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Regolamento commissioni: «un bavaglio alla minoranza»

«Incostituzionale e antidemocratica la proposta della maggioranza di abolire il gruppo misto di maggioranza e la possibilità per i consiglieri di minoranza, staccatisi dal gruppo che li ha eletti, di costituire da soli un gruppo misto», accusano dai banchi dell’opposizione.

Regolamento commissioni: «un bavaglio alla minoranza»

PORTO TORRES - Fumata nera sulle commissioni consiliari e sulle modifiche al Regolamento del consiglio. «Incostituzionale e antidemocratica la proposta della maggioranza di abolire il gruppo misto di maggioranza e la possibilità per i consiglieri di minoranza, staccatisi dal gruppo che li ha eletti, di costituire da soli un gruppo misto», accusano dai banchi dell’opposizione.

Il braccio di ferro tra minoranza e maggioranza pentastellata dura ormai da 8 mesi, da quando i consiglieri dell’opposizione si sono dimessi dalle commissioni consiliari che così composte sono state bocciate dallo stesso assessorato regionale degli Enti Locali. Un parere di legittimità richiesto dal consigliere Claudio Piras e condiviso da tutta l’opposizione, contraria alla proposta dell’amministrazione di modificare i commi 4 e 5 dell’articolo 9 del Regolamento sui lavori consiliari, così come presentata dalla presidente del consiglio Loredana De Marco alla minoranza «imbavagliata da un sistema 5 Stelle che ci priva di ogni diritto».

Nella proposta dell’amministrazione «un consigliere che non si riconosce più nel gruppo che lo ha eletto e non aderisce ad altri gruppi politici presenti in consiglio, non godrebbe delle prerogative che spettano ad un gruppo consiliare – ha sottolineato la presidente De Marco - a meno che almeno tre consiglieri nella stessa condizione decidano di costituire “un gruppo misto” all’interno del quale eleggere un capogruppo che li rappresenti nelle commissioni». Un atto di forza, secondo i consiglieri dissidenti, che avrebbe ricevuto il parere favorevole del segretario comunale. «In questo modo alcuni consiglieri verrebbero confinati nel limbo, - sostiene la minoranza - senza diritto di voto nelle commissioni e il rischio di perdere la giusta rappresentatività in consiglio». Un punto di non ritorno che ha spinto la minoranza a chiedere l’intervento del Prefetto.

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