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Selargius, cani “deportati” a Olbia: “Assurdo portarli a trecento chilometri di distanza”

Selargius, cani “deportati” a Olbia: “Assurdo portarli a trecento chilometri di distanza”
Addio vicino per un centinaio di cani ospiti del canile Shardana, l’unico presente a Selargius. Il bando del Comune ha visto passare l’offerta economica di un canile che si trova a Olbia. Sono quattrocento i quattrozampe che vivono tra l’area di sgambamento, pupping nursery e ambulatorio della struttura Pitz’e Pranu, vasta 34mila metti quadri. Molti arrivano da altri Comuni, ma per il centinaio di cani selargini il futuro sembra segnato: la nuova casa sarà Olbia.
Uno scenario che fa storcere il naso a Salvatore Magliani, titolare del canile selargino Shardana, da 43 anni in prima linea per la difesa e tutela di cani e gatti: “Ci sono anche una ventina di gatti, adottati da noi. Il Comune ci dava 2,70 euro al giorno per ogni cane, che qui viene seguito dagli operatori con molta attenzione e nutrito con mangimi di prima qualità. Non entro nel merito della nuova associazione vincitrice”, afferma Magliani, “è chiaro che, con i cani destinati ad essere trasferiti a Olbia, è a rischio il loro benessere. Inoltre, chi è che andrà a centinaia di chilometri di distanza per vedere se il suo cane scomparso è stato portato lì? Non sappiamo ancora in quale data avverrà il trasferimento, sappiamo solo che i vincitori dell’appalto non siamo noi”. La vicenda potrebbe non finire qui: “È già stata attivata una raccolta firme e una denuncia a procura della Repubblica e Corte dei conti”, dice Anna Rita Salaris, coordinatrice del Movimento animalista Sardegna.

 

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