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Italia crudele nei confronti degli animali: nel 2017 dati allarmanti

Italia crudele nei confronti degli animali: nel 2017 dati allarmanti

È online il secondo “Rapporto sul Maltrattamento Animale in Italia 2017” patrocinato da LEAL Lega Antivivisezionista. Il dossier, a cura di Silvia Premoli e Giovanna Rossi, è consultabile e scaricabile liberamente dal sito leal.it. (http://www.leal.it/RAPPORTO-MALTRATTAMENTO-ANIMALE-2017.pdf)

Sono più di mille pagine che riprendono i reati nei confronti di ogni specie animale riportati dalla stampa nazionale, locale e dal web. Non sono citati gli infiniti casi di maltrattamento che avvengono senza denunce o testimoni oppure che sono stati ignorati dalle cronache: percosse, incuria grave, mutilazioni, avvelenamenti, prigionia, impiccagioni e abusi di ogni genere. Possiamo riportare solo una piccola parte del lungo elenco delle efferatezze di cui l’uomo è capace nei confronti dei “senza voce”.

Il sommario è suddiviso per tipo di maltrattamento con una sezione dedicata all’aggiornamento dei casi del 2016. Inoltre riporta le normative di riferimento, l’analisi e la trasposizione grafica dei dati raccolti, i maltrattamenti per tipologia, regione, mese e i rapporti numerici di vittime e rei con una comparazione dei dati raccolti nel precedente Rapporto. Il 18% degli animalicidi e maltrattamenti è dovuto a sevizie e percosse, il 14% ad avvelenamento e impiego di prodotti chimici, il 31% a incuria e abbandono, il 17% a sfruttamento ed il 3% a omissione di soccorso.

Anche quest’anno il Rapporto è introdotto dalla prefazione dell’avvocato David Zanforlini, che da anni si batte per difendere i diritti degli animali e collabora con LEAL unendosi alla battaglia in difesa de “GLI INDIFESI”, come titola la sua prefazione. Si aggiunge il prezioso contributo del dottor Marco Strano, psicologo e criminologo, presidente dello Study Center for Legality Security and Justice nonché ideatore, promotore e presidente del progetto “Alla Radice della Violenza di Specie”. Marco Strano ha scritto per il dossier 2017: “I CRIMINI NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI: COME RENDERE PIÙ INCISIVE LA PREVENZIONE E IL CONTRASTO INVESTIGATIVO” e l’interessante approfondimento “ZOOSADISMO GIOVANILE: LE INUTILI UCCISIONI DI ANIMALI PER LA GRATIFICAZIONE PSICOLOGICA”.

Una sezione è riservata anche quest’anno ai casi LINK con la collaborazione della dottoressa Francesca Sorcinelli, presidente di Link-Italia (APS): dal significato che assume la parola inglese link-legame in discipline quali psicologia, psichiatria, criminologia, vittimologia e scienze investigative che indica una stretta correlazione tra il maltrattamento e/o uccisione di animali, quale grave reato da contrastare di per sé, e trettamente correlato a comportamenti devianti, antisociali e criminali sintomo di una situazione esistenziale patogena ed efficiente indicatore di pericolosità sociale.

Anche questo dossier, come già quello del 2016, viene presentato alla stampa, e consegnato a Parlamentari, magistrati, e diffuso alle associazioni. Da quest’anno sarà seguito dalle raccolte firme cartacee e online a sostegno delle necessarie modifiche all’ordinamento proposte dal team di LEAL per garantire agli animali maggiori diritti e uno status di esseri senzienti con conseguenti pene certe e giuste per chi commette reati nei loro confronti. Verrà supportato da una campagna sui social per invitare ogni cittadino testimone di violenza e abuso nei confronti degli animali alla segnalazione e alla denuncia perché come affermava Albert Einstein e come riporta il dossier in apertura “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”.

COSA NON C’È NEL RAPPORTO SUL MALTRATTAMENTO ANIMALE IN ITALIA 2017 Mancano i dati riferiti alla follia degli animalicidi e degli abusi leciti: mattatoi, allevamenti, laboratori di vivisezione, circhi, zoo, delfinari, ippodromi e maneggi, palii, corride, tauromachia e contesti che vedono animali costretti a gareggiare legittimati dalle leggi vigenti. Il volume non riporta neppure i numeri degli animali morti per la caccia e la pesca e tutte quelle pratiche aberranti che giustificano l’umano nell’esercitare un dominio sugli altri animali. Gli animali non sono prodotti, non sono cibo, non sono distributori di latte e formaggi, non sono giocattoli, armi o mezzi di trasporto, non sono bersagli o clown. Solo quando riconosceremo loro il diritto al rispetto, alla vita e alla giustizia potremo pensare di essere vicini alla liberazione animale.

Silvia Premoli (concept, redazione, ufficio stampa comunicazione LEAL) e Giovanna Rossi (grafica e digitalizzazione dei contenuti, responsabile eventi speciali LEAL e referente sezione Monza e Brianza) ringraziano LEAL e il suo presidente Gian Marco Prampolini per il patrocinio e la prefazione.

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