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Fiume Santo, la caldaia resiste all’esplosione - Cronaca

Fiume Santo, la caldaia resiste all’esplosione - Cronaca
SASSARI. Dopo la torre meteo e la ciminiera, ieri sera è stata la volta della prima delle due caldaie. Alle 19 la struttura in ferro alta quaranta metri, che per anni ha alimentato gli impianti 1 e 2 a olio combustibile, è stata imbottita di esplosivo. Anche in questo caso il sistema utilizzato è la detonazione, e la procedura è stata molto simile a quella già collaudata mesi fa con la torre meteo. Prima dell’esplosione la caldaia è stata bonificata, e l’unico materiale rimasto era l’acciaio. Dopodiché la base della struttura è stata indebolita, in modo da farla ribaltare lateralmente. Ma al contrario dei tentativi precedenti, tutti andati a segno, ieri sera dopo il boato la caldaia ha accusato giusto un piccolo sussulto. Dopodiché la struttura è rimasta perfettamente in piedi, sancendo il fallimento delle operazioni di demolizione. Nei filmati girati da alcuni spettatori amatoriali, si vede chiamaramente che durante la procedura qualcosa è ndata storta. Infatti si sente rumore sordo dell’esplosione, si vede sollevarsi un piccolo polverone, ma allo stesso tempo si le immagini all’interno del video rimangono inalterate. Cioè dall’inquadratura non scompare neanche una delle due caldaie metalliche. Microcariche esplosive insufficienti? Posizionamento errato? Ora i tecnici dovranno effettuare le necessarie verifiche per stabilire le cause del flop. Al momento della detonazione erano presenti solo i tecnici di Ave e l’Arpas. L’appuntamento quindi è fissato nuovamente per questo pomeriggio, quando ci sarà il secondo tentativo di abbattimento della caldaia. Successivamente verrà fatta a pezzi e l’acciaio recuperato partirà per essere inserito nella filiera del riciclo.La demolizione dell’altra caldaia era invece fissata per giovedì, e se oggi le operazioni fileranno per il verso giusto, è probabile che il cronoprogramma venga comunque rispettato. Intanto i tecnici dell’Ave continuano le operazioni di smaltimento dei resti della ciminiera rasa al suolo nei giorni scorsi. Dalle foto scattate nel sito si vede chiaramente come il fumaiolo di 150 metri, una volta crollato si sia spalmato in tutta la sua lunghezza al terreno. Gli operai stanno separando i materiali, e nei prossimi giorni avverranno anche i primi campionamenti per stabilire la successiva destinazione. Cioè la tipologia di smaltimento: se i materiali potranno rientrare all’interno di un sistema di riciclo e riutilizzo, oppure se il destino più appropriato sarà la discarica. Queste operazioni, piuttosto lunghe e complesse, dovrebbero durare circa due mesi. Ma l’attenzione delle istituzioni e degli ambientalisti è focalizzata sulle polveri disperse dopo la demolizione della ciminiera. In via ancora ufficiosa, si sa che le analisi delle polveri hanno dato esito negativo per le particelle di amianto. (lu.so.)

vedi su La Nuova Sardegna









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