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Due città si fermano per l’addio al 22enne bruciato nell’auto - Cronaca

Due città si fermano per l’addio al 22enne bruciato nell’auto - Cronaca
SASSARI. Un lungo rettilineo, strada a due corsie in ingresso alla città, le barriere protettive al centro. Ostacoli quasi nulli a destra. Se la guardi così, il giorno dopo, sembra quasi impossibile che proprio in quel tratto la “291” sia diventata teatro della tragedia. Invece è tutto vero. I segni per terra e nella barriere di cemento, gli ultimi rilievi dei carabinieri, qui ha perso la vita domenica pomeriggio Alessandro Ortu, 22 anni, studente-lavoratore di Porto Torres. Pioveva, c’era una pozzanghera maledetta in mezzo alla carreggiata, è successo tutto in un attimo: la sbandata della Seat Arosa, il doppio urto, l’auto che si rovescia, prende fuoco e diventa una trappola mortale.Oggi alle 11, nella basilica di San Gavino a Porto Torres, si svolgeranno i funerali di Alessandro: aveva solo 22 anni, stava andando al lavoro, di domenica. Per salutarlo arriveranno centinaia di giovani da Porto Torres e da Sassari. Ragazzi, coetanei e compagni di studi che, come i suoi familiari, non riescono a farsi una ragione di una fine così assurda. Alessandro domenica era sereno e felice come gli altri giorni, con una motivazione in più perché sapeva che quel lavoro che gli piaceva tanto era in scadenza a giugno ma l’azienda aveva già deciso di rinnovarlo. Un traguardo meritato, costruito con i sacrifici di ogni giorno da un ragazzo umile che non si fermava mai. All’improvviso quel progetto di vita si è interrotto nel modo peggiore. La morte spezza i sogni con una brutalità senza appello e la prova per chi resta è di quelle durissime. Per i genitori, i familiari e gli amici: un dolore profondo che graffia l’anima, perché una vita che si spegne troppo presto toglie fiducia e speranza nel futuro a tutti. Ieri mattina il parroco di San Gavino don Mario Tanca nella messa celebrata nella chiesetta di Balai, dove si trovano i simulacri dei Martiri Turritani ha rivolto un pensiero ad Alessandro che conosceva bene. Il sacerdote ha invitato i presenti a pregare per i genitori del ragazzo e per tutti i familiari.E la morte del giovane è un lutto per tutta la comunità. Succede così quando la città perde uno dei suoi figli, ancora di più quando la scomparsa è così improvvisa e violenta. Scatta l’inversione naturale delle cose, crollano i progetti per il futuro e anche gli sforzi fatti fino a quel momento sembrano inutili. É una impresa impossibile per chiunque raccontare di un ragazzo di 22 anni che non c’è più. Si può aggiungere che il dolore varca i confini di Porto Torres e coinvolge anche Sassari, la realtà dove Alessandro studiava e lavorava, dove aveva tanti amici. Tutti chiedono dell’incidente, di come è potuto succedere. La magistratura ha disposto una serie di accertamenti che - in questi casi - sono dovuti. Si può aggiungere che quel tratto di strada è pericoloso, ancora di più quando piove e la carreggiata si trasforma in una pista scivolosa e piena di insidie. Alessandro faceva avanti e indietro da Porto Torres a Sassari ormai da quasi un anno, non era certo un principiante. E non era uno che sfidava il pericolo. Le indagini potranno aggiungere degli elementi ma non cambieranno un finale così terribile, le discussioni del dopo non serviranno a niente. Il lutto per un figlio non finisce mai, si può solo cercare di trovare la forza che serve per andare avanti senza dimenticare mai il sorriso di quel ragazzo perbene.

vedi su La Nuova Sardegna









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