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“Sardegna amore mio” continua a insultare i sardi, ma Facebook non la oscura

“Sardegna amore mio” continua a insultare i sardi, ma Facebook non la oscura

di Paolo Rapeanu

Per Facebook sembra che esistano censure e censure. Di sicuro, almeno finora, insultare un intero popolo non è sufficiente per oscurare una pagina. “Sardegna amore mio” continua a fare il bello e il cattivo tempo, e le pesantissime offese ai sardi proseguono con cadenza quotidiana: “La Sardegna è come lo st***** che galleggia dentro al cesso, solo che è più grande ed è abitata da parassiti”, scrive un utente, una ragazza che potrebbe benissimo non esistere, cioè essere un fake. Ma tant’è: gli insulti si sprecano, c’è chi scrive che “le sarde sono penemunite”, con chiara allusione-offesa sessuale, chi utilizza le parole “nani, isolani, coddapecore” e chi propone indovinelli dove il livello del trash è già stato bello che superato: “La differenza tra un lupo e uno zoticone sardo? Che il lupo per lo meno lo perde il pelo”.
Un fiume di cattiveria contro la Sardegna, declinata attraverso messaggi orribili. E Facebook non muove un dito: in tantissimi hanno segnalato la pagina, chiedendone la chiusura. Ma, a quasi un mese di distanza, è ancora lì, piena di utenti che mai si sognerebbero di dire certe cose in faccia a un sardo o a una sarda, e che si rifugiano dietro una tastiera. I classici “leoni da tastiera”, o, in alcuni casi, veri e propri “webeti”. Per continuare a segnalare la pagina “Sardegna amore mio” basta cliccare qui .

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