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Maurizio, sirenetto “orso” del Sardegna Pride: “Italia arretrata per colpa del Vaticano”

Maurizio, sirenetto “orso” del Sardegna Pride: “Italia arretrata per colpa del Vaticano”
La coda da “sirenetto” e la canottiera a righe bianche e rosse gli danno quel tocco in più che crea ancora più gioia e felicità sopra uno dei carri del Sardegna Pride. Maurizio Carannante, livornese di 29 anni, non rappresenta di sicuro la controfigura maschile della rossa Ariel, ma nessun problema: “Non tutti i sirenetti hanno i capelli lungi”, dice, sorridendo. “Il Pride è importantissimo, è l’occasione che abbiamo per farci vedere e sentire. Love is love, questa onda del Pride la cavalchiamo a colpi di coda”, afferma, vestito di tutto punto con il costume della festa.
Ma, c’è un ma. Perché, se Maurizio riconosce che “l’Italia è avanti rispetto a dieci anni fa”, sui diritti per tutti c’è una situazione ancora parziale “per colpa dell’influenza del Vaticano, la sua presenza con la religione influenza purtroppo ancora il pubblico. Abbiamo le coppie di fatto e un altro piccolo passo con i primi matrimoni gay. Vediamo da qui a cinque anni”. E i ministri Fontana e Salvini, che vedono gli omosessuali tutt’altro che di buon occhio e prevedono di cancellare alcuni di quelli che la comunità omosex descrive come “passi avanti” fatti? “Tornare indietro vuol dire tornare alla dittatura, la popolazione ha bisogno di fare un passo avanti. Io, sicuramente, non sto con Salvini e non sto con chi ostacola l’amore”. Sì, perché essere gay “è una scelta sessuale e personale, non cerchiamo nulla e non vogliamo togliere altro agli altri”.

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