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Settore auto e novità per uscire dalla crisi

Un settore da sempre strategico per l’economia italiana e che per questo ha assoluta necessità di riemergere sollevando la testa per tornare ai livelli pre crisi.

Stiamo parlando dell’automotive, ovvero il comparto dell’automobile a 360 gradi.

Un universo che in questi anni si è andato a ridisegnare per mantenersi su livelli accettabili visto che, vuoi o non vuoi, la crisi si è fatta sentire anche nella vendita di auto.

Ecco allora che sono nate realtà alternative come il noleggio a lungo termine o gli intermediari di compro auto usate.

Realtà che in un modo o nell’altro sono riuscite a dare una smossa al comparto anche nei momenti di maggiore buio.

Negli ultimi mesi gli indicatori sembrano essere tornati si valori positivi ed allora è arrivato il momento di guardare al futuro: che parlando di auto fa sempre più rima con la parola ‘tecnologia’.

E non soltanto per quel che riguarda le dotazioni di bordo delle vetture ma anche per tutto quello che concerne il processo produttivo e la scala di montaggio.

Si parla ad esempio di piena realizzazione andando a implementare il processo di fabbricazione in modo intelligente; un fattore che porterebbe, secondo analisi del Digital Transformation Institute, ad un incremento del 50% dei profitti operativi annui.

E da questo punto di vista va detto a malincuore che il nostro paese si trova ancora dietro a tutti.

In Italia si registra infatti un ritardo rispetto agli altri paesi industrializzati e ritenuti grandi produttori di automobili: soltanto il 27% degli operatori del settore automotive nostrano, nel concreto, ha avviato iniziative di smart factory. Il che ci pone molto lontani da realtà come Francia, dove la percentuale è del 63%; Germania, 59%; Regno Unito, 56%; e Stati Uniti dove ci si attesta al 47%.

In pratica l’Italia deve effettuare uno scatto ulteriore se vuole pareggiare il gap con queste altre grandi realtà ritenuti colossi di livello mondiale nella produzione di automobili nuove. Le proiezioni ci parlano di un risultato del 24% delle fabbriche che diventeranno smart entro il 2022.

Se a questo si aggiunge che gli investimenti in innovazione per il settore automotive dovrebbero registrare un aumento della produttività annuale pari a 160 miliardi di dollari entro il 2023, si evince che l’industria automobilistica può guardare al proprio futuro con ottimismo.









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