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accordo sul testo senza varianti

Spostata l´attenzione sul significato più generale della legge, cioè la tutela delle lingue minoritarie storiche (sardo e il catalano di Alghero) garantita da una legge nazionale del 1999

accordo sul testo senza varianti

ALGHERO - Scompare dalla legge il comma che definisce "la lingua sarda nelle sue varianti storiche e locali, il catalano di Alghero, il gallurese, nelle sue varianti, il sassarese e il tabarchino, come patrimonio immateriale della Regione che adotta ogni misura utile alla loro tutela, valorizzazione, promozione e diffusione" e ritorna il sereno sul fronte del testo unificato sulla lingua sarda. E' questo il compromesso raggiunto dalla maggioranza in consiglio regionale.

L'elenco, infatti, secondo alcuni consiglieri entrava troppo nel dettaglio accontentando alcuni e scontentando altri territori. Ecco così che si è trovata la nuovo formula che ha, sostanzialmente, accontentato tutti, spostando l'attenzione sul significato più generale della legge, cioè la tutela delle lingue minoritarie storiche (sardo e il catalano di Alghero) garantita da una legge nazionale del 1999 e la promozione e valorizzazione delle varianti storiche (le macrovarianti letterarie logudorese e campidanese e le parlate diffuse nelle singole comunità locali) e, in generale, la promozione, crescita e diffusione delle lingue nella società, nelle istituzioni e nei media e nella scuola.

Accordo anche sull'articolo 9 che prevede l'istituzione di una commissione di esperti con il compito redigere una norma ortografica di riferimento della lingua sarda e una norma linguistica. Per raggiungere l'obiettivo i saggi faranno riferimento alla cosiddetta "lingua sarda comuna", già adottata dalla Regione nel 2006. La maggioranza infine, si è impegnata a condividere la sintesi del vertice di oggi con l'opposizione, per far sì che il testo sia "di tutti" e non solo di una parte politica.

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