da sentire tra i miei colleghi sindaci. Ero arrabbiato, e lo sono ancora. Ma non ho nessuna intenzione di mollare. Anzi».

È così brutto fare il sindaco di Sassari?

«No. È brutto che una città come Sassari, con le sue enormi potenzialità, con i conti assolutamente in ordine, e con 20 milioni di liquidità in banca, si trovi nelle condizioni di dover tagliare servizi essenziali per anacronistiche clausole imposte dal patto di stabilità».

Clausole che valgono per tutti.

«E che tutti stanno strozzando. Quando vedo i servizi sulle buche di Roma non nego di capire la sindaca Raggi. Noi per tappare le buche abbiamo dovuto fare un mutuo in banca da sei milioni».

E quindi?

«E quindi le regole vanno cambiate. Ed è una priorità che porterò, e non certo da solo, in Anci, nella consulta delle Città Medie, in ogni luogo in cui mi sarà possibile farlo».

Nel mentre che si fa?

«Nel mentre le regole si rispettano. Anche se ho dato mandato agli uffici di fare una relazione completa su cosa rischia il Comune di Sassari nel caso che si sfori il patto di stabilità. È l’extrema ratio, ma esiste un limite oltre il quale non ho intenzione di spingermi nel rinunciare ad erogare servizi essenziali per i miei cittadini».

Il buco è milionario?

«In proiezione ci sono state sei milioni di minori entrate rispetto a quanto avevamo previsto. Cifra gestibile, e che a fine anno molto probabilmente si ridurrà. Che però ci impone di trovare 1 milione e 400mila euro da accantonare in un conto vincolato e infruttifero della Banca d’Italia. E di farlo entro il 31 luglio».

Altrimenti?

«Verremmo commissariati, e si procederà a bloccare le spese previste fino al raggiungimento della cifra».

Sta dicendo che i Candelieri sono a rischio?

«Non scherziamo. I soldi verranno trovati. E i Candelieri non si toccano».

Trovati dove?

«Tutti gli assessorati sono al lavoro per risparmiare ogni euro possibile. Posticipando spese, limandole o eliminandole. E gli uffici stanno esplorando tutti gli spazi “tecnici” possibili di manovra per far quadrare i conti».

Venerdì sembrava arrabbiato con gli uffici.

«Assolutamente no. Sono arrabbiato solo con queste clausole anacronistiche e dannose. Che mi invoglierebbero a forzare la mano. Ma i miei dirigenti chiaramente hanno bisogno di carte e numeri certi».

Mi faccia un esempio.

«Lo Stato ci deve 450mila euro per il bonus migranti. Normalmente arrivano in questo periodo. Non sono arrivati. Senza una “carta” che dimostri che i soldi ci sono non possiamo conteggiarli dentro il milione e 400mila euro che devono saltare fuori».

I Candelieri non si toccano, ma il resto degli eventi?

«Sassari Estate costa 300mila euro. Ed è fondamentale per la città. Ma è evidente che dovremmo chiedere un sacrificio alle associazioni impegnate. Le contatteremo una a una, per capire quanto e come si può risparmiare. Così per i Candelieri, oltre alla Faradda sono previsti 150mila euro per eventi collaterali. Se sarà necessario è su quelli che cercheremo di risparmiare».

Mancano ancora parecchi soldi.

«Potremmo posticipare una ventina di assunzioni previste per agosto in Comune, per sostituire i pensionati. Costano quasi mezzo milione».

Davvero il buco non era prevedibile?

«Il riequilibrio fino a qualche anno fa si faceva a settembre. L’anticipo al 31 luglio ha complicato le cose: le scadenze fiscali sono vicine, e alcuni pagamenti spesso arrivano dopo l’estate. I dati sono grezzi, purtroppo però ci costringono ad accantonamenti reali».

La gente non paga più le tasse?

«L’indice di puntualità è sceso dal 75 al 65 per cento. E vale per le tasse, le rette delle mense, le multe. Anche questo è un segnale di una crisi importante, profonda. Le famiglie non hanno più soldi. E anche il Comune ne ha sempre meno».

Quanti meno.

«I trasferimenti dallo Stato 10 anni fa erano 100 euro procapite, ora 10. E nonostante questo noi garantiamo la stessa spesa per i servizi sociali, che ormai occupa una percentuale abnorme dei nostri conti».

Come se ne esce?

«Il lavoro di limatura dei conti è quotidiano. E anche per questo la tensione è alle stelle. Bisogna cambiare le regole, ma anche discutere delle priorità. Ed esplorare tutti gli spazi possibili per trovare fondi».

Ne usciremo?

«Sì, ne sono convinto. E sono anche sicuro che i servizi essenziali dei cittadini sassaresi non saranno messi in discussione. Costi quel che costi».

vedi su La Nuova Sardegna









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